Acc, Giorgetti rassicura i parlamentari: «Possibile garantire liquidità e far entrare lo Stato nel capitale»

Venerdì 26 Novembre 2021 di Eleonora Scarton
I parlamentari bellunesi e il ministro Giancarlo Giorgetti durante l'incontro al Mise

BORGO VALBELLUNA - «Siamo tutti al lavoro per fare in modo che questo percorso si concluda con un’offerta vincolante che tuteli l’azienda ed i suoi lavoratori, in un percorso che il Mise sosterrà con tutti gli strumenti a disposizione. L’obiettivo è quello di sostenere insieme con più forza in tempi brevi il percorso per garantire la continuità produttiva del sito e l’occupazione dei lavoratori». Sono queste le rassicurazioni date dal ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgietti, durante l’incontro che ha visto il responsabile del dicastero relazionarsi con i parlamentari bellunesi sullo spinoso caso Acc. Un incontro che ha permesso di chiarire alcuni aspetti legati a questa difficile crisi industriale ma soprattutto a chiedere con forza al Mise un intervento a sostegno dello stabilimento zumellese.

LE MANIFESTAZIONI
Lunedì il commissario straordinario Maurizio Castro si è presentato al tavolo ministeriale con tre manifestazioni di interesse. Una prima manifestazione proviene da un rilevante gruppo italiano che è già presente nel settore della componentistica per elettrodomestici; un’altra proviene da una grande associazione del movimento cooperativo e propone una operazione di workers by out; la terza, infine, proviene da un grande produttore asiatico. Una base di partenza per poter ora costruire un futuro solido per Acc. 

LE INCOGNITE
Il ministro ha voluto porre alcuni puntini sulle “i”. In primis sul progetto Italcomp sul quale Giorgetti ha confermato che non sono mai arrivate proposte di investitori privati che concretizzassero un progetto che è sempre rimasto sulla carta. È stato anche chiarito che non è stata mai presa in considerazione l’ipotesi di far terminare anticipatamente l’amministrazione straordinaria in presenza di manifestazioni di interesse. Giorgetti, confermando la linea di collaborazione con tutte le parti coinvolte, ha spiegato che «bisogna fare attenzione e smettere di alimentare ipotesi fantasiose che raddoppiano la delusione dei lavoratori».

LE REAZIONI
«La novità è che c’è la possibilità di garantire liquidità allo stabilimento, in modo che il commissario straordinario possa portare avanti la produzione – affermano i parlamentari bellunesi al termine dell’incontro -. Una fabbrica che ha clienti e commesse non può e non deve chiudere. Questo il ministro l’ha compreso appieno e ha garantito la possibilità di riaprire i termini dell’articolo 37 del Decreto Sostegni, così da consentire alle maestranze di lavorare e colmare il possibile e pericoloso vuoto tra la chiusura della fabbrica e la riapertura dopo la cessione al nuovo acquirente». Il senatore Luca De Carlo sottolinea che «Volevamo capire le prospettive future e abbiamo avuto conferma dell’interesse che il mercato ha attorno ad Acc». Il deputato Dario Bond aggiunge che «la conferma riguarda anche l’interesse dello Stato nei confronti dello stabilimento di Mel. A precisa domanda, il ministro ha risposto che esiste la possibilità che lo Stato italiano partecipi al 30% del capitale di Acc, a fronte dell’acquisto di un soggetto interessato. È il “modello Corneliani”. Tra l’altro abbiamo proposto al ministro anche un possibile accordo con un istituto politecnico, per sviluppare tecnologia a partire da Mel». «Usciamo dall’incontro con una certezza - afferma il deputato Roger De Menech -. Ovvero che in Valbelluna ci può essere un futuro produttivo. Da parte mia ho chiesto un grande lavoro di squadra, lo stesso che ha visto insieme parlamentari di schieramenti e forze politiche diverse ritrovarsi insieme con gli stessi obiettivi territoriali». «Sono particolarmente soddisfatto, perché abbiamo chiarito in maniera sincera e propositiva tutte le vicissitudini che hanno interessato Acc negli ultimi due anni - conclude il deputato Mirco Badole -. È importante soprattutto aver ottenuto le rassicurazioni di cui avevamo bisogno, per dare un futuro alla nostra manifattura bellunese».

Ultimo aggiornamento: 08:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA