Ubriaco in sala di attesa al pronto soccorso: spara due colpi in aria

Lunedì 22 Febbraio 2021
Paziente in sala d'attesa spara in aria: paura al pronto soccorso
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IL CASO
BELLUNO È in sala d’attesa al pronto soccorso del San Martino: spara in aria con una pistola a salve. Paura sabato nel reparto di primo intervento all’ospedale di Belluno, proprio nel primo giorno dedicato agli operatori sanitari e al ricordo del loro sacrificio quotidiano. Il paziente, che era stato portato con un’ambulanza perché in stato di ebbrezza, ha estratto la scacciacani “New police” calibro 8 millimetri e ha esploso due colpi in aria. Immediato l’intervento dei carabinieri de Nor, della sezione operativa e radiomobile della Compagnia di Belluno che hanno sequestrato la pistola a salve e due cartucce già esplose. L’uomo, D.M., 53enne di Limana, è stato denunciato per interruzione di pubblico servizio ed esplosioni pericolose.
LA PAURA
Dopo la chiamata al 118 i sanitari erano andati con l’ambulanza a soccorrere il 53enne, ubriaco fradicio a Visome. Ma lui non ne voleva sapere di essere portato in ospedale. Una volta al pronto soccorso si è “autodimesso” di fatto uscendo dal reparto. Ma era completamente in stato di ebbrezza tanto che appena mette un piede fuori dall’ospedale cade e riporta un taglio alla tesa. A quel punto rientra e chiede aiuto ai sanitari. Gli viene detto di attendere in sala ed è lì che si scatena la sua furia, senza apparente motivo. La pistola non aveva alcun tappino rosso o segno che facesse pensare a una scacciacani. Ma non la punta contro qualcuno: nessuna minaccia contro i sanitari. Spara a caso, forse (in un malato piano di una mente annebbiata dall’alcol) per richiamare l’attenzione. Immediata la richiesta di aiuti di medici e infermieri al 112. Sul posto arriva la pattuglia del Radiomobile: calma l’uomo lo perquisisce e trova la pistola, oltre ai colpi esplosi. Tutto viene messo sotto sequestro e il 53enne limanese viene denunciato a piede libero per interruzione di pubblico servizio, in quanto con i suoi gesti ha bloccato di fatto i soccorsi nel reparto, e per esplosioni pericolose.
I PRECEDENTI
Non è la prima volta che in pronto soccorso al San Martino qualche paziente dà in escandescenze e in passato si è arrivati anche ad aggressioni fisiche al personale. Un anno fa a marzo, in piena pandemia, un ubriaco si era messo a cantare a squarciagola negli ambulatori del reparto e si era scagliato contro il medico. E via via nel tempo con vari episodi che vedono vittime infermieri e medici e che sono finiti negli anni in Tribunale. Nel 2013 un paziente sarebbe arrivato anche a sputare in faccia al medico. 
LA PREVENZIONE
Il presidente dell’Ordine degli infermieri, Luigi Pais dei Mori, ricorda la legge 113 del 2020 anti-violenza sugli operatori sanitari. Nel caso dell’ultimo episodio di sabato con gli spari non ci sarebbero gli estremi, spiega, ma la nuova norma è fondamentale perché prevede tutta una serie do aggravanti per reati commessi ai danni di operatori sanitari. Ma non ci si può fermare. «Sollecito - sottolinea il presidente degli infermieri - la creazione di un osservatorio per le violenze ai professionisti della salute in provincia, in modo che gli ordini siano parte attiva delle indagini sulle cause e le possibili soluzioni». «Come Ordine - sottolinea Pais dei Mori - abbiamo una causa aperta contro una persona che al pronto soccorso ha insultato l’infermiera: verrà discussa in tribunale, perché la persona in questione non ha voluto arrivare a conciliazione». Il caso è quello riportato anche nelle cronache di una donna che in piena pandemia nella sala d’aspetto del pronto soccorso del San Martino danneggiò la vela pubblicitaria “Rispetta chi ti aiuta”, ovvero la campagna di sensibilizzazione contro la violenza sui sanitari. Era il pomeriggio del 12 ottobre scorso e la donna scrisse sul poster la frase “Fate schifo, continuate così e sarà il minimo che vi aspetta”.
Olivia Bonetti
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Ultimo aggiornamento: 08:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA