Seicento animali sotto un metro di neve, l'allevatore: «La Regione ci aiuti»

PER APPROFONDIRE: allevamento, alpago, animali, cate, neve
Seicento animali sotto un metro di neve, l'allevatore: «La Regione ci aiuti»

di Marco d'Incà

ALPAGO - Pecore, cavalli, mucche, asini: seicento animali sotto un'autentica tormenta di neve. Sembra lo scenario tratto da un racconto apocalittico. E invece è la realtà vissuta da Franco Pianon e dalla moglie Illari, proprietari di un'azienda agricola nella parte alta dell'Alpago, fra Tambre e Chies (con particolare riferimento alla frazione di Cate). Una zona particolarmente colpita dalla recente ondata di maltempo: «Viviamo una situazione di grande emergenza - racconta Pianon -. Ora il quadro è migliorato, ma abbiamo lavorato fino alle 11 di questa mattina (ieri per chi legge, ndr) per salvare i nostri animali e portare loro del fieno».
LO SCENARIO
Alla fine, i coniugi sono riusciti a salvare tutti i capi, grazie anche all'aiuto di cinque pastori: «Una parte dei nostri animali è stata trasferita a bassa quota. È stata dura, davvero dura. E quello che ci rammarica maggiormente è il fatto che non avessimo ricevuto alcun tipo di allerta meteo. Non solo: a tutt'oggi, con noi, non si è fatto vivo nessuno, a parte le amministrazioni locali. Alle quali va il nostro sincero ringraziamento». L'azienda fa leva su due strutture: una in territorio di Chies, l'altra di Tambre. «Spero che qualcuno, a livello istituzionale, si degni di dare un segnale. Perché i problemi non sono finiti. Avremmo anche salvato i nostri capi, però i danni non mancano. A cominciare dalle recinzioni, passando poi per il fieno. Che è finito e va acquistato: solo così possiamo sfamare gli animali».

LA REGIONE
Pianon chiama in causa soprattutto la Regione: «La montagna interessa ben poco, questa è la verità. Quando arriva una grandinata sulle colline del Prosecco, ne parla chiunque. E subito, mentre una nevicata di questo tipo non richiama particolari attenzioni da parte della Regione. Così, però, è difficile andare avanti». Sono state giornate e nottate difficilissime per molti. Anche per gli amministratori, come testimoniano le parole del sindaco di Chies d'Alpago, Gianluca Dal Borgo: «Un metro di coltre bianca, sopra a quota 1000, lascia senza parole. Una nevicata così, in tardo aprile, non si era mai verificata». Mettere in moto la macchina dei soccorsi non è stata impresa da poco: «Abbiamo raggiunto la zona di Cate con tre mezzi. E ci siamo dovuti attrezzare, montando una lama su un trattore. Lunedì notte poi è arrivata la fresa. E questo ci ha consentito di liberare 3 chilometri di strada. A quel punto, siamo intervenuti pure sulla strada privata di Pianon, visto che non si riusciva a transitare». Nel frattempo, a Chies e Tambre, c'è chi è rimasto senza corrente elettrica per 24 ore: «Era già successo nel marzo 2016, quindi con l'alluvione. E la storia si è ripetuta. Ora chi di dovere ha l'obbligo di mettersi una mano sulla coscienza: serve urgentemente la manutenzione delle fasce di rispetto in cui passano le linee elettriche. O i disagi per famiglie e commercianti rischiano di essere insostenibili. Ringrazio i tecnici dell'Enel: nell'emergenza, hanno lavorato in condizioni proibitive».
 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mercoledì 1 Maggio 2019, 05:04






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Seicento animali sotto un metro di neve, l'allevatore: «La Regione ci aiuti»
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 6 commenti presenti
2019-05-03 08:09:24
bravi a tenere "botta" in montagna, ma la "borascada" in aprile o maggio ( nel 2006 a giugno) e' una costante meteo e non una eccezione.
2019-05-02 20:37:26
perchè dovete acquistare il fieno ? durante l'estate siete andati al mare ??????
2019-05-02 19:08:20
Se ciapa quel che vien..io ho sempre detto che dopo Vaia niente è stato più come prima..c'è chi tollera di più e c'è chi tollera di meno..dobbiamo abituarci a queste stravaganze meteorologiche!!
2019-05-02 16:00:21
Racconto apocalittico per un metro di neve fuori stagione in montagna... Appppossto siamo. Speriamo proprio non arrivi la guerra, qui in Italia la trovo dura combattere perfino contro un raffreddore.
2019-05-02 14:33:10
Il problema e' che siamo diventati dei pappamolli, che basta un po' di neve fuori stagione per urlare ''aiuto aiuto''. O forse si tratta di opportunismo, per ciapar schei......!