Autisti no pass, cento bus fermi: «Bisogna assumere nuovi conducenti»

Martedì 19 Ottobre 2021 di Davide Piol
Anche oggi un centinaio di bus fermi a Belluno
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«Serve una soluzione al più presto: o fanno il tampone o bisogna trovare altri autisti». Il grido di allarme arriva dal presidente della Provincia Roberto Padrin. Dolomitibus, di cui Palazzo Piloni fa parte in quanto socio di minoranza, si è trovata da un giorno all’altro senza autisti. Da venerdì scorso chi non ha il green pass viene considerato assente ingiustificato e non può lavorare. La conseguenza, nel settore del trasporto pubblico su gomma, è che sono saltate centinaia di corse al giorno. (Oggi sono 70 le corse depennate in città e 36 sull’extraurbano). A pagare il prezzo più alto quindi è proprio il capoluogo dove il sindaco Jacopo Massaro ha anticipato che chiederà delle verifiche sugli standard di servizio previsti. Quando le persone non riescono più a spostarsi da un luogo all’altro, lo studente a scuola, l’anziano fino ai negozi in centro, il sistema comincia a vacillare con ripercussioni sull’intero tessuto economico-sociale. Non è un caso che MoM (Mobilità di Marca) – l’azienda che si occupa del trasporto pubblico in provincia di Treviso – abbia annunciato l’intenzione di chiedere i danni agli autisti senza green pass. Per colpa di 84 assenti ingiustificati sono saltate 810 corse e ora l’azienda ha chiesto i danni. A Belluno i numeri sono molto più bassi ma il problema rimane anche se Pietro Da Rolt, direttore Dolomitibus, ha dichiarato che «la situazione è stabile, si ripete quello che è stato fatto finora». Cioè si continua a sopprimere le corse degli autobus. Quanto avviato da Mom può sembrare una mossa azzardata ma poco tempo fa, in una nota dal titolo «L’estensione del green pass al lavoro privato», Confindustria ha scritto che sarebbe auspicabile la richiesta dei danni al lavoratore senza green pass in alcuni casi precisi: «Ogni comportamento – si legge nella nota – che dovesse recare danno all’impresa, incidendo negativamente sulla possibilità di far fronte ai propri obblighi contrattuali, legittima la reazione aziendale sul piano della richiesta del risarcimento danni».
LINEA MORBIDA DOLOMITIBUS
Dolomitibus, per ora, non sembra intenzionata a percorrere questa strada. «Il disagio è enorme – spiega il presidente della Provincia Roberto Padrin – e bisogna trovare una soluzione: o attraverso i tamponi (ma nessuno può essere obbligato a farli, ndr) o con nuovi autisti. Io sono sempre stato favorevole al vaccino. Però di fronte a queste persone non ci sono alternative: devono farsi il tampone, altrimenti mettiamo a repentaglio il servizio. Il problema è grosso anche se non abbiamo numeri esagerati come a Treviso». Certo, però i disagi sono già cominciati. Ne hanno parlato, ad esempio, i commercianti del centro storico di Belluno e anche il presidente di Confcommercio Paolo Doglioni che sulla questione è categorico: «Gli autisti dei mezzi pubblici devono vaccinarsi. Voglio vedere quanto resistono senza stipendio…».
«FAREMO LE VERIFICHE»
I “portuali” di Belluno continuano la loro protesta silenziosa: non vogliono vaccinarsi, né tanto meno eseguire il tampone con ripercussioni su tutto il territorio. «Non conosco a sufficienza la situazione – ha premesso il sindaco di Belluno Jacopo Massaro – Ad ogni modo ci sono degli standard di servizio previsti, e quelli vanno rispettati. Faremo le verifiche ed agiremo con l’azienda di conseguenza». Una soluzione per Massaro c’era ma, seppure concordata, non è poi stata presa in considerazione: «Dal 2012 il comune non è socio e non faccio valutazioni dirette sull’azienda – sottolinea – sicuramente è un danno grosso ai servizi di Belluno e ai bellunesi. Tutte questa situazione complicata si sarebbe potuta evitare se Dolomitibus avesse accettato di avviare il trasporto a chiamata come avevamo proposto e inizialmente concordato, poi c’è stato un ripensamento da parte dell’azienda: avrebbe consentito oggi di sopperire in modo migliorativo rispetto alla disastrosa situazione attuale». <

Ultimo aggiornamento: 07:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA