Proteste Iran, la maggioranza delle vittime erano donne di minoranze etniche. «Punizioni più dure per quelle che non porteranno il velo»

Teheran vuole isolare in ogni aspetto le donne che continueranno a prendere parte alle proteste, socialmente ed economicamente

Martedì 6 Dicembre 2022
Proteste Iran, la maggioranza delle vittime sono donne di minoranze etniche. «Sms d'avvertimento per quelle che non portano il velo»

Stretta del governo iraniano sulle proteste. Continua il pugno di ferro di Teheran contro le rivolte popolari che da mesi imperversano per le strade dell'Iran, e che le forze di polizia continuano a reprimere nel sangue. La maggior parte delle vittime di questi mesi sono donne, molte delle quali fanno parte di minoranze etniche e che in vari casi non hanno nemmeno preso parte al malcontento popolare. Il governo dell'Ayatollah ha inoltre deciso di inasprire le pene contro quelle donne che non porteranno il velo bloccando i loro conti bancari. A partire da oggi nella maggior parte dei casi, alla donna "profana" verrà inviato un sms d'avvertimento, oltre il quale verrà esercitata su di lei una «grave punizione» qualora dovesse "perseverare" nella sua "disobbedienza".

 

Hossein Jalali, membro del Consiglio islamico e della Commissione culturale, ha affermato che «il costo da pagare per le donne che non indossano l'hijab sarà più alto», come riporta Bbc Persian. Jalali ha spiegato come sarà il programma per l'applicazione dell'uso dell'hijab e del piano della castità per le donne: «invece delle pattuglie della polizia morale», ha detto, «le donne che non indossano il velo saranno avvisate tramite messaggi, prima di passare alle punizioni. Non ci sarà alcun ritiro dal piano dell'hijab perchè il ritiro significa la fine della Repubblica islamica», ha affermato.

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Iran, la maggior parte delle donne morte nelle proteste appartenevano a minoranze etniche

Purtroppo a pagare con la vita durante le proteste contro il regime sono state per la maggior parte le donne, in certi casi sono stati uccisi anche dei bambini. Un dato in particolare fornisce la misura della violenza con la quale Teheran sta schiacciando sotto il suo "tallone di ferro" l'insurrezione dei cittadini per le strade: tra le donne uccise molte non erano nemmeno parte attiva delle proteste e facevano parte di minoranze etniche emarginate.

Un triste scenario diffuso dall Bbc, che attraverso efficaci tecniche forensi, ha permesso ai suoi giornalisti di riuscire a risalire all'identità di oltre 75 persone uccise. Nelle aree ad alta presenza curda e nelle zone sud-orientali (regione Sistan e Baluchistan), i territori dove vivono i Baluch, una minoranza sunnita, c'è stata la più alta percentuale di morti: ben 52. Tra i curdi sono stati identificati 32 morti ammazzati mentre, gli altri 20 provenivano dalla provincia del Sistan e Baluchistan. Quest'ultima, nonostante sia una regione estremamente conservatrice, ha registrato varie sommosse nel suo capoluogo, Zahedan. Qui le donne nelle ultime settimane sono scese per le strade contro il regime e la Guida Suprema, Ali Khamenei

In numerosissimi filmati diffusi in rete si possono assistere a scene di donne che, pur indossando il velo integrale, il chador, cantano «con o senza hijab, avanti verso la rivoluzione». La Bbc oltre a risalire alle identità delle vittime, ha inoltre riportato alcune testimonianze in cui vengono raccontate le storie di donne e bambini uccisi dalla polizia.

Hasti Narouei, 7 anni, faceva parte della comunità Baluch: il 30 settembre era a Zahedan con la nonna per la preghiera del venerdì. Secondo gli attivisti locali, Hasti è stata colpita alla testa da un lacrimogeno ed è morta soffocata. Mancava solo una settimana al suo primo giorno di scuola, una foto pubblicata dalla Bbc la mostra in abito tradizionale beluchi. A Mahabad, nella provincia dell'Azerbaigian, Fereshteh Ahmadi di 32 anni è rimasta uccisa il 26 ottobre da colpi al petto sparati dalle forze governative mentre era sul tetto della sua casa.

Proteste, il governo bloccherà i conti delle donne senza velo

Teheran vuole isolare in ogni aspetto le donne che continueranno a prendere parte alle proteste, socialmente ed economicamente. Infatti i conti bancari di tutte coloro che non portano il velo in Iran saranno bloccati. Lo ha annunciato Hossein Jalali, membro della commissione Cultura del parlamento iraniano, come riporta il quotidiano riformista Shargh. Jalali ieri aveva fatto riferimento a nuovi provvedimenti da mettere in pratica nelle prossime settimane riguardo all'uso del velo in pubblico, obbligatorio nella Repubblica islamica fin dalla sua fondazione nel 1979.

Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre, 08:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA