Il progettista: «Treno monorotaia Belluno-Agordo pronto per le Olimpiadi Cortina-Milano 2026»

Venerdì 30 Aprile 2021 di Raffaella Gabrieli
Il progetto del treno monorotaia Belluno-Agordo
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AGORDO  - Mobilità alternativa tra Ponte nelle Alpi e Cortina: sul tavolo della Provincia ci sono le tre ipotesi ferroviarie cadorine, quelle del treno via Belluno-Agordo ma anche un’altra, sempre di impostazione agordina, che viaggia su monorotaia. «Il presidente Roberto Padrin - afferma Fernando De Simone, l’architetto proponente quest’ultima opzione - sta analizzando anche il nostro progetto che, rispetto agli altri, ha costi di gran lunga inferiori, tutti autofinanziati da un project financing, ed è l’unico che sarebbe realizzato entro le Olimpiadi del 2026. Prima della decisione finale spero venga organizzato un confronto pubblico tra i cinque percorsi in causa». 

L’OBIETTIVO 
«Il nostro primo obiettivo - spiega De Simone, in rappresentanza del gruppo svizzero Intamin Transportation (www.intamintransportation.com) - è collegare Belluno ad Agordo. Per proseguire poi, in fasi successive, fino alla stazione di Bolzano. Nel frattempo con la Regione Veneto può essere avviata una collaborazione per estendere la nostra linea sino a Cortina d’Ampezzo. Desidero evidenziare che la nostra proposta non è in alternativa alle altre: tutte le soluzioni possono tranquillamente convivere. Saranno poi i viaggiatori a scegliere il mezzo più idoneo a seconda degli orari di partenza dalla stazione di Belluno e del tempo impiegato». 


IL TRENO
La monorotaia, normalmente collocata a 5 metri di altezza di fianco alla strada statale, è sostenuta ogni 25-30 metri da pali in acciaio o calcestruzzo armato dal diametro di un metro. La velocità massima è di 80 Km/h e la pendenza massima è del 60%. Procedendo con velocità panoramica, il tempo occorrente dalla stazione di Belluno a quella di Bolzano è di circa 150 minuti mentre da Belluno ad Agordo e a Cortina, rispettivamente, 35 e 120 minuti. Le vetture del gruppo svizzero Intamin Transportation sono singolarmente dotate di un motore elettrico e governate da computer. A seconda dei viaggiatori che attendono nelle stazioni, esse possono essere aumentate o ridotte automaticamente. Il numero di passeggeri da trasportare può andare dai 100 nelle ore di stanca sino ai 5mila nelle ore di maggior richiesta. «Di conseguenza - sottolinea l’architetto - i costi di gestione sono molto inferiori a quelli dei treni. Di notte, peraltro, su apposite vetture “gommate”, è previsto il trasporto merci». 


IL TRACCIATO 
«Lungo il tracciato che altro non sarà che quello della strada principale esistente - spiega De Simone - le vetture elettriche si possono muovere sulla monorotaia in sopraelevata, a raso o utilizzando vecchi tunnel esistenti e dismessi. Ma il vero punto di forza è la possibilità della monorotaia di superare le grandi pendenze. Riducendo la velocità si può arrivare a superare pendenze fino al 60 per cento. Nei tratti pianeggianti (fino al 7 per cento di pendenza) la monorotaia è competitiva con la velocità del treno (80 km orari) ma essendo gommata recupera sui tempi di frenata e di accelerazione. Facile comprendere che in questo percorso scomparirebbero le gallerie da realizzare, con gli elevati costi e le tante incognite che portano con sé, e che la mobilità sarebbe senz’altro più panoramica e quindi più accattivante per il turismo. Tutt’altro che secondario, poi, il sostentamento dei costi. Il nostro progetto si autofinanzierebbe grazie a sovvenzioni europee volte all’abbattimento dell’inquinamento e al risparmio energetico, al trasporto notturno di merci, ai biglietti dei passeggeri (lavoratori, studenti e turisti), alla gestione dei parcheggi e dei punti vendita da realizzare presso le fermate. Contiamo di rientrare in 40 anni attraverso una concessione di pari periodo. Il nostro obiettivo è quello di collegare Belluno a Bolzano e quindi, di riflesso, Venezia con la Germania. L’Europa del nord, in questo modo, sarebbe molto più vicina all’intero Veneto».

Ultimo aggiornamento: 08:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA