Turchia, raid in Siria. L'Onu: 60.000 in fuga. Colpi di mortaio curdi fanno 4 morti. Erdogan avvisa l'Ue sui profughi

PER APPROFONDIRE: curdi, erdogan, guerra, siria, turchia
Raid Turchia, l'Onu: 60.000 in fuga
Colpi di mortaio curdi fanno 4 morti
«Due villaggi sono stati liberati dai terroristi a ovest di Tal Abyad», uno dei principali punti d'accesso dell'incursione della Turchia contro i curdi nel nord-est della Siria. Si tratta delle prime aree curde passate sotto il controllo di Ankara dall'inizio dell'operazione, meno di 24 ore fa. Lo riferiscono fonti militari di Ankara. «Nella pianificazione ed esecuzione dell'operazione Fonte di pace vengono presi di mira solo rifugi, ripari, postazioni, armi, mezzi ed equipaggiamenti che appartengono a terroristi del Pkk/Pyd-Ypg e di Daesh (Isis)». Lo scrive in una nota il ministero della Difesa di Ankara, respingendo così le denunce delle Forze democratiche siriane a guida curda di aver colpito «civili», uccidendone almeno 8.

Decine di migliaia in fuga. Con l'escalation del conflitto in Siria decine di migliaia di civili sono in fuga dalle zone di combattimento. Si legge in una nota dell'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, che chiede alle parti di rispettare il diritto internazionale umanitario. «I civili e le infrastrutture civili non devono essere un obiettivo» raccomanda l'Alto Commissario dell'Onu per i rifugiati Filippo Grandi.

LEGGI ANCHE Siria, uccisi 5 soldati turchi. Trump: «Sanzioni per Ankara se agirà in modo disumano»


LEGGI ANCHE Demiral, post del difensore Juve sull'attacco turco: «Operazione di pace». Marchiso risponde così
 
 

Replica curda. Almeno quattro civili, di cui uno è un bimbo rifugiato siriano di 9 mesi, sono rimasti uccisi nelle provincia frontaliera turca di Sanliurfa da razzi e colpi di mortaio sparati dalle zone sotto controllo curdo nel nord della Siria, in risposta all'offensiva militare lanciata ieri da Ankara. Il totale dei feriti per questi attacchi è inoltre salito ad almeno 46. Lo rende noto la prefettura locale. La piccola vittima è stata identificata come Muhammad Omar, mentre l'altro civile ucciso è Cihan Gunes, funzionario turco dell'ufficio delle imposte di Akcakale, una delle città di frontiera da cui è partita ieri l'offensiva di Ankara. I feriti sono stati trasportati in diversi ospedali della zona, precisa inoltre la prefettura.



Erdogan avvisa l'Ue. A meno di 24 ore dall'inizio dell'operazione militare "Fonte di pace" nel nord-est della Siria, «109 terroristi sono stati uccisi» dai raid della Turchia. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, parlando ai leader provinciali del suo Akp. Ci sono anche diversi miliziani curdi «feriti» e altri che si sono «consegnati» all'esercito turco e ai suoi alleati locali, ha aggiunto Erdogan, senza indicare in questo caso un numero preciso. Se l'Ue ci accuserà di «occupazione» della Siria e ostacolerà la nostra «operazione» militare, «apriremo le porte a 3,6 milioni di rifugiati e li manderemo da voi». Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, parlando ai leader provinciali del suo Akp.

Lettera all'Onu. La Turchia ha affermato in una lettera al Consiglio di Sicurezza Onu che la sua operazione militare sarebbe «proporzionata, misurata e responsabile». «L'operazione prenderà di mira solo terroristi e i loro nascondigli, rifugi, armi ed equipaggiamenti», si legge ancora nel documento, di cui l'Ansa ha avuto visione, precisando che vengono «adottate tutte le precauzioni per evitare danni collaterali alla popolazione civile». Nella lettera inviata da Ankara al Consiglio di Sicurezza Onu, si afferma che «i negoziati con gli Usa su una zona di sicurezza rimangono inconcludenti». Il Consiglio si riunirà oggi a porte chiuse per discutere della situazione in Siria su richiesta dei cinque membri europei (Gran Bretagna, Francia, Germania, Belgio e Polonia).


«Elimineremo l'Isis». Al mondo intero «voglio dare questa rassicurazione: Daesh (Isis) non sarà presente nella regione» della Siria nordorientale dopo l'operazione militare avviata dalla Turchia. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, parlando ai leader provinciali del suo Akp.

ITALIA
L'offensiva militare della Turchia nel nord della Siria «è inaccettabile e la condanniamo». Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sull'azione militare di Ankara, che «rischia di compromettere la lotta al terrorismo», perché le azioni militari «hanno sempre fatto proliferare il terrorismo». L'Italia, aggiunge Di Maio a margine della IX Conferenza Italia-America Latina e Caraibi in corso alla Farnesina, chiede alla Turchia di «cessare immediatamente l'offensiva», che aggrava le condizioni del popolo siriano, già vittima di anni di guerra.
 
 


ISRAELE
«Israele condanna con forza l'invasione militare da parte della Turchia delle regioni curde in Siria e mette in guardia da una pulizia etnica dei curdi da parte dei turchi o dei loro fiancheggiatori. Israele compirà ogni sforzo possibile per garantire aiuti umanitari al coraggioso popolo curdo». Lo ha affermato il premier Benyamin Netanyahu in un primo commento ufficiale da parte di Israele sulla operazione militare lanciata ieri dalla Turchia in Siria.

IRAN
L'Iran sottolinea la necessità di «un'immediata cessazione» dell'offensiva della Turchia nel nord-est della Siria e del «ritiro delle unità militari turche dal territorio siriano». Lo fa sapere il ministero degli Esteri di Teheran. La Repubblica islamica «comprende le preoccupazioni della Turchia in materia di sicurezza ma, come ha già sottolineato, considera che le misure militari non siano la soluzione per rispondere a queste preoccupazioni», prosegue la nota.

Teheran ribadisce quindi il suo allarme per i rischi di «danni materiali e perdite umane su vasta scala», già espresso ieri. Secondo l'agenzia statale Irna, il presidente del Parlamento iraniano Ali Larijani ha annullato una visita prevista oggi in Turchia su invito del suo omologo di Ankara proprio a seguito dell'avvio dell'operazione militare turca.

 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Giovedì 10 Ottobre 2019, 12:33






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Turchia, raid in Siria. L'Onu: 60.000 in fuga. Colpi di mortaio curdi fanno 4 morti. Erdogan avvisa l'Ue sui profughi
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
1 di 1 commenti presenti
2019-10-11 11:57:48
Questi paesi stanno ancora pagando gli accordi Sykes - Picot con cui sono state definiti i confini del Medioriente. Gli accordi sono stati fatti da Gran Bretagna e Francia (in segreto ). Quindi , i vari turchi , siriani , iracheni ed iraniani invece di bombardarsi tra di loro dovrebbero fare una coalizione e bombardare Franca e Gran Bretagna …….