Chiesa da salvare, la Tonet vince l'appalto: «Pronta per Natale, i nostri rocciatori specializzati in cose difficili»

Sabato 28 Maggio 2022 di Giuditta Bolzonello
La chiesa di Valle di Cadore
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VALLE DI CADORE -  Il cantiere per i lavori di messa in sicurezza di San Martino Vescovo, la parrocchiale di Valle di Cadore, sarà approntato al più presto una volta espletate le formalità che la procedura impone. Quanto alla conclusione dell'intervento tanto atteso anche Italo Tonet, dell'omonima impresa di Santa Giustina che si è aggiudicata l'opera, spera di poterli finire per Natale, auspicio che condivide con il sindaco Marianna Hofer. Certo bisognerà tenere conto di tanti aspetti per questo lavoro che si annuncia complesso. Tonet non ha particolari preoccupazioni per il reperimento del materiale per le lavorazioni, «appena abbiamo saputo di aver vinto la gara ci siamo mossi subito per reperire quanto ci serve e ci stiamo impegnando al massimo consapevoli di dover fare un lavoro molto complicato».


L'IMPRESA
Già, lavorare su quella rupe dove si aggrappa l'edificio sacro sarà una grande sfida. Gli spazi di manovra sono ridotti al minimo, anzi, nel versante più eroso, quello sud est, non c'è proprio modo di muoversi nemmeno con una carriola. Ma Italo Tonet rassicura: «Disponiamo di maestranze molto qualificate a cominciare dai rocciatori, in questo periodo stiamo lavorando ai Serrai di Sottoguda su pareti alte oltre cento metri. Le cose facili non le sappiamo fare, noi facciamo quello che altri rifiutano grazie all'esperienza e alla professionalità, assieme alla continua ricerca, maturata negli anni. E poi c'è l'inventiva».


IL POST VAIA
L'operazione salvataggio dell'antica chiesa di San Martino, che per posizione e storia è da sempre un simbolo per la zona, è finanziata con un milione e centomila euro di fondi stanziati dopo Vaia. Di fatto a compromettere una situazione da sempre difficile sono stati gli eventi di quella tempesta di fine ottobre 2018, a peggiorare ulteriormente lo stato di erosione, che ha portato alla luce la berlinese costruita vent'anni fa, le abbondanti nevicate dell'inverno 2020, 2021 tanto che il 12 febbraio 2021 scattò l'ordinanza che chiuse la chiesa e vietò l'accesso anche nelle pertinenze. Tutta l'area venne delimitata per impedirne l'accesso anche ai curiosi. Insomma una vera impresa questo lavoro, ma anche motivo di orgoglio perché gli occhi dell'intera comunità di Valle, e non solo, saranno puntati su San Martino.


LA PROFESSIONALITÀ
Per Tonet un lavoro come tanti altri: «Non è il primo intervento complicato che facciamo, ci sono difficoltà logistiche e tecniche e potrebbero esserci delle incognite». Già perché quando si lavora nel sottosuolo ci si può imbattere in sorprese, «speriamo di non trovarle»; vero è che sono stati tanti i sondaggi fatti per predisporre la progettazione, si è lavorato con estremo scrupolo ma non è mai detta l'ultima parola.


CRONOPROGRAMMA
Il traguardo resta Natale 2022 così da restituire San Martino ai fedeli orfani da troppo tempo della parrocchiale, ma vanno considerati molti aspetti logistici a cominciare dai tempi di attesa quando dopo i getti bisogna aspettare la solidificazione degli stessi ma «cercheremo di organizzare il cantiere per non avere troppi tempi morti» assicura Tonet.


LE CAMPANE
Obiettivo Natale 2022 quando a lavori finiti e chiesa riaperta potranno tornare a suonare anche le campane che erano state zittite per evitare pericolose oscillazioni. Non succedeva da almeno 3 secoli ma le vibrazioni erano rischiose e il momento troppo delicato e per precauzione il vescovo Renato Marangoni decise di silenziare anche il campanile. Sono stati momenti molto dolorosi e difficili per la comunità. Tutti in attesa dei risultati delle indagini dall'Università di Parma e dall'Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale di Trieste, fatte per accertare se e come fosse possibile un ancoraggio dell'edificio alla roccia che è stata trovata in condizioni che hanno fatto tirare un sospiro di sollievo. E' stato appurato infatti che la roccia si trova tra i 10 e 30 metri di profondità sotto il sagrato.


IL PIANO
Il progetto di messa in sicurezza, affidato all'ingegner Siro Andrich che dirigerà i lavori, prevede la realizzazione di una sorta di botte intorno allo sperone su cui sorge la chiesa, rinforzando così la struttura già esistente: si creerà un nuovo cordolo più in basso, ancorato alla roccia e si metteranno nuovi tiranti. Un lavoro da veri esperti, da professionisti delle «cose non facili» come ama ricordare l'imprenditore Italo Tonet.


IL LAVORO
«Sono certa che di questo lavoro si parlerà a lungo ma non per quello che ha fatto il sindaco ma per l'impegno di chi vi si è dedicato», assicura Marianna Hofer sindaco di Valle di Cadore che rivolge la sua personale gratitudine, che è quelle dell'intera comunità, «ai progettisti e agli uffici del Comune che non si sono risparmiati». È stato un percorso lungo e complesso quello delle indagini sul terreno, «ma non è stata una perdita di tempo -assicura il sindaco- quanto l'opportunità di lavorare meglio al progetto». Dopo questo passaggio si è provveduto ad approvare il progetto ed indire la gara, tutte bellunesi le cinque imprese invitate a manifestare interesse al lavoro, un momento questo segnato dalla non poca preoccupazione considerato l'aumento dei prezzi delle materie prime che di fatto sta rallentando se non fermando il comparto. La Tonet srl se li è aggiudicati offrendo un ribasso percentuale del 2.201% sull'importo posto a base gara. La storia della pieve di San Martino Vescovo in questi mesi di chiusura ha fatto il suo piccolo giro nel mondo, le immagini che mostrano la chiesa sul precipizio sono diventate virali ed hanno contribuito alla mobilitazione istituzionale che lavora al salvataggio in emergenza. Ma si è pensato anche a mettere in sicurezza i tesori d'arte che contiene. La Soprintendenza per le belle arti e la Diocesi hanno organizzato il trasferimento delle suppellettili e delle opere, fra cui la pala di Francesco da Milano e diverse tele della scuola vecelliana in un luogo sicuro in attesa di poterle riportare nella parrocchiale di Valle di Cadore.

 

Ultimo aggiornamento: 29 Maggio, 11:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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