Chiesa in bilico sullo strapiombo, definito il recupero. Il sindaco: «E ora il summit con gli enti coinvolti»

Martedì 8 Febbraio 2022 di Giuditta Bolzonello
La chiesa in bilico
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VALLE DI CADORE - Nei giorni che precedono il primo anniversario della chiusura, per la chiesa di San Martino a Valle di Cadore, sono giornate in cui se ne deciderà il futuro. Era il 12 febbraio 2021 quando il sindaco firmò l'ordinanza con la quale vietava l'accesso nell'edificio sacro ma anche nelle pertinenze, l'accelerazione dello storico movimento franoso, pur monitorato da anni, non lasciava speranza: il cedimento del terreno nel versante sud est era tale da imporre le restrizioni del caso.

INCONTRO IN PRESENZA
Ad un anno da quella terribile giornata, contrassegnata dai frenetici sopralluoghi di tecnici e geologi, si lavora per mettere in sicurezza la chiesa. Sul tavolo dell'amministrazione comunale ci sono i progetti frutto dei tanti rilievi fatti nel corso del 2021, elaborati che sono al vaglio del sindaco Marianna Hofer e dei tecnici, per fare il punto sarà convocata entro una decina di giorni la conferenza di servizi, «che vorrei fare in presenza - auspica il sindaco - così da poter avere un confronto più diretto ed immediato per poi partire subito con la gara per l'affidamento dei lavori».

FINANZIAMENTO VAIA
Lavori per i quali sono già a disposizione un milione e 100 mila euro, finanziamento regionale nel filone Vaia visto che la frana, che erode lo sperone che incombe sul torrente Boite, ha subito una pesante accelerata proprio dalla tempesta simbolo della distruzione e devastazione subita dalla montagna bellunese. Risorse importanti che saranno gestite dal sindaco attraverso rapporti fiduciari nel suo ruolo di soggetto attuatore, così come è stato per i tanti cantieri avviati in questi anni per le varie sistemazioni fatte sul territorio. Insomma un iter snello per un intervento che si annuncia invece molto complesso.

ANCORAGGIO ALLA ROCCIA
Non tanto per la mole in se quanto per il contesto, «per la sicurezza di chi opererà - precisa Marianna Hofer - perchè non sarà possibile lavorare da sotto e quindi si dovrà intervenire dall'alto, da sopra». Potrebbe rivelarsi un cantiere pilota per interventi in particolari condizioni di fragilità, saranno comunque i tecnici a stabilire quale metodo utilizzare per quell'ancoraggio alla roccia che i rilievi hanno individuato nel sottosuolo.

LA BERLINESE INSICURA
La berlinese realizzata una ventina d'anni fa quando si ripresentò l'annoso problema, e che oggi non garantisce più la sicurezza, dovrà essere ancorata alla roccia che è stata trovata ad una profondità compresa fra 10 e 30 metri. E' questo il solo modo per salvare l'edificio sacro tanto caro agli abitanti di Valle e della vallata. L'auspicio è di avviare i lavori entro primavera così da poterli concludere per il prossimo autunno restituendo finalmente San Martino ai fedeli e al culto.
 

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