C'è roccia solida sotto la chiesa in bilico: «Siamo fiduciosi di poterla recuperare»

Venerdì 6 Agosto 2021 di Giuditta Bolzonello
La chiesa di San Martino Vescovo
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VALLE DI CADORE - «Prima dell’inverno andrà fatta una prima azione di messa in sicurezza per San Martino, è fondamentale agire in questa direzione». Non ha dubbi in proposito Marianna Hofer, il sindaco di Valle di Cadore resta fiducioso sul futuro della chiesa simbolo non solo del paese ma del Cadore intero, «sono sempre più convinta che si potrà salvarla». 
Ieri mattina ennesima riunione, in video conferenza, fra coloro che stanno prodigando impegno, professionalità e determinazione perchè in gioco c’è il futuro della parrocchiale. Sul campo i tecnici dell’università di Parma e quelli dell’Ogs, Istituto nazionale di oceanografia e geofisica di Trieste, l’ingegner Siro Andrich incaricato dal comune, che sta stilando l’elenco delle priorità. 


Sulla qualità della roccia le notizie sono confortanti ma servono altri dati che possono essere ricavati da carotaggi tradizionali, procedura questa che il Vescovo Renato Marangoni solleciterà la Provincia di fare. Serviranno per capire esattamente dove si trova la roccia rispetto al perimetro della chiesa, «entro ferragosto avremo un quadro completo della situazione» assicura il sindaco Hofer. 


Su quello sperone di roccia che incombe sul torrente Boite la prima chiesa era stata costruita di minori dimensioni e poggiava sulla roccia, successivamente per accogliere i fedeli cresciuti di numero la si è ampliata; ora si tratta di metterla in sicurezza affidandosi alle nuove tecnologie, alle aumentate competenze sia in fatto di indagini che per quelle opere di consolidamento della struttura grazie ad ancoraggi nella parte rocciosa del sottosuolo. Non si tralascerà nulla, anche la questione economica, gli esperti ipotizzano un paio di milioni di euro per i lavori, non spaventa, del resto, per dirla come la Hofer: «E’ impossibile pensare a Valle senza San Martino». La prima chiesa di Valle di cui si ha notizia è quella eretta nel 1309, fu costruita sui ruderi di un antico castello, con lo sfondo della catena del Duranno. 


Agli inizi del XVII secolo la vecchia chiesa venne demolita e venne ricostruita San Martino così come la si vede oggi, a pianta longitudinale con una sola navata, ai lati sei altari particolarmente ricchi di decorazioni. Ma dallo scorso 12 febbraio, quando la frana che storicamente la minaccia è tornata a muoversi velocemente scoprendo il versante di sud, è chiusa tanto quanto le pertinenze. Nel corso degli ultimi vent’anni, si è tentato di sostenere la costruzione installando una apposita struttura, la berlinese, in corrispondenza dell’intero perimetro; ora si deve fare di più.
 

Ultimo aggiornamento: 7 Agosto, 11:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA