L'avvocato scienziato che parla con la Nasa: «Reattore ideato a Bolzano Bellunese»

Venerdì 7 Ottobre 2022 di Daniela De Donà
Fabrizio Righes, storico avvocato esperto di fisica della materia condensata

BELLUNO  - Fino al 2016 si è occupato di diritto civile e diritto penale, nel Foro di Belluno. Quindi la passione per la scienza ha preso del tutto il sopravvento. Ora l’avvocato Fabrizio Righes è riconosciuto come esperto di fisica della materia condensata a livello internazionale.

IL LABORATORIO Nel 2015 la sua prima partecipazione ad un convegno nazionale. Fino all’ultimo, quest’estate, in cui ha presentato un suo reattore, nato nel laboratorio di Bolzano bellunese, al piano terra dell’abitazione dove l’avvocato vive. «Ideazione tutta qui, poi, in realtà, il dispositivo è stato sviluppato a Milano - spiega l’avvocato Righes -. Lo scopo è trovare energia partendo dall’idrogeno presente nell’acqua: anche l’Eni sta lavorando ad un progetto che va in questa direzione, con lo stesso mio obiettivo, ma puntando sul sistema della fusione nucleare calda. Un sistema costoso che richiede energia per funzionare, mentre la soluzione da me proposta è più semplice. Consiste in un confinamento reticolare dell’idrogeno. Si tratta, insomma, di un inserimento dell’idrogeno in un metallo».

OLTREOCEANO Questo dispositivo è stato illustrato all’interno del convegno organizzato dall’Antropocene Institute in Mountain View California: «Si punta a trovare forme di energia pulita alternativa, anche attraverso la totale decarbonizzazione», spiega Righes. Vi ha partecipato Righes, con tanto di attestato a firma di Carl Page, uno dei co-fondatori di Google. A presentare il reattore “made in Belluno”, in realtà, sono stati due collaboratori di Fabrizio Righes: «L’ingegnere bolognese Guido Parchi e il docente dell’Università di Padova, il palermitano Giorgio Vassallo». Soddisfazione? «È stato tra i lavori maggiormente apprezzati», risponde l’avvocato.

LA FAMA Righes mostra gli altri attestati. Sono appesi su una parete del laboratorio, silenziosi testimoni della partecipazione a vari convegni scientifici. Tra questi “documenti” uno porta la firma di Theresa Benyo, capo progetto alla Nasa (principal investigator) che si complimenta con l’avvocato-scienziato di Belluno. «La Nasa è interessata all’utilizzo della tecnica di questo reattore che costituisce la prova della capacità di funzionamento con il gas che è difficile da raccogliere e misurare», spiega Righes. Così come c’è attenzione da parte dell’Enea: «Ora vi è la necessità di stimolare il mondo dell’industria e della politica spiegando che esistono alternative promettenti che portino ala diminuzione della CO2 nell’atmosfera, cioè del principale responsabile del cambiamento climatico». Nel laboratorio di Belluno, tra microscopi e strumentazione elettrica, Righes lavora, nel frattempo, su altre questioni: «Stiamo facendo ricerca sulla trasmissione dell’energia monofilo», annuncia.

IL CURRICULUM È evidente, scorrendo il curriculum, che lo studio per argomenti di fisica sono più di una passione. Già negli anni 1985-1990 Righes si era occupato di sistemi a microonde 10Ghz per telecomunicazioni, realizzazione di sistemi di telecomunicazioni anche digitali per Atv, realizzazione di sistemi di controllo a microprocessore, realizzazione di interfaccia RS232 -fibra ottica. Con articoli, a sua firma, pubblicati su riviste di elettronica. Si arriva agli anni 2000 con la collaborazione con l’Istituto di Fisica teorica Abdu Salam di Trieste e con la realizzazione e sviluppo di una delle prime antenne frattali con la geometria di Sierpinski. Nell’ultimo decennio l’interesse è andato alle ricerche in fisica nucleare in particolare sulle Lenr e sull’interazione idrogeno-nichel e alla fisica della materia condensata. Sono suoi alcuni studi sulla superconduttività a temperatura ambiente in layer biatomici di grafene. 

Ultimo aggiornamento: 17:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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