Il processo per la frana che uccise Carla: «Veneto Strade si impegnò a costruire un impianto di monitoraggio che non si fece»

Mercoledì 16 Marzo 2022 di Pietro Alpago Novello
La zona coinvolta dalla frana che travolse e uccise Carla Catturani, 61enne di Cortina

CORTINA - Una disgrazia annunciata, eppure nessuno si era mosso per prevenirla. È questa la teoria su cui l’accusa basa la propria strategia nel processo al dirigente di Veneto Strade Sandro D’Agostini, accusato di omicidio colposo in relazione alla tragedia che, nella notte tra il 4 e il 5 agosto 2017, costò la vita alla dottoressa Carla Catturani. Dopo un iniziale rinvio a giudizio il processo ha ripreso il via il 21 gennaio, continuando nella giornata di ieri con l’ascolto di ulteriori testimoni, chiamati a rivivere gli eventi di quella notte ma soprattutto dei mesi precedenti. «Quella notte una chiamata del centralino mi ha comunicato l’emergenza causata da una frana in località Alverà, ma arrivati sul luogo abbiamo constatato come la situazione fosse ben più grave del previsto – racconta Luigi Petrillo, che guida il commissariato di Cortina d’Ampezzo – la colata detritica aveva completamente sovrastato tre ponti, riversando sulla carreggiata massi di dimensioni veramente imponenti, alcuni grossi quanto un camper».
LA STIMA
Secondo una stima sarebbero stati oltre 60mila i metri cubi di materiale ad essersi staccati dal Monte Cristallo, riversandosi a valle e travolgendo completamente la strada regionale 48. Carla Catturani si trovava quella sera ad una festa campestre che si teneva ogni anno a Rio Gere, un evento che aveva lasciato verso l’una di notte per tornare verso casa nonostante il violento acquazzone che si era scatenato sulla zona. Carla purtroppo non arrivò mai a casa. «Quando abbiamo saputo che una persona mancava all’appello abbiamo allargato il raggio di ricerca – ha continuato Petrillo – rinvenendo la carcassa di un’auto e il corpo della dottoressa diversi chilometri a valle. Immaginiamo sia stata travolta mentre attraversava il ponte, non avendo nessuna traccia di fuoriuscita successiva». Una zona notoriamente a rischio, ma su cui non era presente alcuna segnaletica. «Non c’erano cartelli o semafori di alcun tipo che mettessero in guardia dal pericolo frane – ha confermato il testimone – a differenza della statale 51, dove sono presenti numerose centraline che controllano le colate comunicando subito con i centri abitati in caso di situazioni anomale».
L’INTERVENTO
L’Anas, responsabile della gestione della statale 51, era intervenuta sul proprio tratto di strada nei due anni precedenti, installando originalmente dei semafori e implementando poi con il sistema di centraline. Nulla di tutto ciò invece è successo sulla regionale 48, di responsabilità di Veneto Strade. «Nell’autunno del 2016 avevano avuto luogo diverse riunioni tra il Comune, Veneto Strade e le regole – spiega Stefano Zardini Lacedelli, all’epoca responsabile del servizio opere pubbliche, manutenzione e urbanistica di Cortina – il cui tema era proprio la gestione di una zona che si sapeva essere a rischio». Inizialmente sotto inchiesta insieme all’ex sindaco, Andrea Franceschi e all’ex assessore ai lavori pubblici Stefano Verocai (accuse poi archiviate) Zardini Lacedelli ha confermato come nei due anni precedenti alla tragedia si fossero verificati diversi eventi simili, ma mai paragonabili per intensità alla notte del 4 agosto 2017. Le riunioni per risolvere il problema avevano comunque dato esiti inconclusivi. «Veneto Strade si prese la responsabilità di pulire il condotto sotto al ponte, cosa che fece ancora a fine 2016, impegnandosi poi a costruire anche un impianto di monitoraggio insieme alle Regole». Un’opera mai portata a termine. «Il protocollo d’intesa messo a punto nelle riunioni saltò in seguito per una serie di incomprensioni con le regole, che negavano la propria responsabilità - ha continuato il testimone - e come risultato non si fece mai nulla». Il processo continuerà con l’ascolto di alcuni consulenti tecnici, dell’imputato e dei testi della parte civile, il tutto in diverse sedute che prenderanno luogo da qui a giugno.
 

Ultimo aggiornamento: 17 Marzo, 07:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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