Covid, in Spagna 241 morti in un giorno. La Francia torna sopra i 10 mila contagi in 24 ore

Martedì 22 Settembre 2020
Covid, in Spagna 241 morti in un giorno. E la Francia torna sopra i 10 mila contagi in 24 ore

Mentre la Gran Bretagna vara una nuova stretta anti-Covid su pub e attività sportive, al di qua della Manica tornano a far preoccupare i contagi in Francia: dopo un week-end di cifre più basse, torna oltre quota 10.000 il numero dei nuovi positivi nelle ultime 24 ore. E in Spagna è allarme per il numero delle vittime registrate in un giorno: 241.

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Sono 10.008, secondo i dati della Sanità pubblica, i nuovi casi di Covid registrati in Francia nelle ultime 24 ore. Aumentano anche i decessi, oggi 68 più di ieri, per un totale di 31.416 dall'inizio dell'epidemia. Il tasso di positività dei test è salito per la prima volta oltre il 6%, per attestarsi al 6.1%. La Sanità pubblica aggiunge che i ricoverati negli ospedali nelle ultime 24 ore sono stati 141, mentre i pazienti entrati in rianimazione sono stati 13 di più rispetto a ieri.

Morti in sensibile aumento in Spagna: il ministero della Sanità spagnola ha annunciato che 241 persone sono morte a causa del coronavirus nelle ultime 24 ore. Lo riporta El Pais. Si tratta del numero più alto di vittime dall'inizio della seconda ondata di Covid-19. Durante la prima ondata il record di morti è stato di 950 in un solo giorno. 3.125 nelle ultime 24 ore, secondo i media spagnoli.
 

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La paura del coronavirus torna quindi a montare in Europa e nel mondo, con un nuovo record settimanale di 2 milioni di contagi certificato dall'Oms a livello globale e gli Usa che superano le duecentomila vittime.
 

Gran Bretagna, 5.000 casi in 24 ore

In Gran Bretagna sebbene il numero dei morti di questa seconda ondata resti lontano da quello della primavera, il rimbalzo dei ricoveri in ospedale spaventa: Boris Johnson - allarmato dai 5000 contagi delle ultime 24 ore, picco da maggio, e dai segnali di tendenza ancor più gravi di Francia o Spagna - cerca stavolta di non ricascare nelle esitazioni imputate al suo governo all'inizio della fase acuta della pandemia, ripristinando subito restrizioni in serie e mettendo fine per 6 mesi o giù di lì alle speranze messe in moto da luglio di un qualche ritorno generalizzato alla normalità.

L'obiettivo appare duplice. Da un lato provare ad allontanare con misure parziali, per quanto severe, lo spettro di un lockdown bis devastante per un'economia e una società già provate; dall'altro dare una sveglia alla popolazione, fin troppo disinvolta dinanzi a una minaccia che pure nei mesi passati ha falcidiato il Regno più d'ogni altra nazione europea in cifra assoluta, con un bilancio ufficiale di 42.000 morti.

Non si tratta «in alcun modo di un altro lockdown», ha messo le mani avanti il premier Tory motivando il giro di vite alla Camera dei Comuni come una risposta alla prospettiva di «una seconda ondata» in arrivo e a «un punto di svolta pericoloso» che potrebbe riportare l'isola a 50.000 contagi e 200 morti al giorno nel giro d'un mese, secondo le stime dei suoi consulenti scientifici (costretti a innalzare l'allerta sull'epidemia al livello 4 di una diffusione «in forte espansione»). Semmai è un'ultima spiaggia per scongiurare quell'incubo, paragonato giorni fa da BoJo addirittura all'extrema ratio di «un'opzione nucleare». 

Ultimo aggiornamento: 21:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA