Strage al rave Nova in Israele, la Bbc: «Suicidi fra i sopravvissuti Be'eri». La polizia: «Già 18 ricoverati in cliniche per la tutela della salute mentale»

Al festival musicale partecipavano in 3mila: Hamas ne ha uccisi 360 e rapiti 40

Giovedì 7 Dicembre 2023
Strage al rave in Israele, la Bbc: «Suicidi fra i sopravvissuti al rave a Be'eri». La polizia: «Già 18 ricoverati in cliniche per la tutela della salute mentale»

Sono quasi 2.500 e non hanno fatto la fine terribile di almeno 360 loro coetanei che sono stati trucidati dai miliziani di Hamas e di altri 40 che sono stati rapiti e ora sono prigionieri nei tunnel di Gaza. Ma quei 2.500 sopravvissuti all'attacco al rave festival Nova al kibbutz Be'eri dal 7 ottobre sono immersi in un mondo di oscurità e angoscia.

Il capo della polizia Yaacov Shabtai, riporta la Bbc, ha riferito che già «18 dei superstiti del rave, uomini e donne, sono stati ricoverati in strutture per la la tutela della salute mentale», mentre la dottoressa Lia Naor ha spiegato, sempre alla Bbc, che tanti di quei ragazzi «erano e sono a pezzi, raggelati dall'orrore.

Hanno perso fiducia in loro stessi. Si sono trovati soli davanti ai miliziani di Hamas in quella zona (molto vicina alla frontiera con la Striscia, ndr): non c'era nessuno lì a difenderli, né i loro genitori, né l'esercito, né la polizia. Nessuno era lì per salvarli. Quindi la prima cosa era farli sentire sicuri e in uno spazio di guarigione».

 

Il ministro israeliano per l'emancipazione femminile, May Golan, ha detto ancora alla Bbc che alcune vittime di stupro stanno ricevendo cure psichiatriche.

Non è stato invece citato il nome del componente di uno degli staff di sostegno psicologico al quale la Bbc attribuisce una frase che lascia intendere che alcuni di questi sopravvissuti alla strage del 7 ottobre si sono suicidati.

Morti, se confermati, che vanno aggiunti ai 1.400 israeliani uccisi da Hamas il 7 ottobre. Un orrore di cifre che riecheggia nel giorno in cui le autorità di Gaza hanno annunciato che gli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza sono oltre 17.700.

Ancora la dottoressa Naor ha riferito che sono state allestite iniziative per formare gruppi di sopravvissuti al rave per aiutarli a riprendere una vita normale: «Molti di loro avevano smesso di mangiare, non riuscivano a dormire e si rifiutavano di ascolare musica. Il male che queste persone hanno affrontato è inimmaginabile e il dolore non li abbandona. Così ho detto loro: "Per quanto oscura sia l'oscurità che avete visto, noi porteremo la luce. Vi aiuteremo a credere di nuovo in voi stessi e negli altri".  

In questi gruppi ogni giorno psicologi accolgono i sopravvissuti e li ascoltano. Il dottor Itamar Cohen è uno di questi. È arrivato in aereo da Londra non appena ha potuto dopo il 7 ottobre.

Alla Bbc ha detto: "«Alcuni di queste persone sono state a un soffio dalla morte. Hanno visto il dolore dei loro amici trucidati, tutti sono scappati temendo di venire uccisi e finora non c'è stato molto tempo per elaborare questa immensa paura innescata da un massacro. Ora pero questi giovani devono ripartire, andare avanti».

E ancora, ha detto Cohen: «Molte persone hanno perso decine di amici in pochi istanti. E c'è un senso di colpa. "Perché sono io quello che è sopravvissuto e non il mio amico? Avrei dovuto raccogliere più sopravvissuti nella mia macchina per portateli in salvo. Non sono davvero degno di essere salvato e avrei potuto fare di meglio"».

Ultimo aggiornamento: 21:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA