Allarme chiodi lungo i sentieri contro le mountain bike

Martedì 4 Agosto 2020 di Federica Fant
Uno dei chiodi usati
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BELLUNO - Chiodi conficcati sul sentiero. La Polizia locale di Belluno verificherà l'accaduto. Il sindaco di Sedico: «atto grave, faremo degli accertamenti». È finito male il giro in mountain bike di un ciclista di Belluno, ma poteva finire malissimo. Domenica il 35 bellunese, Luigi Vignazia mentre percorreva con la sua bicicletta un tratto di sentiero che si trova tra Antole (Belluno) e Prapavei (Sedico), percorso frequentato anche da podisti o camminatori, improvvisamente ha bucato entrambe le gomme. Una foratura improvvisa e anomala che ha indotto il ciclista a controllare cosa potesse essere accaduto e, allo spavento per aver rischiato una brutta caduta, è subentrato lo sconcerto e la rabbia: piantato su di una radice, con l'evidente scopo di danneggiare chi passasse da lì, c'era un grosso chiodo. Un atto incredibile e criminale che solo per puro caso ha danneggiato solo le ruote della bicicletta. Il chiodo, tutto fa pensare che fosse piantato in quella zona per fare del male. Avrebbe potuto ferire gravemente al piede un podista o un escursionista. Al chiodo (come si vede dalle fotografie), è stata tagliata la testa ed è stato piantato con la punta rivolta verso l'alto. 
IL CICLISTA
«È evidente l'intenzione di danneggiare chi passasse per quel tratto di bosco: un atto gravissimo e doloso sul quale ci auguriamo che l'autorità giudiziaria possa fare chiarezza, individuando la persona che ha pensato di ferire intenzionalmente i malcapitati», racconta un amico del malcapitato, Luca Vignazia. «Credo sia un episodio grave che, solo per un caso fortunato, non ha mandato qualcuno all'ospedale. Sono ancora sconcertato all'idea che possano esserci persone capaci di mettere a rischio l'incolumità dei propri concittadini per difendere (così immagino) la propria proprietà privata, in un contesto rurale, distante dalle case, in mezzo ad un bosco la cui frequentazione non può danneggiare nessuno», chiude Vignazia. Il ciclista non ha potuto far altro che piegare il chiodo alla meglio con un sasso, per evitare che qualcuno si facesse male, e tornare a casa a piedi, con la bicicletta danneggiata e, soprattutto, con l'amarezza per aver subito personalmente un atto di inspiegabile cattiveria. L'assessore allo Sport di Belluno, Marco Bogo, venuto a conoscenza della notizia ha commentato: «Rimango stupito di quanto accaduto. Non riesco a capire come è possibile voler danneggiare qualcuno, ancor di più rischiando di fare male fisicamente. È un comportamento da censurare», chiude Bogo. Il sindaco di Sedico, da parte sua rincara: «È molto grave, perché si tratta di atti vandalici. Sentirò i vigili, sicuramente faremo gli accertamenti del caso, probabilmente sentendo anche il comune di Belluno. Verremo a capo della vicenda». Il comandante della Polizia locale di Belluno, Roberto Rossetti, si è fatto inviare la segnalazione: «Verificheremo quanto di nostra competenza», ha assicurato. Il presidente dell'associazione Valbelluna Bike, Fausto Toccane, interpellato sulla questione racconta che «non è la prima volta che capitano episodi del genere e non sarà l'ultima ha ricordato -. Penso ad un caso nella zona del Feltrino e uno nel Bellunese, tra Sopracroda e il rifugio Col di Roanza, dove ci sono altri sentieri. Spesso gli autori di gesti simili sono soprattutto le persone proprietarie di fondi o di casere, laddove ci sono i trattori di passaggio. Per evitare che queste vie vengano utilizzate sistematicamente, anziché delimitare la zona, mettono queste vere e proprie trappole: è successo ad un biker quindi c'era proprio intenzione di creare disagio, solo che se al posto della gomma ci fosse stato un piede ci sarebbe stata una ferita da curare prosegue Toccane -. Andrebbe fatto un invito ad una saggia convivenza: da un lato il biker deve rispettare la proprietà altrui, ma non credo che i ciclisti facciano dei danni. Lo dico da presidente della Valbelluna Bike che si occupa di promozione del turismo sul territorio, dall'altro lato ci vuole tolleranza».  © RIPRODUZIONE RISERVATA