Putin, come finirà il conflitto? La guerra in Ucraina «sarà il suo Vietnam»: l'analisi dell'ammiraglio americano

James Stavridis sul Times sostiene che la guerra di Putin si sta trasformando in "una condanna"

Giovedì 16 Giugno 2022
Putin, come finirà la guerra? Ecco perchè la guerra in Ucraina sarà il suo Vietnam

La guerra in Ucraina rischia di diventare un nuovo "Vietnam" per Putin. La campagna russa, che aveva puntato a prendere il controllo dell'intera nazione in poco tempo è in stallo dopo oltre 100 giorni. Anche se si continua a combattere ferocemente in Donbass, dove gli Ucraini hanno difficoltà di mezzi e personale, per Mosca il primo obiettivo, catturare Zelensky e instaurare un governo amico a Kiev si può dire già fallito. Ma come finirà la guerra? La storia può darci qualche indicazione. 

Il fallimento della presa di Kiev: perchè Putin sta perdendo 

James Stavridis, ammiraglio statunitense in pensione, sul Times afferma che la guerra di Putin si sta trasformando in una condanna, simile a quella che gli Stati Uniti subirono negli anni '60 in Vietnam. In primo luogo, l'ammiraglio evidenzia il fallimento del "Piano A" di Mosca a causa di eccessiva fiducia, errori strategici, problemi logistici e di leadership. Il suo "Piano B" è un ritiro dalle tradizionali tattiche sovietiche: conquistare piccoli tratti di territorio e terrorizzare la popolazione civile ucraina con una campagna deliberata di crimini di guerra. Facendo un bilancio, l'ex ammiragli afferma che le possibilità di Putin di capovolgere la situazione sul campo sembrano piccole: ha iniziato con il controllo del 15% dell'Ucraina prima dell'invasione, con l'obiettivo di guadagnare quasi il 100%, e potrebbe finire nella migliore delle ipotesi con il 20-25%. "Questo è un voto negativo in qualsiasi test" conclude il militare.

Ucraina come il Vietnam 

C'è un elemento che sicuramente accomuna la campagna statunitense in Vietnam e quella in Ucraina di Putin: il fatto che la popolazione civile dell'intera nazione è profondamente contraria all'aggressore esterno. Mosca aveva promesso ai suio soldati un'accoglienza "da liberatori", in una narrazione in cui gli Ucraini avrebbero atteso i russi con bottiglie di Vodka alla porta. Ma ciò non è avvenuto e l'esercito russo si è trovato in una terra ostile dove alla resistenza militare di un'esercito preparato si è unita una forte resistenza civile. Una lezione che conferma come in una guerra conviene sempre stare "dalla parte dell'invaso piuttosto che dell'invasore" (dopo il Vietnam, un altro caso simile è l'Afghnistan). 

Il supporto occidentale 

I russi non sono mai riusciti a interrompere il flusso di armi dall'occidente alle linee di difesa ucraine, così come gli americani non fermarono mai i rifornimenti ai Vietcong che erano tra l'altro molto meno equipaggiati di Kiev. La resistenza ucraina ha inoltre alle sue spalle la potenza economica degli stati occidentali (che insieme producono i 60% del Pil mondiale) e il supporto tecnico della Nato e delle intelligence alleate che si è rivelato decisivo.

 

Le perdite di Putin

Al di là di ogni possibile previsione c'è un dato che certo e inconfutabile: la guerra e il suo proseguimento hanno costi altissimi per Mosca, in termini economici, di mezzi e di vite umane. I russi uccisi sono circa 20mila uomini (più di quelli morti negli Stati Uniti in 20 anni di guerre). L'esercito di Putin registra anche perdite importanti in ambito di mezzi: l'affondamento dell'ammiraglia Moskva, ammmiraglia della marina russa, la perdita di oltre mille carriarmati, un livello di perdita insostenibile a meno che non si passi a un'economia di guerra totale in Russia. Un fatto che però avrebbe costi altissimi sul piano del consenso interno. 

La fine della guerra 

La linea d'azione più probabile di Putin sarà quella di proteggere quanto più territorio possibile prima che il "tasso di combustione" in termini di russi uccisi, attrezzature distrutte, sanzioni devasti completamente il suo paese. Come finirà la guerra? Probabilmente Putin spera che l'occidente faccia pressione sul popolo ucraino affinché accetti un armistizio che dia alla Russia il controllo sul 20% della sua nazione. Un fatto improbabile visti i crimini di guerra compiuti e la forte resistenza ucraina. «Putin ha una brutta mano di carte» conclude l'ex militare «e, come gli Stati Uniti in Vietnam, è diretto a una sconfitta significativa. Il tempo non è dalla sua parte». 

Ultimo aggiornamento: 17 Giugno, 16:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA