Serial killer confessa stupri e omicidi e si toglie la vita: risolto dopo 35 anni il caso "Le Grele"

Venerdì 1 Ottobre 2021
Francia, risolto il giallo del serial killer stupratore: 35 anni dopo trovato l'assassino grazie ad analisi del Dna

Grazie all'esame del Dna è stato accertato che corpo ritrovato senza vita due giorni fa, il 29 settembre scorso, era di uno dei serial killer e stupratori più famosi della FranciaFrancois Vérove, 59 anni, da 35 ricercato dalla polizia d'oltralpe per numerosi crimini.

La storia di "Le Grêlé"

Era tra i grandi casi irrisolti di Francia, le forze di polizia da anni davano la caccia a "Le Grêlé" e proprio grazie agli esami del Dna realizzati in queste ultime ore hanno confermato che il corpo senza vita di Francois Vérove ritrovato a Grau-du-Roi, nel sud della Francia. Il profilo genetico dell'ex gendarme ed ex poliziotto Vérove si è scoperto coincidere perfettamente con quello dell'ignoto, chiamato nelle idagini da sempre "Le Grêlé", sospettato di stupri e omicidi, tra cui quello una bambina di 11 anni, a cavallo tra gli anni Ottanta e i Novanta.

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Tutti i crimini dal 1986 e 1994

Da 35 anni gli inquirenti erano in cerca di quest'individuo dal volto butterato (da cui il soprannome Le Grêlé) accusato di aver perpetrato crimini efferati tra il 1986 e il 1994. Su di lui pesa anche l'assassinio e lo stupro dell'undicenne Cécile, a Parigi, nel 1986, oltre che l'uccisione per strangolamento di una coppia nel 1987, sempre a Parigi.

Oltre all'omicidio di Cécile e alla coppia strangolata a Parigi, "Le Grêlé" era sospettato anche di un quarto omicidio, Karine Leroy, 19 anni, scomparsa nel 1994 nella regione di Parigi. Nella zona lo descrivono come un tipo «avvenente» e «piuttosto simpatico», impegnato nella vita politica locale.

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Il suicidio e la lettera

Sposato e padre di famiglia, Vérove viveva da diversi anni in un villaggio vicino a Montpellier, nel sud del Paese. Ex gendarme, lasciò la divisione nel 1988 per diventare poliziotto, fino a quando ebbe un incidente con la moto di servizio. Questa settimana ha deciso di togliersi la vita in un appartamento preso in affitto, all'interno del quale ha lasciato una lettera in cui si dichiara colpevole. Secondo diversi media, nella missiva Vérove dice che si sentiva ricercato dalla polizia.

Riconosce i crimini commessi, senza però dare «i nomi delle vittime né le circostanze», evocando «passate pulsioni» omicide. E aggiunge che da allora ha ripreso «il controllo di sé» e non avrebbe «più fatto nulla dal 1997». Intervistato dalla France Presse, il legale che ha seguito il caso per conto dei familiari della piccola Cécile ha espresso «riconoscimento per l'impegno degli inquirenti e della giustizia», ma anche «rammarico nel sapere che il criminale se ne va con i suoi segreti».

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Le reazioni e la mobilitazione dei gendarmi

L'ex sindaco di zona, Jean-Marc Lussert, ha espresso «sorpresa totale». Le cose erano accelerate negli ultimi mesi, quando circa 750 gendarmi operativi nella regione parigina all'epoca dei fatti sono stati convocati nel quadro delle indagini. Era stato attenzionato dalle forze dell'ordine lo stesso Vérove, che il 24 settembre scorso era stato convocato. Da lunedì era stato dichiarato scomparso dalla moglie; poi due giorni fa il ritrovamento del suo cadavere in una casa affittata a Grau-du-Roi, nel sud della Francia.

Ultimo aggiornamento: 20:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA