Iran, arrestato e rilasciato l’ambasciatore britannico Robert Macaire: accusato di «fomentare la protesta»

Domenica 12 Gennaio 2020 di Alix Amer
Iran, arrestato e rilasciato l’ambasciatore inglese Robert Macaire. Accusato di «fomentare la protesta»

L’ambasciatore britannico in Iran, Rob Macaire, è stato arrestato ieri sera dopo essere stato accusato di “incitare” proteste rabbiose a Teheran. Il diplomatico ha spiegato invece che si stava limitando a prendere parte ad una veglia per le vittime del disastro aereo di mercoledì. «Grazie per i messaggi», ha scritto oggi su Twitter. «Posso confermare che non stavo partecipando ad alcuna protesta. Sono stato ad un evento descritto come una veglia per le vittime del volo PS752». E ha tenuto a precisare che «è normale andare di persona a rendere omaggio alla memoria delle vittime tra le quali figurano tre cittadini inglesi». Ha poi aggiunto di aver lasciato il posto dopo cinque minuti, quando alcuni manifestanti hanno iniziato ad intonare canti. «Dopo aver lasciato la zona sono stato fermato e trattenuto per mezzora», ha scritto, ricordando che «l’arresto di personale diplomatico è illegale in tutti i paesi».


Macaire - che è stato inviato come ambasciatore in Iran nel 2018 - ha quindi rimandato alla nota di protesta del ministro degli Esteri britannico Dominic Raab, che ha denunciato una «flagrante violazione del diritto internazionale». Ieri sera non sono mancati scontri tra manifestanti e la polizia in assetto antisommossa mentre chiedevano le dimissioni del capo supremo del paese. Lanci di lacrimogeni da parte delle forze dell’ordine per tentare di rompere i gruppi fuori dall’università di Amirkabir, che chiedevano giustizia «per i morti innocenti».
Con un tweet la Farnesina ha espresso solidarietà a Londra dopo il fermo del diplomatico a Teheran: «L’arresto temporaneo dell’Ambasciatore britannico è inaccettabile. Esprimiamo solidarietà al Regno Unito e lanciamo forte richiamo all’Iran perché rispetti norme e principi di diritto internazionale».

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Intanto funzionari iraniani insistono sul fatto che Macaire si sia unito alle proteste di strada e che quindi ha violato la convenzione di Vienna interferendo negli affari interni del paese ospitante il diplomatico. L’agenzia di stampa (semi-ufficiale) iraniana Tasnim ha dichiarato che l’ambasciatore è stato arrestato per «aver organizzato movimenti sospetti e proteste di fronte all’Università Amir Kabir e rilasciato dopo ore». Ha aggiunto che oggi sarà convocato dal ministero degli Esteri per spiegare perché stava provocando “atti di protesta tra i manifestanti”.

In un rapporto viene spiegato che una fonte informata della polizia afferma che l’uomo stava usando “un negozio che si trova di fronte al cancello principale dell’Università Amirkabir come luogo segreto di coordinamento dell’inviato”. In un altro rapporto è scritto che la veglia si è trasformata in una protesta, che è in gran parte la spiegazione fornita dall’ambasciatore.


Già a novembre, in segno di deterioramento delle relazioni tra i due Paesi, il ministero dell’intelligence iraniana aveva annunciato che era vietata qualsiasi forma di cooperazione con il British Council e che avrebbe comportato azioni penali. L’ufficio pubbliche relazioni del ministero aveva affermato che «il Regno Unito, che ha una lunga storia di infiltrazioni, creazione di reti e generazione di propaganda in vari paesi, stava pianificando di attuare un progetto a fini di messa in rete culturale», in accordo con il British Council in Iran.
In queste ore c’è tensione a Teheran. Un forte assembramento di agenti antisommossa è piazzato davanti all’ambasciata britannica dove è in corso una dimostrazione contro gli inglesi. 

Ultimo aggiornamento: 14:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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