Addio a Luigi, il cane-postino che serviva la famiglia durante il lockdown

Domenica 26 Settembre 2021 di Lauredana Marsiglia
Luigi, il cane che ha ricevuto il premio fedeltà 2020
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FELTRE - Se n’è andato Luigi, il cane insignito nel 2020 del Premio fedeltà di San Rocco di Camogli. Durante il lockdwon faceva la spola, con tanto di zainetto sul dorso, tra la casa della sua giovane padrona, Maria Beatrice Buzzat, e la mamma di lei, Anna. Portava il giornale e generi di prima necessità. Poi, una volta compiuta la missione, tornava da Maria Beatrice, la sua adorata amica, compagna di una vita vissuta assieme fino all’ultimo respiro. Che è arrivato ieri, all’improvviso per un attacco di cuore. Quel “cuore di cane” si è fermato solo dopo aver appoggiato per l’ultima volta la testa sulla spalla di Maria Beatrice, trovando la forza per guardarla negli occhi e dirle forse grazie di aver avuto una vita felice, piena di momenti divertenti, sereni, a volte anche difficili come quando, quattro anni fa, morì papà Angelo. Era stato lui il suo vero riferimento, l’amico che gli aveva insegnato molte cose, che lo aveva cresciuto affinando la sua già naturale sensibilità e “umanità”.
«Lo conoscevano tutti - racconta con la voce soffocata dal pianto Maria Beatrice -; quando giravo per le strade, non solo di Farra dove abito, ma anche di Feltre, tutti lo salutavano. Anzi, salutavano prima lui e dopo me. Luigi era un cane davvero speciale aveva negli occhi una scintilla di umano, capiva tutto. Eravamo fratello e sorella».
Luigi, di razza Pinscher, aveva 12 anni. Ieri era in giardino quando si è sentito male.
«Sono uscita per chiamarlo - racconta la giovane -, dovevamo andare a fare la spesa. Ho visto che era a terra in fondo al giardino, sono corsa da lui e l’ho subito preso in braccio. Faceva fatica a respirare e non aveva più forze. Era un peso morto, ma nonostante questa condizione è riuscito ad alzare la testa e ad appoggiarla sulla mia spalla. Non so davvero come abbia fatto. Poi ha alzato gli occhi verso di me...»
La corsa dal veterinario è stata inutile. Luigi è spirato tra le braccia della sua grande amica, sorella come Beatrice ama definirsi. Con le lacrime fluiscono anche i ricordi.
«In lui c’era davvero qualcosa di speciale, capace persino di commuoverci - racconta ancora Beatrice scorrendo il film di quel legame profondo, sincero, unico -. Quando andavamo in montagna, ad esempio, Luigi spesso si appartava da solo in qualche angolo e si guardava attorno, come se stesse ammirando lo spettacolo della natura che lo circondava. Ricordo che restavamo a guardarlo in queste sue solitarie contemplazioni, toccandoci nel profondo del cuore. Era come se lui stesso fosse stupito e grato della bellezza che lo circondava. Ci sembrava impossibile che un cane potesse arrivare a simili atteggiamenti. Poi quando lo chiamavamo tornava nella realtà e ci raggiungeva».
Il linguaggio di Luigi erano i suoi occhi, buoni e profondi, capaci di intuire anche i pensieri della sua famiglia.
«Era come una persona. Non servivano le parole, lui capiva tutto. Quando stavo male - prosegue Beatrice - mi portava sempre qualcosa, magari solo una crocchetta per farmi sentire che mi era vicino. Lui era sempre noi, veniva a fare la spesa, mi aspettava fuori dal supermercato o dalla chiesa. Era parte della nostra famiglia ma anche della comunità, perché in queste ore sto ricevendo decine di messaggi di cordoglio».
La storia di Luigi era arrivata fino dal governatore Luca Zaia. Fu entusiasmo immediato per quel cagnolino così intelligente, tanto da pubblicarne la storia sul suo profilo social. Il piccolo, grande amico dell’uomo ora riposa nel giardino di casa, avvolto nella sua coperta e con al collo la medaglia di “cane più fedele del 2020”.
 

Ultimo aggiornamento: 27 Settembre, 10:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA