Afghanistan, più “morbidi” e pragmatici: con i Talebani si può parlare

Lunedì 23 Agosto 2021 di Alessandro Orsini
Afghanistan, più morbidi e pragmatici: con i Talebani si può parlare

I capi talebani hanno incontrato l’ex presidente dell’Afghanistan, Hamid Karzai, che rappresenta l’Afghanistan moderato e filo-occidentale, ipotizzando un governo di pacificazione nazionale. È comprensibile che molti osservatori occidentali siano sorpresi da simili aperture, ma bisogna stare attenti: i talebani hanno iniziato a moderarsi da molto tempo. Cerchiamo di capire il perché. In primo luogo, i talebani si sono moderati perché sono stati bombardati per venti lunghi anni. È vero che alla fine hanno vinto la guerra, ma venti anni di bombardamenti provocherebbero un cambiamento in qualunque leadership del mondo.

 

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Più “morbidi” e pragmatici: con i Talebani si può parlare

In secondo luogo, il terrorismo islamico, che nel 2001 era soprattutto un problema degli Stati Uniti, è oggi un problema di tutti i governi del mondo. Negli ultimi vent’anni, i terroristi islamici hanno colpito una quantità enorme di Paesi. Se i talebani provassero a trasformare l’Afghanistan nel regno di al Qaeda per la seconda volta, consentendo ad al-Zawahiri di pianificare un nuovo 11 settembre chissà dove, dovrebbero fronteggiare non soltanto l’opposizione degli Stati Uniti, ma quella di moltissimi altri Paesi: troppi per non essere polverizzati in men che non si dica. In terzo luogo, Kabul ha vissuto per vent’anni nella democrazia. Nessun governo può basarsi soltanto sulla forza per la semplice ragione che la classe governata è sempre più numerosa della classe governante. In una società in cui i governanti fossero più numerosi dei governati, il problema del consenso non si porrebbe giacché i governanti potrebbero controllare fisicamente ogni singolo governato. A Kabul e non solo, migliaia di ragazzi hanno ormai una mentalità occidentale. I talebani non potrebbero controllarli tutti e questa è una delle ragioni per cui gli uomini con il turbante devono costituire un governo di coalizione che tenga conto anche di quei giovani americanizzati.

 

 

 

LE GARANZIE

L’esercito afgano si è rifiutato di combattere proprio perché i talebani hanno dato garanzie di moderazione. I talebani hanno “comprato” vari pezzi dell’esercito di Ghani, in parte corrompendoli e in parte rassicurandoli che non ci sarebbero state vendette. È stato un processo lungo e graduale. La moderazione dei talebani era nota anche a Trump quando questi decideva addirittura di invitarli alla Casa Bianca nel settembre 2019 (chi lo ricorda?), anche se poi l’incontro fu annullato per lo sdegno dell’opinione pubblica. Trump non avrebbe mai invitato un gruppo di terroristi a casa propria. Che cosa sapeva Trump? Sapeva che gli Stati Uniti e i talebani avevano combattuto segretamente dalla stessa parte contro l’Isis. Il “Washington Post”, scoperta l’indicibile alleanza, usciva con un titolo sensazionale: “Our Secret Taliban Air Force” ovvero “la nostra forza aerea segreta talebana”. In quell’articolo, pubblicato il 22 ottobre 2020 da Wesley Morgan, il “Washington Post” raccontava di come i talebani e gli americani avessero combattuto insieme contro l’Isis nella Korengal Valley, provincia di Kunar. Anziché comunicare direttamente con i capi talebani, gli americani intercettavano le loro comunicazioni, accorrendo in loro aiuto quando erano in difficoltà contro l’Isis.

 

Gli americani spiavano i rudimentali “walkie-talkies” dei talebani per aiutarli. Il generale americano Joseph Votel, operativo in Afghanistan dal 2016 al 2019, ha confermato di avere lavorato per migliorare i rapporti con i talebani. Stiamo parlando del 2016, non di ieri. Gli americani e i talebani non erano esattamente nemici quando si sono seduti al tavolo delle trattative di Doha. Trump lo sapeva e ha creduto che avrebbero mantenuto le loro promesse di moderazione una volta riconquistata Kabul. È chiaro che i democratici afgani non godranno delle stesse libertà dei francesi ed è altrettanto chiaro che le donne afgane saranno meno libere di quanto non siano state sotto l’occupazione americana. Tuttavia moderarsi non significa diventare uguali agli americani, instaurando il loro stesso tipo di società. Nel caso dei talebani, moderarsi significa dialogare con le forze dell’opposizione invece di sterminarle. La moderazione dei talebani non deve essere misurata in base alla moderazione occidentale, ma ponendo a confronto i talebani del 2021 con quelli del 2001. Non possiamo sapere quale sarà l’esito del dialogo tra Karzai e i talebani. Sappiamo però che è sbagliato interpretare il mondo con gli schemi mentali del passato. È giunto il momento di aggiornare i nostri.

aorsini@luiss.it 

Ultimo aggiornamento: 24 Agosto, 14:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA