«Dopo 9 anni ho avuto giustizia»: condannati i broker che l'avevano truffato

Venerdì 27 Maggio 2022 di Olivia Bonetti
Dopo 9 anni giustizia per la truffa subita
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BORGO VALBELLUNA - «Dopo 9 anni ho avuto giustizia». Condannati dal Tribunale di Teramo ieri al termine di un processo travagliato Vincenzo Bruno, 59 anni di Alba Adriatica (Teramo), e Federica Giovannozzi, 54 anni di Teramo, broker. I due erano finiti alla sbarra con l'accusa di truffa e calunnia dopo la denuncia di Primo Brancaleone, 69enne residente a Mel di Borgo Valbelluna, rappresentato ieri in aula nel tribunale abruzzese dall'avvocato Giuseppe Triolo di Belluno. Brancaleone vide andare in fumo 26mila e 100 euro: caparra versata ai due intermediari per l'acquisto di un immobile ad Alba Adriatica. Era un'occasione: una casa del valore di quasi un milione di euro ceduta a 600mila. Ma dietro c'era un disegno criminoso svelato dalle indagini della Procura di Teramo e culminate nella sentenza arrivata ieri.

LA TRUFFA
Tutto inizia nel 2013 quando Brancaleone, che per motivi di lavoro viaggiava tra Lazio e Abruzzo viene in contatto con i broker. «Si presentavano bene - racconta l'uomo - con una Bmw vestiti di tutto punto: nulla asciava presagire chi erano veramente». Anche le verifiche effettuate dallo zumellese trovarono riscontri positivi: la donna era un broker finanziario regolarmente iscritto alla Banca d'Italia e lo è tuttora. I fatti avvengono tra Frascati e Roma tra 2012 e 2014. Un periodo da incubo per Brancaleone, che si ritrovò anche accusato di usura. Vincenzo Bruno si presenta come intermediario finanziario di successo, capace di far conseguire futuri e certi guadagni allo zumellese, nell'ambito di compravendite di immobili commerciali. La racconta talmente bene che carpisce la fiducia di Brancaleone e ottiene il versamento di 25mila euro in contanti e un vaglia da 1100 euro: per dimostrare la sua attendibilità consegna anche un assegno intestato alla broker Giovannozzi, a garanzia per la caparra ricevuta.

LA CALUNNIA
Quando Brancaleone si accorge della truffa denuncia il fatto e fu allora che Vincenzo Bruno presenta a sua volta denuncia per usura: dice che Brancaleone gli avrebbe dato 25mila euro in contanti nel mese di gennaio 2013, pretendendone 120mila in sei mesi, facendosi anche consegnare a garanzia del finanziamento usurario un assegno. Un caso che viene subito archiviato non essendoci alcuna verità. Si apre e procede spedito invece il procedimento nei confronti dei due presunti truffatori.

LA SENTENZA
Ma ottenere giustizia sarà una vera impresa. Per irreperibilità degli imputati si rinvia di anno in anno, poi il covid, la sospensione, ma ieri finalmente la sentenza arrivata al fotofinish con la prescrizione dei reati che sono dietro  l'angolo. Il giudice ha condannato Vincenzo Bruno a 3 anni e 6 mesi di reclusione e Federica Giovannozzi, ad un anno di reclusione e ad una provvisionale di 10mila euro.

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