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Russia, tra sanzioni e controsanzioni quali pericoli corre l'Italia? I settori più esposti, dal lusso alla tecnologia

Mercoledì 23 Febbraio 2022 di Mario Landi
Russia, tra sanzioni e controsanzioni quali pericoli corre l'Italia? I settori più esposti, dal lusso alla tecnologia

Gli Stati Uniti, anche a nome dell'Europa e dell'Italia, alzano la voce e si rammaricano se la Ue non è così compatta nel seguirla nella crisi tra Russia e Ucraina, ma poi non è la stessa cosa brandire la spada delle sanzioni se ci si trova al di qua o al di là dell'Atlantico.

Imporre sanzioni alla Russia resta un'arma doverosa ma anche dolorosa sul versante dei costi e dai risultati sempre meno certi perché la Russia ha aggiunto alla storica esperienza in materia quella degli anni recenti seguito all'annessione della Crimea. Nel 2014 scattarono sanzioni molte delle quali sono ancora in vigore oggi, ma nel frattempo la Russia ha rafforzato i rapporti a Oriente con la Cina che non vede l'ora di rafforzare ulteriormente la propria economia nel tumultuosa fase post pandemia di Covid. 

Gli effetti delle sanzioni

Effetti delle sanzioni che per l'Europa e l'Italia si sommano e si sommeranno, soprattutto nel settore energetico  e in quello dell'agroalimentare, alle difficoltà dei rapporti con l'Ucraina alle prese con l'invasione.

Ad esempio l'Italia, secondo l’Istituto per il commercio estero, importa 120 mila tonnellate l’anno di grano dall'Ucraina e altre 100 mila dalla Russia. Già aumentati almeno del 9% i prezzi del grano (pane e pasta) e anche del mais, indispensabile per l'alimentazione degli animali. Ai consumatori già arrivati aumenti del 3,5% per la pasta e del 4,5% della carne. Allevatori e produttori dell'agroalimentare pagano così sia l'aumento delle materie prima sia dell'energia.

Putin sa bene come aprire e chiudere il rubinetto del gas: al momento ha ridotto le forniture del 25%, una mazzata per l'Italia che dipende dalla Russia per il 43% delle proprie necessità, a partire dalla produzione di energia elettrica che dipende al 60% proprio dal gas. Le nostre bollette sono così lievitate fino al 55%. Ed è solo l'inizio. 

Ma quanto valgono le esportazioni dell'Italia verso la Russia? Attorno ai 10 miliardi di euro di euro (fonte ministero degli Esteri), con macchinari e abbigliamento che fanno la parte del leone. Ovvero l'1,5% del fatturato delle imprese italiane. I macchinari e la tecnologia avevano "tenuto" anche negli ultimi due anni pandemici, meno la moda che a sua volta rappresenta una voce importante del settore del lusso.

Partner commerciale

Di fatto l'Italia è il quinto partner commerciale della Russia, il terzo in Europa, anche se davanti alla Russia, la classifica delle nostre esportazioni, ci sono ben 13 paesi: gli Stati Uniti, in questa "torta", valgono il triplo della Russia. Una situazione segnata dalle sanzioni scattate dal 2014 per l'invasione della Crimea e che non sono mai tornate ai livelli precedenti. Secondo l'Ispi le sanzioni per la Crimea, nei primi tre anni di applicazione, sono costati all'Italia lo 0,2 del Pil.

Non è per nulla indolore anche il contrario: l'economia russa è debole l'Italia rappresenta un mercato importante per la sua produzione, con le risorse energetiche che rappresentano il 60% dell'export da Mosca a Roma.

Ma, tornando ai diversi effetti delle sanzioni alla Russia negli Stati Uniti all'Europa dice molto il dato (Fonte Eurostat) aggregato dell'Europa che nel 2021 ha esportato in Russia per un valore di 104 miliardi di dollari (importando per un valore di 177 miliardi), mentre gli Stati Uniti si fermano a quota 13 miliardi (import 29 miliardi). Non è facile, partendo da questi scenari, fare fronte comune sul tema sanzioni.

Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio, 08:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA