Tragedia sull'Antelao: trovati i corpi ​di due alpinisti di 31 e 28 anni

Tragedia sull'Antelao: trovati i corpi
di due scialpinisti di 31 e 28 anni
BELLUNO - Trovati i corpi di due scialpinisti sull'Antelao questa mattina intorno alle 8.40. Si tratta di Enrico Frescura, 31enne nato a Pieve di Cadore e residente a Domegge, e Alessandro Marengon, 28enne anche lui nato a Pieve e residente a Farra d'Alpago. Appartenevano entrambi al Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi. I corpi sono stati recuperati nel canalone Oppel, sopra il monte Antelao, dagli uomini del Soccorso Alpino, sul posto anche i carabinieri di Cortina-Pieve di Cadore.

«LI ABBIAMO VISTI CADERE»
A dare l'allarme sono stati altri tre alpinisti che stavano risalendo il canale e che hanno notato i due alpinisti in difficoltà e li hanno poi visti precipitare nel canalone. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha raggiunto il luogo dell'incidente. I due corpi sono stati recuperati con il verricello e poi trasportati in auto a Pieve di Cadore.



LUTTO NEL SOCCORSO ALPINO
Le due vittime erano due ragazzi del Soccorso Alpino bellunese, due giovani che la vita la salvavano agli altri alpinisti. I due giovani erano partiti presto questa mattina, equipaggiati, quando è avvenuta la tragedia gli sci erano ancora appesi allo zaino delle vittime. Probabilmente avevano appena terminato la salita quando avrebbero perso l'appiglio precipitando per 300 metri a valle. Sul posto anche il Soccorso alpino di Pieve di Cadore. «Il Soccorso alpino e speleologico Veneto - si legge in una nota - piange i suoi ragazzi e si stringe alle loro famiglie».
 
 
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Martedì 1 Maggio 2018, 13:07






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5 di 50 commenti presenti
2018-05-06 07:26:13
Manuel, lo sa che questi due erano essi stessi soccorritori? Genio.
2018-05-04 08:18:34
chi rischia sapendo di rischiare deve essere messo in riga e non può continuare a vivere alle spalle della cittadinanza. Si ogni rischio volutamente maggiore della norma deve essere responsabilizzato. Forse piangeremmo meno morti. E anche meno morti dei soccoritori, che lo fanno per spirito di solidarietà e magari ci rimettono anche le penne.
2018-05-04 10:59:36
Ma che bravo 2 la vendetta. "chi rischia sapendo di rischiare deve essere messo in riga e non può continuare a vivere alle spalle della cittadinanza". Bene, aboliamo le moto? Come ci monti sopra sai di rischiare. E così la stragrande maggioranza degli sport. Vada a vedere cosa costa alla cittadinanza il calcio. Come infortuni e come impiego di sicurezza agli stadi. Vada. Aboliamo merendine grigliate di carne rossa grassi sigarette vino grappa? Perché a mangiarne lei rischia ecc ecc. AH, aboliamo pure il caffè troppo caldo, e il the troppo caldo, aiuta allo sviluppo del cancro alla gola. Tutta gente che "vive alle spalle della cittadinanza". Vada vada, cominci lei.
2018-05-03 08:14:41
occorre mettere un freno a gite fatte in spregio ai rischi: devono avere assicurazione oppure pagare i costi del rientro o salvataggio in caso. non è possibile avvenutrarsi così a caso, eppoi c'è qualcuno che arriva. l'alpinismo non è un dovere, è un hobby, (per quanto affascinante) e non si può un giorno si e uno no andare a fare soccosri mettendo a rischi o anche altre vite
2018-05-03 12:36:43
Ma che bravo. A prescindere dal fatto che i soccorritori sono assicurati, l'alpinismo è un hobby tanto quanto la moto, le grigliate, il circolo del caffè turco, gli amici della piadina, ed il club del whisky. Attendo che lei facci pagare i soccorsi atutti, per le patologie che derivano da suddette attività, ivi compreso il ricovero in psichiatra con TSO per chi ha idee geniali da esporre sul forum del gazzettino.