Israele ha utilizzato armi al fosforo bianco nel sud del Libano? Le accuse e cosa sappiamo

Le Nazioni Unite vietano di usare queste armi contro i civili: il fosforo bianco può infatti portare danni fatali anche in piccole percentuali

Giovedì 30 Novembre 2023
Israele ha utilizzato armi al fosforo bianco nel sud del Libano? Le accuse e cosa sappiamo

ll fosforo bianco una sostanza infiammabile a temperatura ambiente che viene utilizzata in ambito militare per creare cortine fumogene, per illuminare postazioni nemiche, o, seplicemente, per colpire un bersaglio. Purché sia militare, dal momento che il suo utilizzo verso i civili però non è vietato dal terzo protocollo della Convenzione delle Nazioni Unite, che però Israele ha sottoscritto con riserva.

Già da mese di ottobre, a circa dieci giorni dal terribile attacco sferrato da Hamas, le Ong Human Rights Watch e Amnesty Internatonal, hanno accusato Israele di utilizzare armi al fosforo bianco nel corso delle sue operazioni militari lungo la frontiera col Libano, con il quale gli scontri erano iniziati quasi in contemporanea con l'inizio del conflitto con Hamas.

Altre testimonianze raccolte in favore di queste ipotesi sono state raccolte dal quotidiano francese Libération, che ha chiesto ad alcuni esperti militari britannici e statunitensi di analizzare immagini di munizioni lanciate da Israele in vari villaggi a sud del Libano.

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Armi al fosforo bianco, le accuse contro Israele

Secondo le prove raccolte da Amnesty International tramite il Crisis Evidence Lab, tra il 10 e il 16 ottobre l’artiglieria israeliana avrebbe usato munizioni contenenti fosforo bianco nel corso delle sue operazioni militari lungo la frontiera col Libano. Il "laboratorio di prove sulle crisi" dell'Ong ha analizzato alcune fotografie scattate da France Presse il 18 ottobre al confine israelo-libanese, dalle quali di vedono munizioni di 155 mm di diametro, allineate e pronte per l’uso, vicino a un obice M 109 dell’esercito israeliano. Queste munizioni hanno un colore chiaro di base e bande colorate gialle e rosse con i marchi M825A1 e D528, che corrispondono ai codici d’identificazione del dipartimento della Difesa degli Usa relativi proprio alle munizioni al fosforo bianco.

Amnesty International ha documentato l’utilizzo di munizioni al fosforo bianco da parte di Israele anche contro zone densamente popolate di Gaza, ma il 14 ottobre le autorità israeliane hanno negato di aver usato il fosforo bianco nelle loro operazioni militari a Gaza e in Libano.

Dal quotidiano francese Liberation, arrivano oggi, 30 novembre, nuove testimonianze che proverebbero l'utilizzo di tali armi chimiche da parte di Israele verso alcuni villaggi a sud del Libano. 

Stéphane Audrand, consulente internazionale di rischio ed esperto di armi, ha esaminato alcune immagini dei residui lasciati dalle munizioni dopo il lancio: «Ho pochi dubbi sul fatto che si tratti di fosforo bianco - afferma -. I pezzi che vediamo timbrati WP, cioè White Phosphorus in inglese, sono quasi certamente il corpo di una cartuccia da 155 mm che aveva completato la sua traiettoria balistica». Analisi condivisa dal consulente di sicurezza britannico ed esperto di esplosivi Chris Cobb Smith: «Per quanto riguarda i residui neri, sono i resti di pezzi di feltro imbevuti di fosforo bianco che si riattivano a contatto con l'aria». L'uso dello stesso tipo di proiettili nella guerra di Gaza del 2008 era già stato notato in un rapporto del 2009 di Human Rights Watch.

Secondo Bryan Woolston, ex artificiere militare dell'esercito degli Stati Uniti intervistato da Liberation, «il vero problema è che il fosforo bianco può causare rischi a lungo termine se riattivato. Anche dopo mesi, il fumo può ancora bruciare gli occhi perché ci sono acidi all'interno». L'esperto statunitense precisa che «nel caso specifico di queste immagini, la presenza di fosforo bianco lascia pochi dubbi».

Gli effetti del fosforo bianco: «Brucia fino alle ossa»

«Il fosforo bianco brucia fino alle ossa. Non smette di bruciare a meno che non venga privato dell'ossigeno». Con queste parole Ramzi Kaiss di Human Rights Watch descriveva a inizio novembre gli effetti del fosforo bianco sulle persone. «Lesioni molto piccole possono spesso essere fatali perché entra nel flusso sanguigno».

Nel villaggio libanese Dhayra, Ibrahim è stato uno dei residenti che si pensa possano essere stati esposti al fosforo bianco. Un mese dopo il ricovero in ospedale l'uomo - 70enne - ha ancora delle macchie secche sulle gambe e fatica a vedere chiaramente. Sentito da Libération, racconta: «Ero in macchina diretto in un villaggio vicino, e poi ho sentito i miei occhi bruciare, non riuscivo a respirare». Gli stessi sintomi sono stati descritti anche da un vigile del fuoco della regione che ha trasportato diverse vittime civili al pronto soccorso. Dopo questo attacco, Ibrahim è stato portato, come altri, all'ospedale italiano di Tiro. «Qui mi hanno dato l'ossigeno e ho dormito ogni notte con asciugamani bagnati che mi mettevano sul viso».

E proprio all'ospedale sostenuto dal contingente italiano in Libano lavora il dottor Samir el-Jamal, che racconta: «I sintomi sono sempre gli stessi: soffocamento, pelle estremamente arrossata e irritata. Se frammenti di fosforo avessero colpito direttamente un paziente, avrebbero potuto bruciarlo fino all'osso». 

Il medico conferma che da metà ottobre ha curato circa nove persone che hanno riportato i sintimi di inalazione di fumi di fosforo bianco nelle loro case o alla periferia dei loro villaggi. Le persone esposte al fosforo bianco possono subire danni respiratori, insufficienze al funzionamento di organi vitali e altri danni permanenti, comprese ustioni difficili da curare e che non possono essere lenite con l’acqua. Anche solo un 10% di ustioni sul corpo può rivelarsi letale.

Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre, 09:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA