Autovelox di Levego, il giudice cancella la multa all'automobilista: «Non è omologato»

Mercoledì 9 Giugno 2021
Il nuovo autovelox fa 1500 vittime in un mese da novembre: la battaglia di un automobilista
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BELLUNO - Giorno di gaudio, ieri, per centinaia di automobilisti vittime “dell’ingordigia” dell’autovelox di via Miari. Una sorta di pietra filosofale che trasforma le distrazioni dei conducenti in oro per le casse del Comune, che già conteggia incassi per un milione di euro l’anno. 
Ieri il giudice di pace di Belluno, Fabrizio Schioppa, ha aperto la strada ad uno scontro muscolare contro le bufera di sanzioni fioccate con l’attivazione, a novembre, dell’impianto di rilevazione. Sono circa mille al mese. Il ricorso presentato dalla Globoconsumatori per conto di un automobilista di Pieve di Cadore che si era visto sanzionare la sera del 15 dicembre per aver superato di 12 chilometri il limite di velocità, è stato accolto. A discuterlo l’avvocato Giulia Piazza.
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LE MOTIVAZIONI
Tra i motivi di impugnazione, venivano fatte notare la mancanza di omologazione del sistema e la totale mancanza di chiarezza delle fotografie prodotte a giustificazione delle presunte infrazioni. Ma il Comune non è certo intenzionato a mollare, annunciando appello. Si afferma che l’impianto è autorizzato e “autorizzato”, spiega il comandante della Polizia locale, viene considerato sinonimo di “omologato”. Una vertenza lessicale che Globoconsumatori ha voluto dissipare rivolgendosi anche ai super esperti dell’Accademia della Crusca alla quale non è rimasto che bocciare di netto anche solo l’accostamento: uno ha valore amministrativo (autorizzare), l’altro tecnico (omologare). E in questo ingarbugliamento verbale incappa anche il legislatore.

IL DECRETO MANCANTE
«Desideriamo, ancora una volta rammentare che il Codice della Strada - spiega Mario Gatto, presidente dell’associazione consumatori ed ex campione di Formula 3 - è molto chiaro in termini di omologazione (che non è sinonimo di approvazione come già ampiamente chiarito in sede giudiziaria ed in altri procedimenti); infatti a richiesta di presentazione di regolare Decreto Ministeriale di omologazione, il medesimo non viene mai prodotto, poiché inesistente. Loro hanno solo un’approvazione fatta con determina di un dirigente del Ministero dei trasporti, camuffata da Decreto. Ma l’ordinamento giuridico italiano prevede che un Decreto possa essere emesso solo da un ministro di competenza. Ciò lo sancisce anche l’articolo 232 del Cds. Per cercare di ovviare al problema - prosegue Gatto -, il direttore generale del Ministero dei trasporti, un paio di mesi fa, aveva diramato una circolare con la quale si stabiliva che le due parole sono sinonimi. Ma una lettera non ha alcun valore di legge. Ricordiamo inoltre che l’autovelox è un sistema di rilevazione e come tale andrebbe sottoposto ad omologazione che spetta al Ministero dello sviluppo economico, esattamente come avviene per i cronotachigrafi. In questi anni abbiamo impugnato circa 10mila sanzioni su questo tema, vinte al 96%». 
Quel rilevatore di velocità, in funzione senza sosta, viene ritenuto dal Comune capoluogo fondamentale per la sicurezza. «Questa è una falsa affermazione - conclude Gatto -: ai Comuni interessa solo fare cassa. Sono loro i primi a non rispettare il Codice della Strada».

 

Ultimo aggiornamento: 09:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA