Si separa la prima coppia gay "sposata"
in Comune: «Non era per tutta la vita»

Domenica 29 Luglio 2012
Era il 3 febbraio 2007: il fatidico Sì di Tommaso (a sinistra) e Giorgio in Comune a Padova (archivio)
PADOVA - Non era per sempre... spiega laconico Tommaso dopo la "rottura" col compagno Giorgio. Ma la loro unione era diventata un simbolo per tutti i gay del Veneto. La coppia è rimasta assieme 3 anni. Ora si sono già divisi i due omosessuali che per primi avevano ottenuto a Padova nel febbraio 2007 il "certificato di famiglia anagrafica basata su vincoli affettivi e di convivenza".



Padova, anche allora guidata dal centrosinistra, era stata la città che aveva aperto la strada ai cosiddetti Pacs, grazie all'iniziativa dell'ex presidente dell'Arcigay del Veneto, Alessandro Zan, ora assessore comunale nella giunta Zanonato. Una via, quella per il riconoscimento anagrafico delle unioni civili, che oggi si appresta a seguire anche Milano.



Da allora però - come ricorda il Corriere del Veneto - solo 50 coppie hanno chiesto al Comune euganeo il certificato per l'unione di fatto, e di queste il 70% è composto da eterosessuali. La coppia gay - Tommaso Grandis e Giorgio Perissinotto - che lo ottenne per prima nel 2007, con tanto di cerimonia simile a un un matrimonio, ha "rotto" da pochi mesi.



«Con il mio ex compagno Giorgio - spiega oggi Grandis, trasferitosi a Trieste e legato ad un altro uomo - siamo stati insieme oltre 12 anni, tre dei quali con la certificazione del Comune. Poi è finita. D'altronde non ci eravamo sposati davanti a Dio, né avevamo promesso di amarci tutta la vita. Il nostro era solo un modo per prendersi cura l'uno dell'altro».
Ultimo aggiornamento: 30 Luglio, 18:39
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