Nuove indagini sulla frana-killer. La famiglia della vittima: «La morte di Carla non sia stata inutile»

Sabato 29 Gennaio 2022 di Davide Piol
La frana di Alverà

CORTINA D'AMPEZZO - «Desideriamo esprimere la nostra soddisfazione, dopo molti anni di indagini, quanto all’attuale evoluzione dei procedimenti giudiziari». Nessuno riuscirà a cancellare dalla mente della famiglia Catturani quella tragica notte tra il 4 e il 5 agosto 2017 quanto Carla perse la vita. Una colata di detriti senza precedenti si staccò dal monte Cristallo, a Cortina d’Ampezzo, e la porto via con sé mentre cercava di tornare a casa. Vittoria, Walter e Rocco (rispettivamente sorella, fratello e nipote di Carla) possono però contare sulle nuove indagini disposte dalla Procura generale di Venezia e, insieme agli avvocati Carlotta e Giuseppe Campeis, cercare di ottenere giustizia. La consulenza del pm avrebbe infatti individuato nuove responsabilità in capo al Comune e a Veneto Strade. Un passo indietro. Nell’inchiesta bellunese, affidata al pubblico ministero Roberta Gallego, c’erano inizialmente quattro indagati: il dirigente di Veneto Strade Sandro D’Agostini, l’ex sindaco di Cortina Andrea Franceschi, l’ex assessore ai lavori Pubblici Stefano Verocai e il tecnico comunale Stefano Zardini Lacedelli. Tutte le posizioni – eccetto quella di D’Agostini – erano state archiviate su richiesta del pm. Il Comune di Cortina, secondo la pubblica accusa, non aveva alcun potere su quel tratto di strada. Il giudice delle indagini preliminari Elisabetta Scolozzi aveva accolto l’istanza sottolineando però che le indagini presentavano diverse lacune e che la Procura avrebbe dovuto indagare altri enti, dalle Regole d'Ampezzo, proprietarie dei terreni gestiti dalla società Faloria spa, al Genio Civile. I legali della famiglia, supportati da questa ordinanza, avevano presentato una seconda denuncia chiedendo nuove indagini ma il pm ne aveva chiesto di nuovo l’archiviazione. Così è stata fatta istanza di “avocazione” e il fascicolo è stato trasferito nelle mani del procuratore generale di Venezia che ha predisposto nuove indagini.

«Siamo molto fiduciosi nell’operato della magistratura – fa sapere la famiglia Catturani – Riteniamo che un approfondimento di questi temi possa trascendere dal caso concreto ed essere di interesse nazionale, consentendo attività mirate a tutela dell’incolumità pubblica in aree soggette a fragilità idrogeologiche ed evitare così tragici e prevedibili eventi. Rimane forte il dolore nostro e della comunità per la perdita di Carla». A riaprire il caso è stato il sostituto procuratore generale Maristella Cerato che ha chiesto una consulenza a Rosa Maria Di Maggio, uno dei massimi esperti di geologia forense in Italia. Le domande poste allo specialista sono state più o meno queste: com’è stato attuato, quel giorno, il piano di protezione civile? Chi era coinvolto dall’allerta meteo e chi, di conseguenza, avrebbe dovuto prevenire eventi tragici come quello che è accaduto? Al momento c’è una sola indagata, cioè la dirigente di Veneto Strade Lara Stefani (avvocato Marco Vassallo) che sostituì Sandro D’Agostini a partire dai primi mesi del 2017. Ma la consulente della pubblica accusa addosserebbe le responsabilità penali ad altre tre persone: l’allora sindaco di Cortina d’Ampezzo Gianpietro Ghedina (eletto due mesi prima della tragedia), l’assessore comunale Luigi Alverà e il responsabile dell’ufficio Opere pubbliche Stefano Zardini Lacedelli. È l’indicazione che emerge dalla consulenza ma per ora Ghedina, Alverà e Lacedelli non compaiono nel registro degli indagati. «La questione – spiega Marco Vassallo, avvocato di Stefani – è che sono tutti terribilmente dispiaciuti per il decesso della Catturani. Era un evento talmente imprevedibile che fa strano vedere come l’unico ente ritenuto responsabile di quella tragedia sia Veneto Strade e quindi i suoi dirigenti». I soli, secondo il legale, «ad essersi spesi per cercare di fare in modo che si trovasse una soluzione al problema del tombotto insieme a Comune, Regole, etc.»

Ultimo aggiornamento: 08:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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