Caro bollette, alberghi costretti a chiudere la stagione estiva in anticipo

Sabato 27 Agosto 2022 di Simone Tramontin
Caro bollette, la stagione chiude prima
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Se le premesse sono queste, si salvi chi può. L’estate tra le Dolomiti era partita bene ma rischia di finire male, insidiata com’è dal caro energia che sta mettendo a dura prova alberghi e ristoranti. Il peggio deve però ancora venire. Se infatti ancora si riesce, in qualche modo, a reggere al colpo delle bollette astronomiche che vengono recapitate negli alberghi, il colpo, stavolta mortale, lo darà di certo l’arrivo dell’inverno: insieme alle temperature, caleranno inevitabilmente anche molte serrande. Preoccupazioni confermate anche dal numero uno di Federalberghi, Walter De Cassan: «L’inverno, stando così le cose, sarà un grosso problema. I costi stanno già diventando insostenibili ora, non oso immaginare quando arriverà il freddo». Una situazione ineludibile, d’altro canto: in montagna l’inverno si fa sentire, eccome: «Non è certo pensabile spegnere il riscaldamento e lasciare i clienti a morire di freddo per risparmiare. Di contro, però, non possiamo nemmeno pensare di lavorare rimettendoci – prosegue De Cassan. Con i costi di gestione che le attuali proiezioni lasciano intendere per i prossimi mesi si finirà col lavorare in perdita».


Caro energia


In alternativa, si dovranno aumentare ulteriormente i prezzi per i soggiorni, con il risultato, non certo migliore, di vedere molte famiglie rinunciare al pernottamento e di avere meno introiti. «Facciamo un rapido calcolo: le stime dicono che gli skipass subiranno un aumento del 5-10%; gli alberghi, necessariamente, ritoccheranno al rialzo almeno del 15% i prezzi. Quanto dovrà spendere un turista o una famiglia che decide di venire tra le Dolomiti per farsi qualche giorno di vacanza?». Chiaro: se tutto aumenta, in molti abbandoneranno in fretta l’idea del weekend in famiglia sulle piste. Le prospettive, tutt’altro che incoraggianti, trovano conferma anche dai dati dell’ultimo bollettino pubblicato dalla fondazione “Think Tank NordEst”. Secondo le stime, i servizi di alloggio e ristorazione in Veneto saranno colpiti, tra qualche mese, da un incremento di costi che porterà a pagare oltre un miliardo di euro in più solo per energia elettrica e gas. Un vero bollettino di guerra per gli albergatori: un aumento di quasi il 400% rispetto al 2019. Belluno non farà eccezione. Anzi, insieme ai dati bui sull’inverno, per la provincia dolomitica arriva una triste profezia anche per l’estate: il settore turistico rischia di dover chiudere addirittura in anticipo la stagione.


Chiusure anticipate 


«Probabilmente assisteremo alla chiusura anticipata di diverse strutture: parliamo di una, due, anche tre settimane in meno di lavoro», chiosa De Cassan. Comprendere la scelta è facile: nel momento in cui si scende sotto una certa soglia di riempimento degli alberghi, i costi incidono troppo e non conviene più tenere aperto. La soluzione al problema non sembra nemmeno minimamente all’orizzonte. «Il problema è noto, ma manca chi se ne deve occupare». «Il governo non è ormai più un interlocutore: con le elezioni alle porte, si portano avanti gli affari correnti ma niente di più. Ogni soluzione che arriverà -se arriverà- rischia comunque di essere tardiva», chiude De Cassan. Nella più rosea delle aspettative, facendo un rapido conto, una volta insediato il nuovo esecutivo, si potrà sperare forse in qualche intervento concreto da ottobre o novembre. «Ma sarà comunque tardi. Sarà tardi, soprattutto, per la montagna». Un vero peccato perché l’estate era partita sotto una buona stella. I dati sui flussi turistici e sul ritorno degli stranieri avevano fatto ben sperare. Purtroppo, ci hanno pensato le bollette e i costi in impennata a smorzare gli entusiasmi. Il rilancio, tanto sperato dopo gli anni bui del covid, rischia così di rimanere per ora soltanto abbozzato.

Ultimo aggiornamento: 28 Agosto, 09:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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