Russia, lascia la figlia di 3 anni da sola a casa per una settimana: la piccola muore di fame

Lunedì 13 Gennaio 2020 di Federica Macagnone

Dopo mesi di tentennamenti e di mezze verità, alla 21enne Maria Plenkina non è rimasta altra chance che confessare: era stata lei a far morire di fame e di stenti la figlia di 3 anni, avendola lasciata sola per una settimana nella loro casa fredda e sporca di Kirov, in Russia.

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La ragazza ha raccontato di aver abbandonato Kristina dal 13 al 20 febbraio dello scorso anno per andarsi a divertire con un’amica. Prima di partire per la sua settimana di festa, Maria ha chiuso l'acqua nell'appartamento e ha lasciato alla bimba una piccola quantità di cibo, tra cui yogurt, pollo e salsicce. Troppo poco per Kristina che, in preda ai morsi della fame, ha pure tentato di mangiare il detersivo della lavatrice, prima di morire. A trovare il suo corpo senza vita è stata la nonna Irina Plenkina, 47 anni, che era andata a casa della figlia per il compleanno della piccola. Quando ha aperto la porta, però, ha trovato la nipotina nuda, accasciata in una stanza sporca e disseminata di spazzatura.
 
Maria, nel frattempo, si stava divertendo con Anastasia Kurpina, che ha raccontato di come l'amica le avesse mentito, raccontandole che la piccola era rimasta a casa di un amico. Anastasia ha anche raccontato di aver pagato i conti di Maria per discoteche, caffè e alcol.
 
Confessando l'omicidio, Maria, che una settimana prima della morte della figlia si era separata dal fidanzato, è crollata e ha detto singhiozzandoo: «Non volevo che morisse». Secondo gli psichiatri la ragazza era "sana" e "pienamente consapevole delle sue azioni". Adesso rischia una condanna a venti anni di carcere.
 
Sconvolta la nonna della piccola Kristina, che ha raccontato di come si sarebbe potuta prendere cura della nipote se solo avesse saputo che sua figlia voleva abbandonarla. «Mi ha mentito dicendo che andava tutto bene. Non avrei mai pensato che Maria potesse fare una cosa del genere. Se solo avessi notato che qualcosa non andava, avrei portato Kristina da me. La verità è che non conoscevo mia figlia».

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