Ucraina diretta, Medvedev: «Ue può sparire prima che entri Kiev». Zelensky: «Non cederemo il Sud a nessuno»

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Domenica 19 Giugno 2022
Ucraina diretta, Nato: «La guerra potrebbe durare per anni». Zelensky: «Non cederemo il Sud a nessuno»

Guerra in Ucraina, le notizie in diretta oggi 19 giugno, 116° giorno dall'invasione voluta dalla Russia di Putin

Guerra in Ucraina, la diretta

Ore 22.35 - Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky ha annunciato che si aspetta che la Russia intensifichi gli attacchi contro l'Ucraina mentre l'Ucraina attende la decisione dell'Unione europea di concederle lo status di paese candidato. «Ovviamente, questa settimana dovremmo aspettarci dalla Russia un'intensificazione delle sue attività ostili, per dare un esempio», ha detto Zelensky nel suo discorso video notturno. «E non solo contro l'Ucraina, ma anche contro altri Paesi europei. Noi ci stiamo preparando. Siamo pronti», ha aggiunto. Lo riporta il Guardian.

Ore 22.25 - Il New York Times ha identificato, tramite oltre 1000 foto di propri giornalisti ed altre fonti, più di 2000 munizioni usate dalla forze russe in Ucraina, «una vasta maggioranza delle quali non guidata». Secondo il quotidiano, oltre 210 munizioni appartengono a tipologie che sono state ampiamente messe al bando in base a vari trattati internazionali. «Quasi tutte erano munizioni a grappolo, comprese le loro sub-munizioni, che pongono un grave rischio per i civili per decenni dopo la fine della guerra», ha sottolineato il giornale, aggiungendo che «più di 330 altre armi sembrano essere state usate contro o vicino strutture civili»

Ore 22.00 - «Domani inizia una settimana storica, una delle più importanti dal 1991». Lo dichiara il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky nell'ultimo video pubblicato sui social, in cui ricorda che in settimana «sentiremo la risposta dell'Unione europea sullo status di candidato dell'Ucraina». «Abbiamo già una decisione positiva della Commissione e alla fine della settimana avremo la risposta del Consiglio europeo», dice Zelensky.

Ore 19.00Bandita la riproduzione di musica russa e vietata l'importazione di libri da Russia, Bielorussia e territori temporaneamente occupati. Sono queste due delle decisioni assunte oggi dalla Verkhovna Rada, che tornata a riunirsi dopo una pausa, ha approvato 15 leggi, tre risoluzioni e, in prima lettura, due proposte di legge. A illustrare il loro contenuto è su Telegram il deputato del partito 'Servitore del popolò, Pavlo Frolov. Diverse le norme approvate dal Parlamento per recidere i legami con la Russia. Tra questa, una che vieta la riproduzione di canzoni e clip musicali realizzati da artisti russi e introduce regole per sostenere e sviluppare i 'prodotti musicali nazionalì. Ad esempio, la legge aumenta al 40% la quota di canzoni e fino al 75% il volume giornaliero delle notizie e dei programmi di intrattenimento in lingua ucraina durante le trasmissioni radiofoniche. Il Parlamento ha approvato anche un disegno di legge che vieta l'importazione di libri da Russia, Bielorussia e territori temporaneamente occupati e di pubblicazioni in russo che provengano da altri Paesi. Parallelamente la Verkhovna Rada ha sostenuto una norma per incentivare lo sviluppo del mercato libraio ucraino.


Ore 15.37 Alcuni dei comandanti imprigionati dopo essersi arresi nelle acciaierie Azovstal di Mariupol, sono detenuti nel carcere di Lefortovo a Mosca. A rivelarlo è una fonte delle forze dell'ordine citata dall'agenzia russa 'Tass', che già ieri aveva dato notizia del trasferimento dei comandanti. Tra quelli portati nel carcere russo - secondo 'Tass' - ci sarebbero il vicecomandante del reggimento Azov, Svyatoslav Palamar, e Sergei Volynsky, comandante della 36esima brigata dei marines ucraini.

Ore 14.52 - Armando l'Ucraina, gli Stati Uniti «stanno cercando di realizzare quello che avevano annunciato molto tempo fa, cioè che la Russia deve stare al suo posto, che la Russia non ha diritto alla propria voce nelle questioni internazionali, che la Russia deve obbedire alle regole inventate dagli Stati Uniti. Questo è tutto. Credo che capiscano molto bene che non ci riusciranno». Lo ha detto il ministro degli Esteri russi Serghei Lavrov in un'intervista a Rossiya 1, il primo canale della tv statale di Mosca, ripresa dalla Tass.

Ore 14.40 - Secondo il ministero della Difesa russo missili da crociera Kalibr hanno colpito un sito nella città meridionale di Mykolaiv dove erano stoccati obici e veicoli blindati recentemente consegnati dai Paesi occidentali all'Ucraina. «I missili Kalibr a lungo raggio ad alta precisione hanno distrutto dieci obici M777 da 155 mm e fino a 20 veicoli blindati da combattimento sul terreno dell'impianto di trasformazione nella città di Mykolaiv. L'Occidente ha fornito l'hardware militare al regime di Kiev negli ultimi 10 giorni», ha detto il portavoce del ministero Igor Konashenkov.

Ore 14.10 - È prevista per domani pomeriggio (lunedì 20 giugno) intorno alle 16, a quanto si apprende da fonti parlamentari, la riunione tra il sottosegretario agli affari Europei Vincenzo Amendola e i rappresentanti dei partiti di maggioranza per trovare una mediazione che porti alla stesura definitiva della risoluzione da votare in Parlamento sulle comunicazioni del premier Draghi in vista del Consiglio Ue previste per martedì pomeriggio in Senato.

Ore 11.50 - «E se anche l'Ue sparisse per allora? Mi viene da pensare a quale scandalo, a quali sacrifici sono stati fatti sull'altare dell'adesione all'Ue e a quale inganno delle aspettative degli ucraini infelici? Per non portare sfortuna...». L'ex premier ed ex presidente russo, ora vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, Dmitri Medvedev, torna ad attaccare su Telegram minacciando l'Europa in un post dove analizza il processo di adesione dell'Ucraina all'Ue. Gli ucraini saranno sotto «verifica per decenni. Pertanto, la vera scadenza è la metà del secolo. Non prima», ha detto.

 

Ore 10.45 - Gli Stati Uniti hanno trasferito in Ucraina 1400 razzi anti aerei a spalla Stinger e 6500 lancia razzi anti tank Javelin. Lo ha annunciato su twitter Kira Rudik, leader del partito ucraino Golos, aggiungendo che l'invio di armi comprende droni Switchblade, obici, elicotteri M-17 e missili antinave Harpoon. Il tweet arriva dopo che questa settimana il presidente americano Joe Biden ha annunciato l'invio di nuove armi in Ucraina per un valore di un miliardo di dollari.

Ore 9.20 - «Non daremo via il sud a nessuno». Lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un video messaggio su Telegram, al rientro dalla visita a sorpresa ieri nel sud del Paese, a Mykolaiv e Odessa, i due centri strategici sul mar Nero, dove ha incontrato le truppe. «Non daremo via il sud a nessuno, restituiremo tutto ciò che è nostro e il mare sarà ucraino e sicuro», afferma Zelensky rivolgendosi al suo popolo. Il presidente ha aggiunto di aver parlato con le truppe e la polizia durante la visita. «Il loro umore è fiducioso e non c'è dubbio nei loro occhi che l'Ucraina vincerà la guerra contro gli invasori russi», ha detto.

Ore 06:50 - Stoltenberg: «La guerra potrebbe durare per anni»

La guerra in Ucraina potrebbe durare «per anni», ha avvertito il segretario generale della Nato in un’intervista pubblicata domenica dal quotidiano tedesco Bild, esortando i paesi occidentali a registrare nel tempo il loro sostegno a Kiev. «Dobbiamo essere preparati affinché questo duri per anni», ha affermato Jens Stoltenberg, «non dobbiamo indebolire il sostegno all’Ucraina, anche se i costi sono elevati, non solo in termini di supporto militare ma anche a causa dell’aumento di energia e cibo prezzi».

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Ore 00:23 - Il governatore del Lugansk: «Ci prepariamo al peggio»

Il governatore della regione dell’Ucraina orientale Lugansk, Serguii Gaidai, afferma che «Bisogna prepararci al peggio». Nominato dal presidente Volodymyr Zelensky, il 46enne indossa un giubbotto antiproiettile, imbottito di munizioni e attrezzature di primo soccorso, in auto ha un fucile semiautomatico, Così racconta la situazione nell’area: «A Severodonetsk le forze russe e ucraine si scontrano per le strade, mentre a Lyssychansk il fuoco dell’artiglieria russa è permanente». A Lysytchansk ci sono segni di preparativi per i combattimenti di strada: i soldati stanno scavando buche e montando filo spinato, e la polizia sta piazzando veicoli bruciati attraverso le strade per rallentare il traffico. La vita è molto dura per il 10% dei residenti di Lyssytchansk rimasti in città nelle cantine, senza rete telefonica, acqua corrente o elettricità. «Cerchiamo di convincerli ad andarsene», ma «alcuni rifiutano categoricamente». E solo una «piccola percentuale» spera che Mosca trasformi la regione in un «mondo russo». Il governatore Gaidai comunica quotidianamente sullo stato del conflitto, in particolare sui social network come Telegram o Facebook. «Dobbiamo parlare, per contrastare la propaganda russa, ma anche perché la gente della regione capisca che non li abbiamo abbandonati, che io sono lì con loro», sottolinea.

 

Ore 00:01 - Yermak, capo dell’ufficio di Zelensky: «Online sito su crimini di guerra russi»

«È online il sito che raccogliere informazioni sui crimini di guerra commessi dall’esercito russo in Ucraina». Ad annunciarlo, ieri su Telegram, Andriy Yermak, capo dell’ufficio del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che assicura: «L’Ucraina farà di tutto per trovare e punire tutti». La piattaforma si chiama Il libro dei carnefici del popolo ucraino e raccoglie le foto dei crimini e i profili dei militari russi, i loro ruoli e i dettagli di quello che hanno compiuto in Ucraina. La piattaforma offre inoltre la possibilità, a chi è stato testimone di un crimine, di fornire informazioni e prove. «Secondo il procuratore generale dell’Ucraina, in Ucraina sono attualmente oggetto di indagine oltre 1.700 casi di crimini di guerra russi. Sono stati segnalati numerosi casi di distruzione di case, uccisioni di civili e saccheggi da parte dell’esercito russo nel territorio ucraino occupato», si legge nel sito. «Le indagini sono appena iniziate e proseguiranno fino al ritrovamento dell’ultimo carnefice».

Ore 00:00 - Zelensky in visita a Mykolaiv

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha visitato ieri per la prima volta Mykolaiv, città nel sud del Paese che è considerata strategica per l’avanzata russa verso Odessa, e che è in questi giorni bersaglio di numerosi attacchi. Lo ha comunicato il suo staff, diffondendo per ora pochi dettagli della visita — una delle rare occasioni dall’inizio della guera in cui il presidente ha lasciato Kiev. Zelensky, così il suo staff, «ha visitato il palazzo della Regione, distrutto da un missile russo». È stato pubblicato un video di Zelensky mentre osserva un edificio gravemente danneggiato e l’incontro poi con i funzionari locali. Mykolaiv, città portuale di quasi mezzo milione di abitanti prima della guerra, è ancora sotto il controllo ucraino, ma è vicina alla regione di Kherson, già occupata dai russi. Un utile avamposto prima dell’attacco a Odessa.

Ultimo aggiornamento: 20 Giugno, 01:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA