Ancora nubi nere sul futuro di Ideal: «Resta l’ipotesi della chiusura»

Giovedì 1 Aprile 2021
Petizione contro la crisi Ideal standard consegnata ieri al presidente della Provincia Padrin

BORGO VALBELLUNA
L’azienda non dà rassicurazioni e i lavoratori della Ideal Standard di Trichiana rimangono nel baratro. I sindacati, ieri, hanno relazionato ai dipendenti dello stabilimento l’esito dell’incontro avvenuto martedì pomeriggio al Ministero dello Sviluppo economico: il quadro non è rassicurante in quanto le tanto attese risposte non sono arrivate. Come spiega Nicola Brancher, segretario organizzativo della Cisl con delega all’industria «l’azienda, durante l’incontro, ha detto che ha varie ipotesi sul tavolo, compresa la chiusura e che ad oggi non è stata presa nessuna decisione». «È chiaro - prosegue il sindacalista - che se domani decidono di sbarrare le porte, lo scenario è già cambiato. È per questo che serve un’azione immediata ed è per questo che chiediamo all’azienda un impegno per i prossimi 24 mesi, non tanto sulla quantità dei volumi ma sulla volontà di rimanere». Un’apertura di confronto e collaborazione c’è stata, ma servono risposte concrete entro aprile. Se così non sarà sono pronte sul tavolo una serie di azioni forti, anche attraverso le vie legali per difendere i 470 lavoratori. 
I LAVORATORI 
Quanto è stato detto durante l’incontro è stato raccontato ieri ai lavoratori nel corso delle assemblee. «Proprio perché non sono emerse novità – spiega Michele Da Riz, rsu di stabilimento -, abbiamo deciso di mantenere lo stato di agitazione, di proseguire con il blocco degli straordinari e l’organizzazione di iniziative». Non sono previsti scioperi, almeno fino al prossimo incontro del 15 aprile a Trichiana tra sindacati, rsu e azienda (a cui seguirà, a distanza di una settimana, un ulteriore incontro al ministero con tutte le parti coinvolte). Verrà però mantenuta alta l’attenzione organizzando altre visite allo stabilimento, come quella del presidente della provincia di Belluno Roberto Padrin di ieri. L’auspicio sarebbe quello di veder varcare i cancelli il presidente della Regione, Luca Zaia. «I lavoratori hanno capito la situazione e quindi andiamo avanti, mantenendo lo stato di agitazione ma anche continuando a lavorare», aggiunge Da Riz. Il sito produttivo si fermerà infatti solo il fine settimana di Pasqua e il giorno di Pasquetta. Il lavoro infatti non manca anche se «quello che ci chiediamo è se stiamo lavorando perché ci sono ordini da evadere o se c’è lavoro perché c’è da fare magazzino per i grossi clienti prima della chiusura definitiva dello stabilimento», chiude la rsu.
IL FUTURO 
«Abbiamo portato avanti una mobilitazione che ci ha permesso di arrivare in tempi brevi ad un incontro al ministero – sottolinea Denise Casanova, segretario generale Filctem -. Eravamo carichi di aspettative. Purtroppo l’azienda ha continuato a negare quello che per noi è l’evidenza. Se l’azienda continuerà così anche l’incontro del 15 non sarà risolutivo». Insomma, impegni chiari e scritti della volontà di mantenere il sito negli anni a venire. «Quello che vogliamo dall’incontro del 15 aprile è avere delle garanzie – aggiunge Bruno Deola, sindacalista della Femca Cisl -. Non ci fidiamo delle sole dichiarazioni, ma vogliamo qualcosa di scritto. Lo stabilimento ha delle competenze importantissime e dobbiamo fare il possibile affinché esse rimangano in loco. Stiamo parlando di 470 famiglie». Giorgio Agnoletto della Uiltec aggiunge che «non ci bastano delle rassicurazioni. Vogliamo garanzie a lungo termine e vogliamo avere una risposte ad una serie di quesiti che abbiamo segnalato più volte all’azienda ma che non hanno mai trovato risposte».
Eleonora Scarton
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