Mamma capriolo prima di morire di parto "chiama" aiuto per i suoi tre piccoli

Venerdì 4 Giugno 2021 di Federica Fant
Uno dei tre piccoli rimasti orfani
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SEDICO  - Ha suscitato molta commozione in provincia la vicenda che ha coinvolto tre piccoli caprioli, rimasti orfani di mamma. La storia, tutto sommato a lieto fine, ha fatto il giro dei social. E' iniziata con un parto difficile della capriola che, poco dopo aver dato alla luce i suoi cuccioli, è morta di stenti. Ma non prima di aver dato in adozione la sua prole. Cose che capitano, anche in natura. Fortunatamente per i bebè dell’animale lo scrocchio, ovvero il verso della madre, ormai quasi sfinita, ha attirato la curiosità di tre persone che si aggiravano in un bosco nei pressi del Peròn. Queste, una donna e due uomini, si sono quindi inoltrati tra gli alberi e la vegetazione per cercare di individuare chi emanava quel suono, che portava con sé tutta la gravità di un segnale d’allarme. E così era.

Il richiamo della madre

La povera capriola stava cercando qualcuno che si potesse occupare dei piccoli, nati da pochissimo, consapevole che sarebbe morta di lì a poco. Le tre persone, allora, hanno fornito un primo ricovero ai piccoli bambi, e nel frattempo è stata avvisata la polizia provinciale. Il consigliere delegato, Franco De Bon, ha riferito di essere intervenuti, come ente, e di aver dato in affido i tre piccoli di capriolo a persone «di competenza. In questa fase i cuccioli vanno nutriti molto frequentemente con latte di capra e latte artificiale. Appena svezzati, terminato il periodo di caccia, saranno lasciati liberi – spiega De Bon -. Le persone che ora si occupano degli animali hanno una visione di un allevamento anche per fauna selvatica. È importante che non si affezionino. Tanto che il sistema di alimentazione fa in modo che gli umani non vengano visti dagli animali».

Animali selvatici

Un aspetto molto importante: se si trovano animali selvatici è buona norma non addomesticarli o agevolarli troppo con cure o alimenti, perché quando torneranno a vivere secondo natura potrebbero essere disabituati ad arrangiarsi e soccomberebbero in fretta. La Provinciale è potuta intervenire solo il mattino seguente il giorno del ritrovamento:  come è noto infatti, già da qualche anno manca il reperimento notturno. Un servizio che, in passato, ha svolto anche il servizio veterinario della Ulss. Della questione se ne sta occupando lo stesso consigliere che – insieme ad altri soggetti – sta cercando di mettere a punto un protocollo che preveda una collaborazione sia per l’intervento notturno sia per quello che una volta si chiamava il Cras, ovvero il centro di recupero di animali selvatici.

Ultimo aggiornamento: 6 Giugno, 10:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA