Bidello licenziato per malattia, il Comune: «Pronti ad aiutarlo, ma lui non ha mai documentato i suoi redditi»

Mercoledì 18 Agosto 2021 di Giuditta Bolzonello
Ottorino Zandegiacomo
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AURONZO DI CADORE - Per poter accedere agli aiuti economici bisogna rispettare le regole. «Noi lo vorremo aiutare ma lui non presenta l’Isee e senza quello non possiamo fare nulla» spiega l’assessore ai Servizi sociali del comune di Auronzo di Cadore Paola De Filippo. Lui è Ottorino Zandegiacomo che è ben noto agli uffici comunali come molto conosciuto è in paese, di lui si è interessata la rubrica del Tg5 Mediaset, “Indignato speciale”; il conduttore Andrea Pamparana si è rivolto all’amministrazione auronzana chiedendo un intervento di sostegno, di aiuto. Anche l’assessore De Filippo ha visto il servizio, che non è il primo che racconta la difficile situazione di Zandegiacomo, ma da pubblico amministratore non può che ripetere: «Il Comune non può intervenire, questo cittadino non ha mai presentato l’Isee che certifichi il suo reddito, senza quello non si possono erogare contributi di sorta, dovessimo farlo il giorno dopo avremmo la fila di richiedenti oltre ai problemi conseguenti. Siamo sempre attenti e sensibili ai bisogni dei nostri cittadini ma sempre e solo nel rispetto delle regole, vorremo aiutare anche Ottorino Zandegiacomo ma deve portare l’Isee». 


Isee è l’indicatore della situazione economica equivalente, è uno strumento che permette di misurare la condizione economica delle famiglie, tiene conto di reddito, patrimonio e delle caratteristiche di un nucleo familiare. Basta compilare un semplice modulo con le informazioni richieste e presentarlo all’occorrenza. La situazione di Ottorino Zandegiacomo, che ha fatto il bidello fino al licenziamento lavorando a Pieve di Cadore, è tanto difficile quanto delicata; è malato di sclerosi multipla ed ha una pensione che, come lui stesso ha dichiarato, è inferiore al reddito di cittadinanza. Ha bisogno di cure e medicine, ha bisogno di aiuto. 
Se in questa estate il risalto mediatico è arrivato dalla rubrica Mediaset in passato Zandegiacomo ha inscenato proteste che hanno fatto notizia, non ha mai avuto timore di chiedere e rivendicare quanto ritiene gli spetti. Proteste e denunce, tante, tantissime. 
Quanto ai licenziamenti l’ufficio scolastico provinciale si era mosso secondo la normativa e il verdetto non lasciava ombra di dubbio, «la procedura è stata ineccepibile: sono atti dovuti, il lavoratore è inidoneo a qualsiasi mansione». Insomma il dirigente scolastico ha applicato la legge: i periodi di malattia dovuti a ricovero e a terapie non entrano nel periodo di comporto: tempo durante il quale, in caso di assenza per malattia o per infortunio, il lavoratore ha diritto a conservare il posto di lavoro.
 

Ultimo aggiornamento: 10:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA