Taglio tasse ai ricchi, stop aumenti per alcolici e niente Iva sullo shopping: il pacchetto fiscale del governo Truss per la Gran Bretagna

Si tratta del pacchetto più radicale di tagli fiscali per il Paese dal 1972

Venerdì 23 Settembre 2022
Taglio tasse ai ricchi, stop aumenti per alcolici e niente Iva sullo shopping : il nuovo pacchetto fiscale del governo Truss per la Gran Bretagna

Un taglio di tasse che, in questa dimensione e in un unico annuncio, non si vedeva dal 1972: esattamente mezzo secolo. Inizia col botto, e non senza polemiche, «la nuova era» di politica economica promessa dalla versione riveduta e corretta del governo Tory britannico, passato due settimane fa, ultimo atto del regno di Elisabetta, dalla leadership di Boris Johnson a quella - poco carismatica ma ideologicamente più radicale - di Liz Truss. ​

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La manovra

L'occasione per mettere qualche carta sul tavolo è stato l'intervento con cui il neo cancelliere dello Scacchiere, Kwasi Kwarteng, promosso a primo titolare delle Finanze di origini familiari africane nella storia isolana al numero 11 di Downing Street, ha illustrato alla Camera dei Comuni con la premier accanto quella che era stata presentata come una «mini manovra» aggiuntiva: una correzione di bilancio, fatta di misure pubblicamente preannunciate da giorni e imposta dagli effetti nel Regno del terremoto energetico globale aggravato dalla guerra fra Russia e Ucraina, da un'inflazione balzata al 10% e da una recessione che le ultime stime della Bank of England indicano aver fatto capolino in anticipo sul previsto già nel terzo trimestre del 2022. Ma che in realtà ha assunto le forme d'una svolta in piena regola: sulle orme del ricordo liberista di quella Margaret Thatcher addirittura superata per entità iniziale delle riduzioni fiscali.

La crisi

La premessa di una strategia da 'o la va o la spaccà per provare a ridare slancio all'economia dell'isola, fra scossoni geopolitici, conseguenze del post pandemia e danni collaterali del dopo Brexit. Strategia fatta del resto di deregulation e meno tasse, ma anche d'intervento pubblico a colpi d'extra deficit per assicurare il promesso congelamento delle bollette sull'energia per due anni alle famiglie e alle imprese. Nel quadro di un cocktail ad alto rischio che Kwarteng e Truss giudicano necessario correre, convinti di poter compensare gli esborsi, almeno a medio termine, con un rimbalzo del Pil; ma che suscita allarmi da più parti, in primis sulla tenuta delle finanze pubbliche. «Di fronte alla peggiore crisi energetica da generazioni, non possiamo non essere vicini alla gente, ha proclamato il cancelliere di genitori ghanesi a Westminster, difendendo i costi del blocco delle bollette: 150 miliardi di sterline a regime, con 60 miliardi di sovvenzioni governative ufficializzate per i soli primi sei mesi. Non senza rivendicare al contempo la scure fiscale come una cruciale terapia shock per la ripartenza.

I tagli

Ecco quindi spiegata la decisione di ridurre dal 2023 le aliquote sul reddito (dal 20 al 19% quella minima, dal 45 al 40 quella per chi guadagna dalle 150.000 sterline annue in su); di abolire l'imposta di bollo sulle transazioni immobiliari fino a 250.000 sterline (a 425.000 per chi acquista la sua prima casa); di cancellare l'incremento dell'1,25% sui contributi previdenziali della National Insurance e quello della Corporate Tax sui profitti delle aziende dal 19 al 25% predisposti dall'ex cancelliere Rishi Sunak in era BoJo dopo l'emergenza Covid per finanziare l'assistenza sanitaria e sociale; d'introdurre vendite tax free per i viaggiatori stranieri; d'eliminare il tetto fissato dal 2008 sui bonus di banchieri e top manager per ridare smalto all'attrattività della City. Scelte che economisti come Paul Johnson, dell'Institute for Fiscal Studies, giudicano »insostenibili«.

 

Una perplessità che si estende anche ai mercati, a guardare il calo della sterlina a un nuovo minimo sul dollaro dal 1985. Di fronte a questi annunci, per varie ragioni, si indignano opposizioni e realtà impegnate nel sociale. Replicando a Kwarteng, la cancelliera dello Scacchiere ombra del Labour, Rachel Reeves, da un lato ha accusato il governo Truss di portare il debito pubblico a livelli »senza precedenti«; dall'altro ha denunciato gli interventi sulle tasse, paralleli alla decurtazione dell'Universal Credit per i più poveri, come una classica »ricetta conservatrice«. Destinata a »gratificare chi è già ricco«.

 

Ultimo aggiornamento: 18:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA