Investe il cervo e distrugge l'auto: il Tribunale condanna la Regione a risarcire

Venerdì 16 Settembre 2022 di Federica Fant
Un cervo investito

BORGO VALBELLUNA - Nel 2018, mentre guidava sulla strada provinciale 1, un cervo sbucò fuori all’improvviso alla sua destra e gli sfondò l’auto. Rimase illeso per miracolo, ma con la parte anteriore della Bmw distrutta, l’automobilista si affidò a Giesse Risarcimento Danni per fare causa alla Regione. Su quel tratto di strada, infatti, non c’erano segnali di pericolo (riguardanti l’attraversamento di animali selvatici) e nemmeno un guard-rail, a protezione della carreggiata. La «Provincia di Belluno risulta estranea ai fatti di causa – si legge nella sentenza del Tribunale di Belluno - essendo la Regione del Veneto il soggetto pubblico tenuto a rispondere dei danni causati dagli animali selvatici».

Era la mezzanotte e un quarto del 30 dicembre 2014 quando un uomo, alla guida della sua Bmw 530, intestata alla società di cui lui era legale rappresentante, stava transitando per il comune di Mel, nel tratto di strada «all’altezza del chilometro 25+700 in località Campo San Piero, collideva con un cervo proveniente da destra rispetto alla propria direzione di marcia si legge nella sentenza -. L’ungulato, impattando contro l’autovettura, avrebbe causato danni al paraurti anteriore, al fanale ed al parafango destri che l’attore quantificava» in oltre 5mila euro. «Davide contro Golia: potrebbe essere riassunta così la causa civile intentata contro la Regione – spiega Gennaro Pisacane, responsabile della sede di Giesse Risarcimento Danni a Belluno – Anzi, ad essere più precisi, Davide contro la “famiglia Golia” perché la Regione, a sua volta, ha chiamato in causa la Provincia di Belluno e Veneto Strade spa». Nonostante questo tentato “rimpallo” di responsabilità, il Tribunale civile di Belluno ha condannato la Regione alla rifusione dei danni e delle spese legali in favore dell’automobilista. «Come riportato nella consulenza del ctu Antinucci e anche nella sentenza – sottolinea Pisacane – è pacifico che non vi fosse alcun segnale di pericolo animali presente su quel tratto. O meglio: ce n’era soltanto uno, ma nella direzione opposta. La conclusione del giudice è che l’ente pubblico preposto non aveva evidentemente posto in essere le necessarie attività di propria competenza».

Ma di chi era la competenza? Di certo non della Provincia di Belluno, né tanto meno di Veneto Strade spa. Era stata la Regione del Veneto, contestando nel merito la fondatezza della pretesa della vittima dell’incidente a chiedere l’autorizzazione alla chiamata in giudizio della Provincia di Belluno e di Veneto Strade. Con riferimento al proprio ruolo la Regione «sosteneva di non avere responsabilità – si legge nel testo della sentenza - atteso che, da un lato, le concrete funzioni amministrative di gestione in tema di caccia e di protezione della fauna selvatica risultavano assegnate alle province, dall’altro l’unico soggetto deputato alla manutenzione della strada provinciale era individuabile nella società concessionaria Veneto Strade Spa». «Come ha recentemente chiarito una sentenza della Corte di Cassazione – si legge nella sentenza – l’ente territoriale responsabile per i danni da fauna selvatica è la Regione, in questo caso il Veneto, la quale ha tra le proprie competenze, appunto, quella di programmazione e controllo in materia faunistica». Il giudice, quindi, ha condannato la Regione a un risarcimento di 4.350 euro nei confronti dell’automobilista, oltre al pagamento delle spese legali. «Siamo soddisfatti – conclude Pisacane, di Giesse Risarcimento Danni – perché raramente si ottiene un risarcimento per i danni da fauna selvatica ma, in questo caso, gli elementi oggettivi che avevamo raccolto si sono rivelati decisivi per il buon esito della causa. La sentenza crea un precedente importante soprattutto per la provincia di Belluno, dove incidenti di questo tipo sono purtroppo abbastanza frequenti».

Ultimo aggiornamento: 07:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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