Boato a Cortina: crolla parete
di 300 metri sul Sorapis /Video

La frana della scorsa notte a Ciadin del Laudo (la foto del Soccorso Alpino)
CORTINA - Una enorme parete rocciosa larga circa 300 metri per un'altezza di 400 metri si è staccata nella notte nel gruppo del Sorapis in Comune di Cortina d'Ampezzo. Un boato ha svegliato i cortinesi, immersi nel silenzio della loro vallata. Sul posto stanno effettuando i primi rilievi su un elicottero gli uomini del Soccorso alpino della Forestale di Auronzo di Cadore.



La frana che ha interessato il gruppo del Sorapis si sarebbe staccata, secondo le indicazioni del Soccorso Alpino del Veneto ieri sera attorno alle 23. A franare sarebbero state rocce della parete del Ciadin del Laudo. Secondo la prima stima del Corpo forestale dello Stato che con uomini del Soccorso Alpino di Cortina e della Guardia di Finanza ha effettuato una ricognizione per valutare le conseguenze pare siano franati poco più di mille metri cubi di materiale. Una parte ha interessato una traccia secondaria del sentiero principale, solitamente utilizzata come scorciatoia.



Il video da Cortina





Il precedente: pochi giorni fa. La settimana scorsa, a quanto si è appreso, si era verificato già un distacco da croda Marcora.



La frana è sotto "stretta osservazione" da parte dei tecnici del Soccorso Alpino Forestale e del Soccorso Alpino di Cortina. Secondo quanto riferito dal vicecomandante della Forestale Isidoro Furlan, da bordo dell'elicottero con il quale sta sorvolando il luogo della caduta dei massi, l'ampiezza della frana potrebbe essere ridotta rispetto alle stime iniziali.



Paura per cinque pullman di turisti. Furlan ha detto di aver visto cinque pullman di turisti cinesi viaggiare in un'area più a valle probabilmente diretti alle Tre Cime di Lavaredo ma la frana ha interessato un'area se pur non molto lontana certo ad una quota più alta.



Per il geologo Antonio Brambati, dell'università di Trieste, «crolli di questo tipo non sono nuovi sulle Dolomiti, come testimoniano detriti di falda ai piedi delle pareti rocciose». Tra le possibili cause potrebbero esserci micro-terremoti, ma alla sala sismica dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) non risultano eventi sismici nella zona avvenuti nelle ultime ore. L'ipotesi più probabile resta quindi quella delle sollecitazioni esercitate sulla roccia dal continuo dilatarsi e restringersi causato dalle variazioni di temperatura. Il fenomeno si chiama «termoclastismo», ha spiegato Scarascia Mugnozza. «È una dinamica normale in contesti montuosi con pareti ripide», ha osservato. «Siamo a fine estate e fenomeni di espansioni e contrazione della roccia sono comuni, considerando che in questo periodo dell'anno la temperatura di abbassa nella notte avvicinandosi allo zero, mentre si alza durante il giorno a causa dell'insolazione».



La frana vista dall'elicottero (YouReporter)

Martedì 1 Ottobre 2013, 09:10






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