Marina Ovsyannikova ricomparsa, spunta la foto insieme all'avvocato. Rischia sino a 15 anni di carcere

La giornalista era scomparsa dopo l'arresto, dovuto alla sua protesta contro la guerra in diretta tv

Martedì 15 Marzo 2022 di Franca Giansoldati
Marina Ovsyannikova dove sta? La giornalista russa che ha protestato in tv è sparita. «Gli avvocati non riescono a trovarla»

Un coraggio da leone, anzi da leonessa, che probabilmente le costerà caro, fino a 10 giorni di carcere. Marina Ovsyannikova, volto noto di Canale Uno, la televisione statale russa e formidabile megafono della propaganda putiniana, ieri ha interrotto in studio il principale telegiornale per protestare dietro la collega che in diretta stava leggendo le notizie della giornata. Ha fatto irruzione davanti alle telecamere con un cartello bianco nel quale si chiedeva la fine di una guerra insensata causata dal presidente Putin.

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L'Onu: non punitela

Le Nazioni Unite chiedono alle autorità russe che la giornalista anti-guerra, scomparsa dopo aver interrotto un notiziario in diretta sulla tv Channel One, non sia punita per aver esercitato il suo diritto alla libertà di parola. Lo riferisce il Guardian online. Maria Ovsyannikova, aveva alzato un cartello dietro l'anchorwoman dello studio e gridato slogan che denunciavano la guerra in Ucraina. Di lei non si avevano più notizie da ieri sera, tanto che la sua scomparsa era diventata un giallo. Oggi è spuntata la sua foto insieme all'avvocato, che ha rassicurato chi temeva per la sua vita. Ravina Shamdasani, portavoce delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha chiesto che le autorità garantiscano che la donna «non subisca rappresaglie».

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Ovsyannikova dopo avere anche gridato: «Fermate la guerra. No alla guerra» è di fatto stata prelevata dalla polizia e ad oggi non si sa dove sia stata portata. Gli avvocati non riescono a trovarla e alcune organizzazioni umanitarie temono il peggio. «Non credete alla propaganda. Vi stanno mentendo» ha ripetuto la giornalista.

Il video registrato in precedenza

Prima del blitz la giornalista russa ha anche registrato un video dalla sua casa che successivamente è stato diffuso dalla associazione per i diritti umani OVD-Info, in cui esprimeva la sua personale vergogna per un «conflitto fratricida, che mette contro due popoli. Io ho madre russa e padre ucraino e si amano».

 

«Purtroppo, per un certo numero di anni, ho lavorato a Channel One e ho lavorato alla propaganda del Cremlino, mi vergogno molto di questo in questo momento. Mi vergogno di aver permesso di dire bugie dallo schermo televisivo. Mi vergogno di aver permesso la zombificazione del popolo russo. Siamo stati in silenzio nel 2014 quando tutto questo era appena iniziato. Non siamo usciti a protestare quando il Cremlino ha avvelenato Navalny», ha detto, facendo riferimento al leader dell'opposizione.

«Stiamo solo guardando in silenzio questo regime anti-umano. E ora il mondo intero si è allontanato da noi e le prossime 10 generazioni non saranno in grado di pulirsi dalla vergogna di questa guerra fratricida» ha rimarcato la giornalista. Da quando è iniziato l'attacco alla Ucraina, la censura russa si è fatta particolarmente dura e in questi giorni ci sono state centinaia di persone arrestate dalla polizia anche solo per tenere in mano un cartello bianco. Secondo la nuova legge sulla stampa  si rischia o una pena amministrativa che prevede una multa e lavori socialmente utili o un massimo di dieci giorni carcere.

Il plauso di Zelensky

La protesta è stata accolta con un plauso dal presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy. "Sono grato a quei russi che non smettono di cercare di consegnare la verità, che combattono contro la disinformazione e raccontano i fatti reali e personalmente sono grato a quella donna che è andata nello studio di Channel One con un poster contro la guerra».

Video

Nel pomeriggio la giornalista televisiva russa è apparsa accanto al suo avvocato e ha dichiarato di non ritenersi colpevole al processo dove è accusata di protesta illegale. "Non riconosco la mia colpa. Rimango convinta che la Russia stia commettendo un crimine". 

Ultimo aggiornamento: 17:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA