I commercianti contro gli autisti dei mezzi pubblici senza pass: «Vaccinatevi»

Domenica 17 Ottobre 2021 di Davide Piol
I mezzi di Dolomitibus
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BELLUNO - «Gli autisti dei mezzi pubblici devono vaccinarsi. Voglio vedere quanto resistono senza stipendio…». Paolo Doglioni, presidente di Confcommercio, interviene sulla questione che sta tenendo sotto scacco la provincia da qualche giorno. I portuali di Belluno – ossia gli autisti non vaccinati degli autobus che hanno causato la soppressione di centinaia di corse – continuano la loro protesta silenziosa: non vogliono vaccinarsi, né tanto meno eseguire il tampone con ripercussioni non soltanto sul trasporto pubblico locale ma anche sul centro storico di Belluno dove i commercianti vedono sempre meno gente. «I no-vax vanno ghettizzati – continua Doglioni - e se si ammalano, devono pagarsi le spese mediche». Le conseguenze di questi comportamenti, contrari al vaccino anti-covid e mantenuti in nome della libertà, mettono però in crisi tutti gli altri, che nel frattempo si sono vaccinati. Lo studente che deve recarsi a scuola, ad esempio. Oppure l’anziano che vuole raggiungere il centro ma non può più farlo perché l’autobus è stato soppresso. Christian Marchetti, consigliere del Consorzio Belluno centro storico, racconta che nell’ultimo periodo l’affluenza nei negozi del centro è calata. E questo è in parte dovuto anche alle corse dei mezzi pubblici saltate a causa dei no-vax negli ultimi due giorni.


SCONFORTO
«Certo che abbiamo avuto un calo – spiega Marchetti – È un problema da risolvere. Capisco l’esigenza della singola persona ma se le leggi sono queste vanno rispettate. Non può essere penalizzata la collettività a causa di pochi. Se il sacrificio è fino al 31 dicembre, tutti ci dobbiamo adeguare e attrezzare». A dire il vero, il calo di affluenza nel salotto cittadino è iniziato ben prima delle misure anti-contagio. Non c’è più la ressa nei fine settimana e nei giorni feriali, dalle 18 alle 20, c’è un calo fisiologico. Il covid, tuttavia, ha dato una spinta importante a questa tendenza. «Se cambiano le cose devono cambiare anche le persone – sottolinea Marchetti – Io mi sono vaccinato e da commerciante preferisco rimanere aperto e vedere le persone che si comportano i modo ordinato piuttosto che tornare a un anno fa, chiuso o con limitazioni di orario. I dipendenti a contatto con il pubblico devono ottemperare alla prassi del momento. O rispettano le regole o cambiano lavoro». Nel futuro, c’è tanta incertezza: «Dobbiamo trovare un equilibrio. Bisogna che i non vaccinati trovino il loro spazio e che le loro convinzioni non vadano a ledere quelle degli altri. Io sogno di tornare alla normalità. Sono vaccinato ma devo ancora rimanere dentro il mio negozio con la mascherina. Facciamo uno sforzo in più e togliamocela». Confcommercio spinge per la copertura totale della popolazione con l’obiettivo di tornare alla normalità il più presto possibile.


«L’UNICA ARMA»
«La gente deve essere vaccinata – aggiunge il presidente, Paolo Doglioni – altrimenti linea dura. Chi non si vaccina non capisce nulla. Il vaccino è l’unica arma che abbiamo. Purtroppo è la quantità di persone malinformate che non capiscono a creano questi disagi». La via da percorrere, per i commercianti, è quella tracciata dal governo: «Altrimenti i no vax hanno vinto, invece siamo noi che dobbiamo vincere il virus. Si appellano tanto alla libertà. Ma da che cosa? Continuiamo a ripeterlo: l’unica strada è la vaccinazione». Secondo Doglioni il problema è anche culturale ma deve essere superato con la piena fiducia nei confronti dei medici: «Molti con cui parlo sono incerti – conclude il presidente di Confcommercio – E io rispondo: in ospedale, mentre sei ricoverato con una patologia grave, dici per caso di no al medico? Creano problemi all’economia e alla sanità. Quando vado in un negozio, chiedo se il dipendente è vaccinato. Se non lo è, esco. Io sono per l’obbligo vaccinale».

Ultimo aggiornamento: 08:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA