Biden: «La guerra in Yemen deve finire», gli Usa ritirano l'appoggio all'Arabia Saudita

Venerdì 5 Febbraio 2021
Biden: «La guerra in Yemen deve finire», gli Usa ritirano l'appoggio all'Arabia Saudita

Con un solo discorso Biden ha spazzato via i 4 anni di politica estera portata avanti da Trump. E lo ha fatto non solo mettendo in guardia Russia e Cina ma riportando alla ribalta della scena politica mondiale il conflitto in corso in Yemen dal marzo del 2015. Un discorso quello del neoeletto presidente degli Stati Uniti che anche per il New York Times si è rivelato più duro del previsto. «Stiamo mettendo fine al supporto americano alle operazioni offensive nella guerra in Yemen, comprese le vendite di armi. La diplomazia e l'America sono tornate. È arrivato il momento di fronteggiare gli autoritarismi». 

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Una mossa clamorosa dato che gli Stati Uniti stanno sostenendo la coalizione militare guidata dall' Arabia Saudita nella guerra civile nello Yemen con sostegno logistico e di intelligence, oltre che con commesse militari da miliardi di dollari. La scorsa settimana il dipartimento di Stato della nuova amministrazione aveva già annunciato una pausa per la revisione delle vendite di armi sia a Riad che agli Emirati Arabi Uniti e subito dopo Biden ha nominato un nuovo inviato Usa per lo Yemen, Timothy Lenderking. Una decisione che rimette in discussione i rapporti con tutta la Penisola Arabica. 

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Gli Stati Uniti avevano appoggiato i sauditi fin dall’inizio della guerra – nel 2015, con l’amministrazione Obama – e avevano continuato a farlo negli anni successivi, con Trump, nonostante le molte accuse rivolte al regime saudita, tra cui quella di bombardare in maniera indiscriminata la popolazione yemenita.

La guerra civile nello Yemen è scoppiata nel 2015  tra le fazioni che dichiarano di costituire il legittimo governo dello Yemen: da una parte le forze degli Huthi, che controllano la capitale Sana'a e sono alleate con le forze fedeli all'ex presidente Ali Abdullah Saleh, dall'altra le forze leali al governo di Abd Rabbuh Mansur Hadi, con sede ad Aden. Il 19 marzo del 2015 dopo aver preso il controllo della capitale Sana'a  e aver costretto Hadi alle dimissioni e alla fuga ad Aden, gli Huthi hanno lanciato un'offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. Il 25 marzo gli Huthi arrivano alle porte di Aden costringendo Hadi a fuggire in Arabia Saudita. Il giorno seguente, una coalizione militare guidata dall'Arabia Saudita interviene militarmente con attacchi aerei contro gli Huthi per restaurare il deposto governo di Hadi.

Da allora lo Yemen è devastato da una guerra civile che vede fronteggiarsi con armi modernissime e micidiali l’Arabia Saudita, alla guida della coalizione che vede impegnati gli Usa e il blocco sunnita degli Emirati, contro gli sciiti delle formazioni Houti, appoggiati dall’Iran. Secondo l'Onu, in 5 anni di conflitto sarebbero stati oltre 100mila le vittime e  la coalizione a guida saudita ha causato il doppio delle vittime civili rispetto a tutte le altre forze messe insieme, quasi tutte in conseguenza degli attacchi aerei.

 

 

Ultimo aggiornamento: 11:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA