Pronti gli appalti per salvare la chiesa in bilico sul dirupo: preccupano i prezzi lievitati

Domenica 20 Marzo 2022 di Giuditta Bolzonello
La chiesa di Valle
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VALLE DI CADORE - Arriva a gara il progetto per i lavori di messa in sicurezza della chiesa di San Martino Vescovo di Valle di Cadore. Ne ha dato notizia il sindaco Marianna Hofer che ha annunciato come nellasettimana entrante gli uffici comunali saranno chiamati ad istruire l'importante pratica. Ad oltre un anno dalla chiusura dell'edificio sacro si potrà a breve vedere il cantiere che lo metterà in sicurezza così da poterlo restituire ai fedeli, alla comunità di Valle. Finalmente si passerà delle parole ai fatti ma con una pesante incognita: l'aumento del prezzo delle materie prime e la difficoltà nel reperirle. Non nasconde una certa preoccupazione il sindaco Marianna Hofer: “C'è la questione del caro prezzi, ma per questo abbiamo già rivisto il capitolato e lo rivedremo anche il giorno prima di uscire con la gara, il problema vero secondo me sta nel trovare le materie prime. C'è grande difficoltà di approvvigionamento non più solo del ferro ma di tutte le materie indispensabili per il settore. Ma se tutto va come deve potremmo partire con i lavori se non è la fine di aprile, poco dopo”.

Il vincolo monumentale della chiesa si estende anche sui terreni limitrofi e questo ha obbligato, nonostante le deroghe concesse per gli interventi post Vaia, a fare la conferenza di servizi che ha prodotto il risultato auspicato, “tutti gli enti interessati hanno risposto favorevolmente - precisa il sindaco - dando delle prescizioni ma definendo molto interessante la capacità progettuale che è stata messa a disposizione; per l'ennesima volta si dimostra che in provincia di Belluno ci sono risorse, anche professionali, molto importanti”. San Martino è una chiesa “in bilico” da sempre ma da qualche anno di più. Deve essere salvata a tutti i costi. Costruita a strapiombo su uno sperone di roccia che incombe sulla valle dove scorre il torrente Boite storicamente ha dovuto fare i conti con la fragilità del luogo. Dopo la tempesta Vaia la già difficile condizione era peggiorata. Nuovi, gravi smottamenti avevano portato all'abbassamento del terreno nel versante sud est tanto che sono emerse le opere di consolidamento realizzate ad inizio anni duemila. Per ragioni di sicurezza la chiesa è stata chiusa il 12 febbraio 2021 anche alla luce del black out che aveva bloccato il sistema di monitoraggio.

Per i primi interventi ci sono 1 milione e 100 mila euro dai fondi Vaia. Un progetto ambizioso, affidato all’ingegner Siro Andrich che dirigerà i lavori: verrà creata una sofisticata struttura che andrà a rinforzare quella esistente. Sarà costruito un nuovo cordolo più in basso che sarà ancorato alla roccia e si metteranno nuovi tiranti. Le indagini svolte in questi mesi hanno infatti certificato che la roccia, buona, si trova tra i 10 e 30 metri di profondità sotto il sagrato. 

 

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