Inseguiva le donne per palpeggiarle, 22 mesi di condanna al maniaco dell'Alpago

Giovedì 28 Aprile 2022 di Davide Piol
Donne inseguite

ALPAGO - Un anno e 10 mesi di reclusione (pena sospesa) per aver palpeggiato, pedinato e molestato alcune donne del suo paese. È la condanna inflitta dai giudici di Belluno a un 55enne di Farra d’Alpago. Era imputato di violenza sessuale, atti persecutori, molestia ed evasione dagli arresti domiciliari. Nel capo d’imputazione gli venivano contestate anche alcune minacce che sono però cadute quando la vittima, ieri pomeriggio, ha ritirato la querela. Il tribunale gli ha concesso uno sconto della pena (chiesto anche dal pubblico ministero) per vizio parziale di mente accertato dallo psichiatra Tullio Franceschini. Gli episodi, raccolti dalla Procura di Belluno, si sarebbero verificati quasi tutti nell’estate del 2020 e vedono come parti offese due donne di 45 e 55 anni. Il 13 luglio di quell’anno, stando alla ricostruzione della pubblica accusa, l’imputato ha palpato il seno a una delle due e poi si è allontanato. In un’altra occasione, si è abbassato i pantaloni e ha cominciato a rincorrere la donna mandandole dei baci e chiamandola “Eva”. Un giorno la desiderava, l’altro la detestava. È capitato, ad esempio, che le lanciasse contro bottiglie, sassi e spazzatura. Le molestie erano continue e quasi sempre in pubblico. Costanti anche le allusioni sessuali e i racconti strampalati che faceva alle due donne. Diceva di dormire in camper perché aveva provato ad ammazzare la moglie e che se avesse voluto sarebbe salito in casa e le avrebbe messo le mani al collo. «Una volta – ha spiegato una delle donne ai giudici – mi ha seguita, ha iniziato a toccarmi e poi a minacciarmi: “Ti taglio la gola”. Ricordo che aveva una bottiglia rotta in mano. Un’altra volta è entrato con me al bar e mi ha insultato tenendo in mano un coltello. Era sempre ubriaco». A volte si nascondeva dietro un muretto, vicino a dove lavora la donna, e appena lei passava lui si abbassava i pantaloni: «C’erano continue allusioni sessuali. Mi diceva “ti porto in un posto e ti violento”. A causa di questi fatti sono piena di ansie, ho paura di tutto, anche di andare al lavoro col buio. E non sono più entrata nei bar dove sapevo di trovarlo». Il 55enne avrebbe importunato anche genitori e bambini al parco. Ma la parte offesa ieri ha fatto un passo indietro: «Lo perdono e confermo il ritiro delle querele. Non era in lui quando agiva in quel modo». Questo ha permesso alla difesa di far cadere il reato di minacce ma non tutti gli altri che sono stati invece confermati dal giudice che l’ha condannato a 1 anno e 10 mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena.

Ultimo aggiornamento: 07:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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