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Cervi sbranati vicino al paese: il lupo ora torna a fare paura

Sabato 16 Aprile 2022 di Gianfranco Giuseppini
Cervi sbranati vicino al paese: il lupo ora torna a fare paura
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AURONZO DI CADORE - Con le nuove nevicate in quota dei giorni scorsi si è verificata una calata di lupi nel fondovalle dell’Ansiei. Ed è allarme. A farne le spese è stata la selvaggina come cervi e caprioli scesi di quota alla ricerca dell’erba novella. Difatti alcune carcasse sono state ritrovate in parti non molto distanti fra loro, ai margini dell’abitato di Auronzo. È il caso di una cerva trovata nei pressi del cimitero di Villagrande, o in via Ansiei di un capriolo, o del Ponte da Rin di un’altra cerva. Un esemplare di lupo è stato eccezionalmente colto sul fatto in pieno giorno da un camionista che trasportava tronchi e fotografato nella zona di Federavecchia fra Auronzo e Misurina lungo la strada regionale 48 delle Dolomiti. Già nel viaggio precedente aveva notato l’animale con la preda abbattuta a bordo strada. Così successivamente è riuscito ad immortalarlo con lo smartphone.


IL PROBLEMA
Nell’ambiente della caccia si ritiene che in alcuni casi si tratti di lupi solitari in quanto le prede sono solo parzialmente divorate, contrariamente al branco di cui rimangono sul terreno solo le ossa. Fatto sta che la presenza dei lupi nella vallata si va ultimamente via via intensificando. Un esperto cacciatore della zona spiega questa proliferazione con l’ipotesi che nell’area non ci siano più lupi originari dell’ex Jugoslavia, ma esemplari ibridi, ossia frutto di accoppiamenti con esemplari locali o cani domestici. Ciò significa che non esiste più il lupo alfa dominante che tiene a bada il contenimento del numero della prole. Il che produce due filiazioni all’anno al posto di una, con il conseguente aumento a dismisura della specie. Fenomeno questo che si somma con le favorevoli condizioni ambientali di abbondanza di prede nella vallata. Inoltre, come viene fatto notare, il fatto di essere esemplari ibridi, diminuisce la diffidenza nel frequentare le aree abitate. 


I PRECEDENTI
Del resto già nell’estate scorsa nella zona della Val Marzon ai piedi del versante auronzano delle Tre Cime di Lavaredo, a detta di alcuni cacciatori, ne sia stata contata una ventina di esemplari. La maggiore preoccupazione nella Val d’Ansiei non è tanto dell’incolumità delle persone, quanto dei pochi allevatori che popolano la valle, in particolare di quanti durante l’estate praticano la monticazione su ampi spazi protetti solamente da recinti elettrificati. Soluzione questa assieme all’utilizzo dei cani che, stando agli addetti ai lavori, non garantirebbe la piena incolumità degli animali domestici siano asini, pecore, capre o mucche. Non per nulla nel novembre dello scorso anno alla Malga Rinbianco, lungo la strada che porta da Misurina alle Tre Cime di Lavaredo, sono finiti sotto le fauci del lupo due pony e una capra.

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Ultimo aggiornamento: 16:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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