Maria Grazia Carraro direttore generale della sanità bellunese: «Dialogo con i no vax»

Sabato 27 Febbraio 2021 di Davide Piol
Luca Zaia e Maria Grazia Carraro

Maria Grazia Carraro, 60 anni, è trevigiana ed è preceduta da un curriculum di tutto rispetto in ambito sanitario. Da ieri mattina è lei il nuovo direttore generale dell’Usl 1 Dolomiti. Il governatore Luca Zaia l’ha già ribattezzata «la donna delle Olimpiadi». E, in effetti, sarà suo il compito di traghettare la sanità bellunese fino all’appuntamento iridato di Milano-Cortina 2026. Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia, all’Università di Padova, Maria Grazia Carraro ha lavorato in diverse direzioni sanitarie, dall’ex Usl 11 Opitergino-Mottense, all’Usl 9 di Treviso, all’Usl 7 di Pieve di Soligo. Dal 2012, inoltre, è presidente del consiglio di amministrazione della Società ospedale riabilitativo di alta specializzazione (Oras) di Motta di Livenza (Treviso).
Dottoressa Carraro, intanto complimenti per l’incarico ricevuto. Se lo aspettava?
«L’ho scoperto stamattina (ieri mattina per chi legge, ndr) anch’io e devo dire che è stata una bella sorpresa. Sono rimasta particolarmente contenta della realtà che mi è stata affidata dal presidente Luca Zaia».
Conosceva già la provincia di Belluno?
«A dire il vero no. Non posso dire di conoscere il territorio come chi ci vive, questo sarà uno dei compiti che dovrò svolgere da qui in avanti, ma l’ho sempre visitato da turista».
Quindi si sarà accorta delle difficoltà di chi vive in montagna: code interminabili e tempi di percorrenza che, specie nei fine settimana, si allungano a dismisura causando problemi anche alla rete emergenziale.
«Sa, i ricordi sono sempre piacevoli e lasciano un sapore buono. Ero la classica trevigiana che faceva la scampagnata domenicale nel Bellunese. Mi vengono in mente i paesaggi, le montagne e il relax, più che tutto il resto. Fin da subito, però, sarà mia prerogativa studiare il territorio e le sue peculiarità».
Bisogna ammettere che è arrivata in un periodo per niente facile, nel pieno di una pandemia e agli albori di una terza ondata di contagi. Cosa ne pensa?
«È così per tutta Italia. Alcune regioni stanno molto peggio di noi. Da un anno ormai siamo impegnati su questo fronte e bisogna reggere: guardare avanti e trovare soluzioni».
Ad esempio, quali?
«Non posso parlare per il Bellunese perché fino a ieri lavoravo in un’altra azienda ma credo ci siano delle situazioni in cui alcuni comportamenti possono essere evitati».
A chi si riferisce?
«Alle singole persone che non percepiscono il pericolo di essere contagiati o di portare il contagio in casa. Rispettare le misure precauzionali, già note, aiuterebbe sicuramente a tenere sotto controllo la circolazione di questo virus».
Cosa ne pensa dei dipendenti della sanità che si dichiarano “no vax”?
«Secondo me bisogna cercare il dialogo, capire quali possano essere le motivazioni, spiegare meglio perché il vaccino è opportuno. La storia della medicina è piena di eventi di questo genere. L’importante è confrontarsi».
È da sospendere un medico che decide di non vaccinarsi?
«Non me la sento di rispondere a questa domanda».
Il governatore Luca Zaia l’ha soprannominata “la donna delle Olimpiadi”. È spaventata dall’evento che l’attende?
«I giochi olimpici saranno tra 5 anni, ma il tempo vola. È una sfida importante per il territorio e per le organizzazioni che sono sul territorio. L’ambito sanitario dovrà farsi trovare pronto. Ci sarà un bel lavoro da svolgere ma lo faremo con grande entusiasmo».
Come imposterà il suo percorso?
«Sono appena stata nominata. Prima voglio capire meglio dove mi trovo».
Continuerà a vivere nel Trevigiano o si sposterà nel Bellunese?
«Non c’ho ancora pensato. Credo sia più prudente avere un appoggio a Belluno. E poi è una bella provincia piena di posti incantevoli».

Ultimo aggiornamento: 20:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA