Fanatico dell'Isis vuole curarsi a Belluno
Il giudice: «Le terapie nel suo paese»

Domenica 25 Marzo 2018 di Lauredana Marsiglia
Il carcere bellunese di Baldenich
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BELLUNO - Dalla cella del carcere di Baldenich urlava: «Io sono come quelli di Berlino», esaltando così l’opera di morte degli attentatori jihadisti. Immediatamente espulso, anche perché gravato da una serie di condanne, Ismail Yachou, 26 anni, marocchino, vorrebbe tornare in Italia per concludere le cure psichiatriche alle quali era stato sottoposto a Baldenich. Il suo avvocato, Roberta Resenterra, nominato d’ufficio, ha infatti impugnato il decreto di espulsione della prefettura di Belluno, tacciandolo di “illegittimità”.

Due i diritti violati: quello alla difesa, perché non potrà partecipare al prossimo processo, e quello alla salute perché impossibilitato a preseguire le cure a Belluno. Il giudice di pace di Belluno, Fabrizio Schioppa, al quale si era appellata la Resenterra a nome del suo assistito, ha tuttavia rigettato l’istanza: «Provvedimento ben motivato, giuridicamente corretto e legittimo», ha scritto nella sentenza. In quanto al diritto alla salute è ancor più chiaro: «Irrilevanti i motivi di salute, posto che il percorso di cura iniziato a Belluno può essere continuato anche in Marocco, paese di cui è cittadino. Non c’è ragione alcuna che lo stesso debba effettuare eventuali cure con costi ed oneri a carico dello Stato italiano». 


  Ultimo aggiornamento: 12:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA