Epstein-Giuffre, l'accordo salverà il principe Andrea. Ma i veterani lo silurano

Il giudice Lewis Kaplan, oggi, deciderà se ci siano gli estremi per proseguire con il procedimento penale oppure per archiviare il caso

Martedì 4 Gennaio 2022 di Chiara Bruschi
Epstein-Giuffre, l'accordo salverà il principe Andrea. Ma i veterani lo silurano

Un accordo da 500mila dollari tra Virginia Roberts e Jeffrey Epstein, morto suicida in carcere nel 2019, potrebbe rappresentare per il principe Andrea la via d'uscita dal processo di New York. Qui infatti è stato denunciato dalla donna per una violenza sessuale subita quando la Roberts aveva 17 anni e quindi era ancora minorenne. Il giudice Lewis Kaplan, oggi, deciderà se ci siano gli estremi per proseguire con il procedimento penale oppure per archiviare il caso. Il figlio della regina ha sempre negato ogni accusa e tramite i suoi legali ha tentato più volte di evitare il processo: prima, come scritto dalla stampa britannica, ha lasciato Londra nella speranza di non farsi trovare per non ricevere la citazione in giudizio; poi, ha cercato, senza riuscirci, di invalidare il processo a suo carico sulla base della nuova residenza della sua accusatrice, che vive da anni in Australia e non più negli Stati Uniti. Tentativi andati male, almeno fino a ieri, quando un documento, che potrebbe rappresentare una svolta, è stato reso pubblico.

 

 

IL DOCUMENTO

Si tratta di un accordo confidenziale - e per questo rimasto segreto da quando era stato stipulato nel lontano 2009 - che Virginia Giuffre (ai tempi Roberts perché nubile) aveva preso con Jeffrey Epstein. Nel 2009 la donna aveva accusato il ricco finanziere di averla circuita e coinvolta in un mondo di abusi sessuali nella sua casa in Florida quando era ancora un'adolescente. «Oltre a essere sfruttata sessualmente da Epstein le era richiesto di soddisfare anche i suoi amici, inclusi reali, politici, professori, uomini d'affari e altre sue conoscenze», si legge nell'accusa. Un caso che non finì mai in tribunale perché Epstein riuscì a concludere un accordo economico con la giovane donna: il 17 novembre del 2009, l'uomo accettò di pagare a Virginia Giuffre 500mila dollari. In cambio lei si impegnava a rinunciare a qualsiasi altra denuncia contro Epstein e contro «qualsiasi altra persona o entità» a esso correlata. E il principe Andrea rientrerebbe in questo elenco. Un cavillo che, secondo i legali del duca, significa una cosa ben precisa: la Roberts non può denunciare il loro assistito.

 

 

LE CONSEGUENZE

Per gli avvocati della controparte, invece, l'accordo sarebbe irrilevante nel caso contro il Principe, reo, secondo loro, di aver abusato della loro assistita a New York, Londra e nelle Isole Vergini Americane. Se sul piano legale - alla luce di questo documento - la strada per il figlio della regina Elisabetta sembra spianata ma la sua immagine pubblica rischia di essere ormai danneggiata per sempre. Soprattutto in seguito alla recente condanna dell'amica Ghislaine Maxwell, ritenuta colpevole di aver circuito decine di ragazze minorenni a scopo sessuale con il defunto Jeffrey Epstein. In questi giorni, inoltre, mentre la ex moglie Sarah Ferguson e le figlie con le rispettive famiglie trascorrono le vacanze invernali sugli sci in Svizzera, il duca continua a rimanere lontano dai riflettori.

Un basso profilo voluto dalla sovrana, che gli ha tolto tutti gli incarichi reali all'indomani dell'intervista boomerang rilasciata alla BBC nel 2019. E ora sembra che la sua figura sia diventata scomoda anche per i veterani delle Grenadier Guards, di cui il principe è comandante d'onore. Sul Times Julian Perreira, sergente a riposo del corpo e reduce dell'Afghanistan, ha chiesto le sue dimissioni formali e immediate poiché la sua presenza rappresenta «una macchia» nella storia del corpo. Solo la regina, tuttavia, può rimuovere i titoli militari del figlio, che in totale sono sette. Richard Kemp, ex comandante delle truppe britanniche in Afghanistan, ha fatto appello proprio alla sovrana, affinché metta il suo dovere davanti alla famiglia, la corona davanti ai figli. Un appello che, visto il rinomato senso di responsabilità di Elisabetta II, potrebbe non rimanere inascoltato.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA