Trump incontra Mattarella, il comizio del padrone di casa e la granitica fermezza dell'ospite

PER APPROFONDIRE: dazi, donald trump, sergio mattarella
Trump e Mattarella, il comizio del padrone di casa e la granitica fermezza dell'ospite

di Marco Conti

Sarà merito dell'allenamento fatto in quattordici mesi di governo popul-sovranista, ma la conferenza stampa - seguita all'incontro nello studio ovale della Casa Bianca - ha consegnato alle telecamere un Sergio Mattarella preciso, rigoroso. Pronto ad arginare gli slogan del presidente americano ribattendo educatamente ed efficacemente alle ondivaghe affermazioni di un Donald Trump che ha ormai trasformato gli incontri alla Casa Bianca con i leader, europei e non, in veri e propri show ad uso delle telecamere.

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L'ELOQUIO
Ma nel martellamento di parole il Tycoon confonde amici e nemici. Nega ciò che ha detto poche ore prima e soprattutto va in crisi sui fondamentali. Come quando Mattarella ricorda cosa significa l'alleanza atlantica e il rapporto tra Roma e Washington. Più che un duello, quello di ieri è stato l'incontro tra due mondi opposti con Mattarella più amerikano di Trump e il presidente Usa più sovranista di Salvini.
Quando Mattarella ricorda che «i due Paesi condividono il cammino della democrazia, del rispetto dei diritti umani» e che «la dimensione internazionale dell'Italia si esprime nell'Alleanza Atlantica» oltre che nell'Europa, si capisce bene dove voglia arrivare e, soprattutto, a chi si rivolge. Ma poiché Trump è uno che pensa di poter cambiare alleati come i fazzoletti - e pur di raggiungere l'obiettivo è poco attento a considerare i retaggi antichi che legano i due Paesi (cultura, valori comuni e anche interessi) - Mattarella non si lascia sorprendere. E così alle lamentale del presidente americano sul contributo italiano alla difesa, oppone con garbo la mole dei finanziamenti che l'Italia dà alla Nato e il fatto che l'Italia, dopo gli Usa, è il secondo contributore militare. L'esercizio di opporre la ragione agli slogan non è a volte facile, ma ieri pomeriggio ha funzionato anche quando Trump ha ricordato i dazi annunciati a seguito della sentenza dell'Organizzazione mondiale del commercio su Airbus. Sostenere la necessità di «confrontarsi prima» anche sui dazi significa per Mattarella evitare uno scontro che non giova a nessuno e che potrebbe infiammarsi di nuovo quando il Wto si pronuncerà su Boing.
Evitando di cadere nella spirale dell'eloquio sovranista trumpiano, Mattarella si è guadagnato il lusinghiero commento dello speaker della CNN che ha concluso il collegamento con la Casa Bianca esprimendo «ammirazione per Mattarella che accanto al presidente Trump ha detto che più importante dell'amicizia è la verità». Ma sempre con il presidente Usa a fianco, Mattarella ha tenuto ferma la posizione italiana anche sull'intervento della Turchia evitando elegantemente di esprimere giudizi sulla confusa linea di Trump sui curdi e su Erdogan.
Ribadendo con fermezza, e senza l'ansia del padrone di casa, la linea italiana anche sul 5G, il presidente della Repubblica si conferma come punto di riferimento dell'amministrazione americana, nei mesi scorsi disorientata dalle sghembe esternazioni di molti esponenti gialloverdi. Ilministro degli esteri Luigi Di Maio, seduto in prima file durante la conferenza stampa, deve aver compreso che la pressione Usa su Huawei è tale che difficilmente il governo italiano potrà cavarsela citando i tre decreti attraverso i quali si pensa di condizionare l'azienda cinese.

LA TENSIONE
La visita di Mattarella è caduta nel pieno del Russiagate e della richiesta di impeachment avanzata dai democratici. La mezz'ora iniziale di comizio di Trump - che ha preceduto il faccia a faccia - oltre ad aver mandato in crisi il cerimoniale, ha svelato un certo nervosismo del grande comunicatore americano al quale Mattarella ha risposto mantenendo inalterato il suo aplomb, cercando al tempo stesso di non concedere spazio al suo interlocutore sui temi in agenza.
Uscendo dal canovaccio delle visite negli Usa, Mattarella domani si sposta in California dove, a San Francisco, vive una grande comunità italiana e lavorano, in avanzatissime start-up, imprese italiane.
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Giovedì 17 Ottobre 2019, 08:02






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