Vaccini, quali differenze tra Pfizer, AstraZeneca, Sputnik e gli altri? Efficacia, metodo e costi

Giovedì 25 Marzo 2021 di Francesco Padoa
Vaccini Covid, quali differenze tra Pfizer, AstraZeneca, Sputnik e gli altri? Efficacia, metodo e costi

PfizerModernaAstraZeneca. Ma ancora Sputnik, Janssen (Johnson&Johnson), Curevac, Novavax, CoronaVac. Sono ormai tantissimi i vaccini disponibili, a seconda dei paesi (i primi tre citati in Italia per il momento): sono ben 182 i candidati vaccini a cui stanno lavorando gruppi di ricerca in tutto il mondo, ma solo 36 hanno raggiunto la fase clinica con i test sull’uomo. Un vaccino, è bene ricordarlo, è un farmaco che induce il sistema immunitario a produrre anticorpi capaci di combattere i microrganismi responsabili di una malattia. I vaccini non sono tutti uguali, ma utilizzano tecnologie e approcci differenti per produrre nell’organismo una risposta immunitaria che impedisca lo sviluppo della malattia. La modalità di somministrazione è la stessa per tutti, la comune iniezione intramuscolare. La protezione del vaccino non è immediata, ma c’è il “periodo finestra” necessario all’organismo per sviluppare gli anticorpi

Ma che differenza c’è tra i diversi vaccini contro Sars-Cov-2? E, soprattutto, quali sono le peculiarità di ognuno di loro? Non c’è sempre chiarezza su come funzionano e cosa differenzia l’uno dall’altro. Una macro classificazione è quella che li vede divisi nelle due categorie: 


- a vettore virale come i vaccini  AstraZeneca,  Johnson&Johnson. Questi farmaci utilizzano come "vettore" un virus, modificato in laboratorio e totalmente inattivo, capace di portare alle cellule immunitarie l’informazione della proteina Spike, utilizzata dal Sars-Cov-2 per infettare le nostre cellule. Entrando in contatto con la Spike, i linfociti T del nostro organismo si attivano contro di essa: 1) producendo anticorpi specifici; 2) trasmettendo ai linfociti B l’indicazione di sintetizzare quelli definitivi; 3) mantenendo l’informazione per il futuro. Sia il vaccino Astrazeneca che Janssen (Johnson&Johnson) utilizzano come vettore virale adenovirus, ovverosia dei virus, molto comuni, responsabili del raffreddore e della faringite, che vengono inattivati, quindi sono incapaci di replicarsi e di infettare l’organismo ricevente. Dopo aver svolto la sua funzione, il virus vettore presente nel vaccino viene, ad ogni modo, eliminato dall’organismo.


- a mRNA come i vaccini Pfizer, Moderna e Curevac. La tecnica, particolarmente innovativa e che differisce dalla classica tecnica della vaccinazione (come quella usata per l’anti-influenzale, per esempio) fornisce istruzioni al sistema immunitario per combattere il virus. Vengono utilizzate delle molecole di RNA messaggero (mRNA) modificato che, come dice l’espressione stessa, consegnano alla cellula un "messaggio" per sintetizzare, nel caso specifico, la proteina Spike del Covid-19.  Entrato nella cellula, dunque, il vaccino fornisce a questa le istruzioni necessarie per la sintesi della Spike, attivando i linfociti T del sistema immunitario, che a loro volta trasmettono ai linfociti i B l’’ordine’ di sintetizzare anticorpi. Poco dopo aver consegnato il messaggio, l’mRNA si degrada naturalmente

Mediamente ci vogliono dai 5 agli 8 anni per arrivare alle fasi avanzate di sperimentazione di un vaccino, ma questa dell'epidemia di Sars-CoV-2 si è rivelata una situazione così eccezionale che in soli 6 mesi sono stati fatti grandi passi avanti. E i risultati sono incoraggianti. Vediamo nel dettaglio come si differenziano, iniziando prima quelli già disponibili nel nostro  Paese.  Pfizer,  Moderna,  AstraZeneca: il loro arrivo in Italia è andato al passo con l’approvazione dell’agenzia europea Ema, necessaria per entrare nel mercato europeo, seguita dalla ratifica automatica da parte dell’agenzia nazionale, l’Aifa.

Il vaccino della Pfizer-Biontech, che si chiama Comirnaty, è quello più somministrato al momento in Italia, destinato principalmente agli operatori sanitari di ospedali e residenze sanitarie per anziani e agli ultra 80enni. È il primo vaccino al mondo ad essere stato realizzato con la tecnica dell’Rna messaggero. Il codice genetico correlato alla produzione della proteina Spike, che serve al virus Sars-CoV-2 per agganciarsi alla cellula umana, viene fatto penetrare all’interno della stessa cellula «a bordo» di un involucro che una volta compiuta la sua missione viene eliminato. In questo modo il sistema immunitario riceve le informazioni per intercettare il virus che contagia l’individuo e neutralizzarlo. Somministrato con due dosi intervallate da tre settimane, ha un’efficacia di oltre il 90%. Conservazione a -70 gradi. Indicazioni, dai 16 anni.

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AstraZeneca avrebbe dovuto essere la prima azienda mondiale a tagliare il traguardo con il suo anti-Covid, ma una serie di imprevisti ne hanno ritardato l’arrivo a fine gennaio, dopo i due precedenti. Il preparato, messo a punto dallo Jenner Institute di Oxford e dall’Irbm di Pomezia è basato sul vettore virale, cioè utilizza un virus (dello scimpanzé), innocuo per l’uomo, che funge da navicella per trasportare nelle cellule umane il codice genetico delle proteine del virus contro le quali si vuole innescare la produzione di anticorpi. L’obiettivo è la proteina Spike. L’efficacia è del 62%, ma col passare dei giorni dopo la prima dose aumenta fino a raggiungere l’80% entro la 12ma settimana, quando viene somministrato il richiamo. L’Italia ha posto il limite dei 65 anni (l’Ema invece non ha indicato soglie) in quanto le prove di efficacia sono più solide in questa fascia di popolazione. Si conserva a 2-8 gradi ed è quindi molto più maneggevole.

Il vaccino Moderna è giunto in Italia a inizio gennaio, e si basa sulla stessa tecnologia di Pfizer-BioNTech. Ha un’efficacia del 95% nell'evitare la malattia o i sintomi gravi. L’Italia ne sta ricevendo quantitativi ridotti in quanto la maggior parte delle dosi sono state destinate agli Stati Uniti, dove Moderna ha sede e stabilimenti. Il vaccino è registrato sopra i 18 anni di età. Modalità di somministrazione, 2 dosi intervallate da 4 settimane. Conservazione a -20 gradi.

Autorizzato negli Usa da poche settimane,  il vaccino Janssen, quello realizzato dalla Johnson&Johnson per intenderci, ad aprile potrebbe arrivare in Italia. E' uno dei vaccini a vettore virale e utilizza un adenovirus umano. Si differenzia da tutti gli altri per un fatto stostanziale: è l’unico vaccino anti-Covid monodose, quindi non ha bisogno di richiamo. Si conserva in frigorifero tra 2-8 gradi, efficacia 72-86%. L’inoculo viene trasportato nell’organismo da un adenovirus reso innocuo.

Il vaccino Sputnik è stato realizzato in modo "originale": le due dosi, 21 giorni tra la prima e il richiamo, vengono veicolate da due diversi adenovirus (Ad26 nella prima dose e Ad5 nella seconda) che trasportano la proteina Spike. L'idea è che la prima iniezione generi una certa soglia immunità, mentre la seconda - inoculando un nuovo adenovirus - scateni una reazione più forte e duratura. Il meccanismo di funzionamento è tipico dei vaccini vettoriali: indurre la protezione di Spike nelle cellule dell’ospite per stimolare la risposta immunitaria. Efficacia 91,6%, viene prodotto con formulazione congelata (-18 gradi) e liofilizzata (2-8 gradi). Approvato solo dalle autorità regolatorie russe, contatti preliminari con Ema.

L’azienda tedesca che produce il vaccino CureVac è in partnership con Bayer. È un vaccino a Rna messaggero, come Moderna e Pfizer-BioNTech. In Ema è appena cominciato l’iter per l’autorizzazione provvisoria che secondo l’amministratore delegato di CureVac è attesa tra la fine di maggio e giugno. Non sono disponibili informazioni ufficiali sull’efficacia. Il vaccino Novavax è un po’ in ritardo rispetto agli altri. Solo adesso è partita la fase tre, la conclusiva, della sperimentazione in Usa e Messico. Il preparato è basato su proteine che si trovano sulla superficie del virus. CoronaVac è il secondo vaccino autorizzato in Cina, dopo quello prodotto dalla casa farmaceutica Sinopharm. Il vaccino della Sinovac in Cina era già stato autorizzato per l’uso d’emergenza in alcune categorie a rischio e in alcune province, ed era già stato somministrato a decine di migliaia di personema ora si è superata quota 70 milioni di somministrazioni in tutto il mondo. Il vaccino di Sinovac è già stato autorizzato da altri paesi come Brasile, Cile, Turchia e Indonesia ed è basato su una versione “inattivata” del coronavirus, tale da suscitare una risposta immunitaria, ma non da replicarsi nelle cellule causando un’infezione vera e propria.

Ma vediamo in sintesi le caratteristiche principali dei vaccini di cui abbiamo parlato. 

PFIZER-BIONTECH
Efficacia: 95%
Dosi: 2 a distanza di 21 giorni l’una dall’altra
Produzione: Usa-Germania
Metodo: mRNA
Temperatura conservazione: -70°
Costo: 17 euro a dose

ASTRAZENECA
Efficacia: 62-80%
Dosi: 2 a distanza di 4-12 settimane l’una dall’altra
Produzione: Gran Bretagna-Svezia
Metodo: adenovirus di scimpanzè
Temperatura conservazione: 2-8°

MODERNA
Efficacia: 95%
Dosi: 2 a distanza di 28 giorni l’una dall’altra
Produzione: Usa
Metodo: mRNA
Temperatura conservazione: -20°
Costo: 31 euro a dose

JOHNSON&JOHNSON
Efficacia: 72-86%
Dosi: 1
Produzione: Usa
Metodo: adenovirus animale
Temperatura conservazione: 2-8°

SPUTNIK
Efficacia: 91%
Dosi: 2 a distanza di 21 giorni una dall'altra
Produzione: Russia
Metodo: 2 adenovirus umani
Temperatura conservazione: 2-8°
Costo: 2 euro a dose

CUREVAC
Efficacia: non conosciuta
Dosi: 2
Produzione: Germania
Metodo: mRNA
Temperatura conservazione:

NOVAVAX
Efficacia: 89,3%
Dosi: 
Produzione: Usa
Metodo: proteine ricombinanti
Temperatura conservazione: 2-8°

CORONAVAC
Efficacia: 50,4%
Dosi: 2 a distanza di 2 settimane una dall'altra
Produzione: Cina
Metodo: virus inattivato
Temperatura conservazione: 2-8°
Costo: 25 euro a dose

Ultimo aggiornamento: 20:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA