Dopo l'hotel di Cortina, tutto il distretto turistico delle Dolomiti fa causa alla Cina

Mercoledì 20 Maggio 2020
Una veduta di Cortina
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BELLUNO Dopo l'Hotel De La Poste di Cortina d'Ampezzo, l'intero Distretto turistico delle Dolomiti bellunesi cita per danni il Ministero della Sanità della Repubblica popolare cinese. L'udienza si terrà il 21 dicembre 2020 dinanzi al Tribunale di Belluno.
«Il Distretto ha avuto il danno più elevato nel blocco immediato di tutti i cosiddetti "progetti pilota", tra i quali la realizzazione dell'aeroporto di Cortina d'Ampezzo in previsione dell'afflusso di gente previsto per i Giochi Olimpici del 2026».

È un passaggio dell'atto di citazione, a firma dell'avvocato barese Marco Vignola, con il quale si accusa il Governo cinese di «non aver tempestivamente segnalato all'Oms lo stato del diffondersi del virus e dei suoi gravi effetti letali a cavallo fra novembre e dicembre 2019, e comunque di non aver assunto i necessari provvedimenti di controllo sugli scali aereoportuali in partenza dalla Cina». Il danno del quale si chiede il ristoro riguarda il «mancato guadagno per anticipata chiusura delle intere strutture del comparto turistico, nel pieno della stagione sciistica invernale», quando le strutture avevano ormai «il tutto esaurito». «In considerazione anche dell'assegnazione a Cortina dei Mondiali di sci alpino 2021 e in previsione delle Olimpiadi invernali 2026» prosegue l'atto, erano inoltre già stati predisposti «eventi culturali e sportivi di caratura internazionale, con il conseguente investimento di ingenti risorse economiche ed organizzative della rete d'imprese». «La chiusura anticipata ed improvvisa - continua - ha portato conseguenze disastrose anche a seguito del necessario licenziamento dell'intero personale, nonché la disdetta dei contratti di fornitura, di tutte le strutture» dei 64 Comuni aderenti al distretto. 

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Ultimo aggiornamento: 21 Maggio, 10:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA