Missili Polonia, i falchi di Putin o il (doppio) errore: le piste al vaglio dell’intelligence

C’è chi dice che si sia trattato di un missile da crociera Kalibr russo, ma anche chi “leggendo i cerchi” sui rottami ipotizza che possa essere un S-300 usato come contraerea dagli ucraini

Mercoledì 16 Novembre 2022 di Cristiana Mangani
I falchi di Putin o il (doppio) errore: le piste al vaglio dell intelligence

Reazione, provocazione o errore. I due missili che hanno raggiunto un villaggio della Polonia e hanno ucciso due persone, aprono un nuovo delicatissimo fronte nella guerra tra Russia e Ucraina, perché coinvolgono a pieno titolo la Nato. Certo, prima di decidere l’applicazione dell’articolo 4 o 5 delle Nazioni Unite bisognerà accertare se si sia trattato di missili russi, di missili russi abbattuti o di missili di difesa aerea ucraina, o anche di entrambe le cose.

Ecco perché da più parti si invita alla cautela rispetto all’attribuzione delle responsabilità. Anche l’intelligence Usa che, inizialmente, è sembrata non avere dubbi sul fatto che si trattasse di missili russi, con il passare delle ore ha mostrato maggiore cautela.

Missili Polonia, colpito un Paese Nato per la prima volta. Cosa prevedono l'articolo 4 e 5 del Trattato Nord Atlantico

I REPERTI

Sul terreno dove si vede una grande voragine accanto a un essiccatoio di cereali, ora si analizzano i resti. C’è chi dice che si sia trattato di un missile da crociera Kalibr russo, ma anche chi “leggendo i cerchi” sui rottami ipotizza che possa essere un S-300 usato come contraerea dagli ucraini. L’S-300 è un sistema di difesa aereo russo che può colpire anche bersagli a terra. Colpi di S-300 partono giornalmente della Bielorussia in direzione dell’Ucraina. «Le mie fonti nei servizi affermano che ciò che ha colpito Przewowo sono molto probabilmente i resti di un missile abbattuto dalle forze armate ucraine», dichiara Mariusz Gierszewski di Radio Zet, l’emittente che per prima ha dato la notizia dei missili caduti in territorio polacco.

Mosca, come da repertorio, definisce le accuse una provocazione e scarica le responsabilità sull’Ucraina. C’è di vero che poco distante da quella zona, ieri, l’attacco di Mosca è stato molto violento. Vladimir Putin non accetta l’isolamento in cui si trova ora la Russia, pressato com’è anche dai falchi interni che non ammettono una ritirata così netta delle truppe. Nelle vicinanze della campagna di Przewodów, dove si sono abbattuti i missili, c’è una ferrovia. Non si può escludere, dunque, che si volesse colpire i convogli che trasportano armamenti vicino al confine. E che gli ucraini siano intervenuti per contrastare l’attacco. 

 

LA MISSIONE

In Italia la notizia è stata accolta con grande apprensione. L’Aeronautica militare italiana, infatti, è presente in Polonia con una task force di quattro caccia Eurofighter a difesa dello spazio aereo Nato, con base a Malbork, dove si trovano cento militari italiani. Al confine con l’enclave russa di Kaliningrad incuneata nell’Europa, la task force “White Eagle” dell’Aeronautica militare negli ultimi 4 mesi, dall’inizio della missione che terminerà il 31 dicembre, ha intercettato e sorvegliato 24 velivoli russi, tra caccia Sukhoi e aerei da trasporto Ilyushin. Proprio due giorni fa era stato effettuato il ventesimo scramble per gli Eurofighter della task force, che ha sede nell’aeroporto Krolewo di Malbork, una base che dista 30 miglia da Kaliningrad, 155 miglia dalla Bielorussia e 230 miglia dall’Ucraina. 
 

Ultimo aggiornamento: 15:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA