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Incidente a Napoli, Christian morto a 3 anni travolto dall'auto: «Era la gioia di tutti noi»

Sabato 25 Giugno 2022 di Giuliana Covella
Incidente a Napoli, Christian morto a 3 anni travolto dall'auto: «Era la gioia di tutti noi»

«Non deve più accadere. Da zia e da nonna immagino come si possano sentire quella mamma e quella famiglia. Qui non hanno più rispetto per nessuno, nemmeno per bambini e anziani». Una pensionata si sfoga davanti ai cronisti in via Marco Polo, a Cavalleggeri, dove ieri un bimbo di 3 anni è morto dopo essere stato investito da un’auto. Una tragedia che ha sconvolto un intero quartiere, che oggi piange il piccolo Christian, mentre sono in corso le indagini delle forze dell’ordine per accertare come siano andati i fatti. Resta tuttavia il dramma di una madre che ha visto morire tra le sue braccia uno dei suoi tre figli. 

Via Marco Polo è una traversa semi nascosta a cui si arriva da via Cavalleggeri d’Aosta, provenendo da via Diocleziano e oltrepassando il ponte della metropolitana. Un piccolo universo a sé nel cuore di un rione popolare, dove sono visibili i piloni dell’ex funivia. Una parte di quel quartiere operaio che è stato in passato Bagnoli. Di sabato pomeriggio c’è un’aria spettrale a ridosso del marciapiede dove un bimbo di 3 anni poche ore prima è morto dopo essere stato travolto da un’auto. Sembrano quasi fantasmi i capannelli di gente che, in t-shirt, pantaloncini e ciabatte, avevano accerchiato la Suzuky del conducente che aveva rischiato il linciaggio dopo l’incidente. Ma ciò che resta sull’asfalto sono i segni dei rilievi della Scientifica, le macchie di sangue e una busta di carta. Il dramma ora è quello di Marianna, 39 anni, la madre di Christian che, nonostante avesse riportato lievi fratture nell’urto, ha voluto lasciare l’ospedale. 

Marianna era appena uscita con due dei suoi tre figli dal palazzo in via Ronchi dei Legionari, strada che unisce via Marco Polo e via Carnaro. Erano all’incirca le 11.30 quando il piccolo è stato travolto da un’auto che è sbucata dall’angolo e si è schiantata sul marciapiedi, andando a impattare contro madre e figlio. Tutto il resto sono urla e disperazione di una madre, come ricostruisce Rosaria Passaro, che dal balcone ha assistito alla scena: «Ero a fare le pulizie, quando ho sentito lo schianto e le grida strazianti di una donna. Sono corsa ad affacciarmi e ho visto quella mamma che stringeva tra le braccia il suo bambino. Non riesco a immaginare cosa possa provare ora». Tanti i passanti accorsi sul posto, alcuni dei quali si sono scagliati contro l’uomo che era al volante dell’auto e che, va detto, ha subito prestato soccorso al piccolo. 

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A dirsi «sconvolta» è Pina Lanzaro, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Gigante-Neghelli, che ha proclamato per domani un giorno di lutto: «Non riesco a capacitarmi della scomparsa di Christian, che era la gioia di genitori, maestre e compagni. Tra i nostri alunni anche i fratelli G., 12 anni e D., di 14, che l’anno scorso ha preso la licenza media. Tutti e tre bambini tranquilli, educati e allegri». Proprio la preside ieri sera ha partecipato al momento di preghiera che il quartiere ha organizzato davanti al plesso Collodi, l’asilo frequentato dal bimbo. «Premesso che sarà la magistratura a stabilire le responsabilità - interviene Vincenzo Sansone, del Comitato Rinascita Flegrea - sono padre di tre figli e anch’io avrei reagito male contro chi ha investito il bimbo». Eppure quella strada non è mai stata pericolosa: «Si fosse trattato di via Diocleziano o via Campegna avrei potuto capire - aggiunge Vincenzo - invece quella dove è accaduta la tragedia non è una strada a scorrimento veloce. Ma dato che a pochi metri c’è un fruttivendolo sempre pieno di clienti, si è sfiorata una carneficina».

 

A unirsi al dolore della famiglia è il presidente della X Municipalità Carmine Sangiovanni: «Ho appreso della notizia col passaparola, ma sono rimasto stupito perché quella è una strada dove insistono il mercatino rionale e la sede di Asìa. Di fronte a questo evento drammatico che ha sconvolto la nostra comunità, come istituzione ci stringiamo al dolore dei genitori». 

Ultimo aggiornamento: 26 Giugno, 15:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA